La forma di protesta contro la paventata legge antipirateria statunitense SOPA vede in prima fila James Wales e Wikipedia, oggi listata a lutto anche nella versione italiana.
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Il gran giorno è arrivato: come annunciato da diverse settimane, quest’oggi numerosi portali di primo piano mostreranno pubblicamente il proprio dissenso nei confronti del provvedimento di legge Stop online Piracy Act (SOPA), attualmente in discussione presso il Congresso degli Stati Uniti d’America e rifiutato da buona parte delle aziende operanti nel Web.
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Wikipedia si oscura per 24 ore mercoledì in segno di protesta contro le leggi anti-pirateria SOPA e PIPA, ormai giunte dinanzi al Congresso degli Stati Uniti. È quanto ha annunciato Jimmy Wales, fondatore dell’enciclopedia online, attraverso un aggiornamento diffuso su Twitter, condito peraltro da una massima di Martin Luther King:
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Wikimedia Foundation ha raccolto quasi 20 milioni di dollari di fondi per Wikipedia grazie alla campagna donazioni che si è appena conclusa. A pochi giorni dall’undicesimo compleanno della popolare enciclopedia libera online, l’associazione no-profit di Jimmy Wales riesce a raggiungere un importante obiettivo che consentirà a Wikipedia di mantenersi per tutto il 2012 e offrire pagine Web libere da pubblicità.
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Esattamente come avvenuto nel recente passato, ancora una volta Wikipedia torna a rivolgersi ai suoi lettori chiedendo il loro supporto economico per poter continuare a sopravvivere e lo fa, come ormai consuetudine, con un appello direttamente scritto dal suo fondatore Jimmy Wales.
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Wikipedia è tornata online nella sua versione italiana, ponendo dunque fine alla protesta che negli scorsi giorni ha portato alla sospensione delle proprie pagine per via del decreto ammazza-blog. Il comma 29 non è comunque rimasto nel ddl intercettazioni, è stato infatti appena emendato.
Non si tratta comunque di un provvedimento definitivo, poiché le modifiche al disegno di legge non sono ancora state approvate, come sottolinea Wikipedia nella propria homepage:
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Anche Wikipedia si aggiunge al coro di protesta contro il DDL sulle intercettazioni che sarà discusso da oggi alla Camera e lo fa con un’azione tanto semplice quanto dagli effetti “fragorosi”, cioè rilasciando un comunicato sulle proprie pagine nel quale si paventa una possibile sospensione del servizio da parte della versione italiana della famosa enciclopedia online: la stessa versione che risulta da oggi irraggiungibile proprio in quanto qualsiasi pagina è stata sostituita dal messaggio dello staff.
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Lo hanno già definito il “Wikipedia delle domande e delle risposte”. Quora è il fenomeno del momento: se non avete ancora ricevuto un invito per email controllate la posta, è solo questione di tempo.
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L’enciclopedia è salva, il crowdsourcing ha vinto. I toni di Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia, sono giustamente trionfali: in 50 giorni sono stati raccolti i 16 milioni di dollari necessari per mandare avanti l’impresa. Grazie alle donazioni di mezzo milione di persone, la più grande enciclopedia libera del Web (16 milioni di articoli in 270 lingue) potrà continuare a esistere, senza pubblicità.
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