La Web analytics e la Web analysis

social media interference

Uno dei temi che mi è piaciuto trovare al Convegno GT 2008, tenutosi a Riccione, nel ponte dell’8 dicembre, e mai abbastanza trattato, è tutto quello che gira intorno alla Web analysis.

Su questo argomento ha aperto la strada un intervento tecnico e molto di livello da parte di Tommaso Galli, che ha riproposto il concetto di “Social Media Interference” e quello di “Click Probability” esposti allo scorso IAB di Milano.

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Cartoline di Natale, d’estate

Awstats ne ha contate 16. Sono tante le query d’Agosto che non lasciano spazio a dubbi: cartoline di Natale. Destinazione della ricerca, una vecchia pagina promozionale con alcune cartoline preparate per le festività natalizie dello scorso anno.

Mi sono chiesto: chi cerca cartoline di Natale quando ancora il sole dei mesi estivi cuoce le nostre teste? Chi programma con così largo anticipo una qualsiasi attività legata al 25 Dicembre?

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Web Analytics in tempo reale… ma è davvero utile?

Grazie a Robin Good ho recentemente scoperto Woopra, un desktop client (attualmente in versione beta) che permette di effettuare attività di Web analytics in tempo reale, interagendo con gli utenti collegati al nostro sito Web.

Ho subito pensato a quali reazioni potrebbe suscitare questo tipo di comunicazione, mettendo dalla parte del visitatore. Come potrei reagire se, durante la navigazione all’interno di un sito, venissi raggiunto da un messaggio diretto e personalizzato?

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CTR? Inutile

Come saprete, il Click Through Rate è il valore percentuale dei click ricevuti da uno o più banner presenti in una pagina web/sito.

Come saprete altrettanto benissimo, il CTR è una delle metriche base per valutare la riuscita o il successo di una campagna pubblicitaria su Internet.

Ma, come forse non sapete, questo dato è inutile.

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Web Analytics: studiare le pagine di uscita

Mettere a punto un progetto di Web Analytics significa pianificare varie attività di analisi e intervento sulla base della tipologia del sito da studiare. Soprattutto nel caso di un sito aziendale non sempre si ha davanti uno scenario nitido: spesso il sito non è di grandi dimensioni, non ha un traffico particolarmente elevato e i trend negativi sembrano sempre più spesso difficili da scovare.

Una volta effettuata la pulizia del traffico (operazione preliminare indispensabile in qualsiasi analisi da condurre) si possono intraprendere varie strade per procedere alla scoperta degli elementi “dannosi” del proprio sito.

Partendo dal presupposto che se una pagina ha dei problemi (è “brutta”, ha contenuti poco interessanti o mal formattati, ecc…) l’utente tende a lasciare il sito, si può precedere allo studio delle pagine di uscita (exit page) al fine di identificare gli elementi di disturbo.

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Web analysis: com’è fatta la tua torta?

web traffic distribution

In fase di Web analysis, nel valutare le fonti di traffico per un sito web, possiamo ricondurre il tutto a 4 macrosezioni:

1. accesso diretto: il navigatore digita direttamente l’URL del vostro sito, (megabrand offline, aziende famose, portali generalisti, magazine online etc.); questa tipologia di accesso è indice di una buona brand equity offline che garantisce comunque un certo traffico sul sito a prescindere dalla sua visibilità online (un esempio su tutti: Ferrari è un brand così forte che si “possono permettere” di avere il loro sito assolutamente search engine unfriendly).

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Cosa dicono di noi

Sull’importanza della web analysis abbiamo già discusso. Che gli utenti siano influenzati nel loro processo d’acquisto da ciò che viene detto/scritto online è ormai un elemento assodato. Emerge la necessità da parte delle aziende di monitorare cosa venga detto riguardo ai propri prodotti o servizi (o anche sulla propria reputazione).

In un mondo di social media: come fare a misurare il buzz intorno a noi? Sapere sempre cosa viene detto da bloggers e forumisti, quali sono le opinioni prevalenti.. un’azienda può tenere sotto controllo i blog più interessanti del settore d’appartenenza grazie ai feed reader. Ma una certa sistematicità finora mancava.

Ovviamente c’è chi ha pensato a colmare la lacuna: Cymfony, un’azienda acquistata lo scorso febbraio da TNS Media Intelligence, offre vari strumenti per quantificare e monitorare cosa viene detto su un’azienda, sui suoi prodotti e sui competitors.

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TV Web marketing

Normalmente sabato facciamo circa 800 visitatore con maisazi.com

Sabato scorso, una tonnellata di visitatori. Come mai? Vado a fare qualche verifica per vedere se sono stato citato su qualche sito autorevole, ma niente.

E allora? Guardo meglio e scopro che ben 120 visitatori sono arrivati con la chiave ANNURCA e moltissimi altri con chiavi attinenti. Che è successo? Semplice, in TV Gerry Scotti ha fatto la domanda “Che significa Annurca?”, io avevo un articolo sulle mele Annurca ed ecco spiegato il botto.

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Dite la verità. La fate la Web Analytics - #2

Puntata numero due, si cambia aspetto.

Ok, ho capito che alcuni di voi fanno un po’ di controlli, ma cosa controllate esattamente?

Faccio un esempio:

Qualcuno si interroga se un signore arrivato al sito con una certa chiave sia uscito soddisfatto, pronto a dire alla moglie che ha visto un bel sito?

Come faccio?

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Chi dovrebbe fare web analytic?

Come spesso accade, prendo spunto da altri post per approfondire…

Fradefra chiede chi è che fa web analitics, io chiedo: dentro un’azienda chi se ne deve occupare?

Leggevo ieri un post di Jason Burby che evidenzia come fino a qualche anno fa era il reparto tecnologico di un’azienda a occuparsi delle statistiche.

Erano viste come qualcosa che serviva più al monitoraggio dei page error o dei problemi di server, che non come strumento di marketing.

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