Google rinnova la prima pagina di Analytics

Google Analyitcs

Google sta apportando varie modifiche al suo servizio Analytics. Una novità introdotta nei giorni passati è stata la modifica dell’home page.

Ora, oltre al classico elenco di siti Web che abbiamo nel nostro account Analytics, vengono riportati anche dei dati interessanti.

Possiamo infatti conoscere lo status di attivazione di quel preciso codice Analytics, per sapere se è stato correttamente installato, le visite ricevute nel periodo di riferimento (il periodo di riferimento di default è sempre un mese), il tempo medio sul sito, il bounce rate, gli obiettivi raggiunti e una comoda percentuale che ci indica l’andamento delle visite rispetto al periodo di riferimento.

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Web analytics: seminario gratuito a Milano di IAB

seminario iab milano

Parlare di Web analytics non è facile per tutti. Molte aziende stanno cominciando a comprendere l’importanza di questa attività ma non riescono a padroneggiare le tecnologie e gli strumenti per misurare qualitativamente e quantitativamente i visitatori dei propri siti.

Non hanno conoscenza su come misurare campagne di advertising che passino attraverso i dispositivi “mobile” o tramite la più “classica” mail. A stento le aziende sanno entrare nel pannello di software free come Google analytics, figurarsi andare oltre il dato numerico degli accessi giornalieri e parlare di percorsi di navigazione o di conversioni.

Per questo motivo IAB Italia ha deciso di organizzare un seminario gratuito dedicato appunto alla misurabilità dei media digitali interattivi.

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Qual è il miglior sistema di statistiche?

Pochi giorni fa un post su Google Analytics, fatto da Andrea Mosca, in cui si discuteva quanto è affidabile il sistema di Web Analysis di Google.

La discussione nata è molto interessante e mi spinge a pensare che Analytics sia uno strumento ottimo finché non si fa sul serio, allora mi chiedo…

Qual è stato il servizio 2.0 migliore nel 2007?

  • YouTube (35%)
  • Flickr (13%)
  • Last.fm (11%)
  • Facebook (10%)
  • LinkedIn (9%)
  • MySpace (6%)
  • Second life (5%)
  • Neurona (4%)
  • Altro (4%)
  • MyBlogLog (3%)
  • Songza (1%)

Voti totali: 185

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Un altro Corso su Google Analytics

Tra le competenze che un buon markettaro deve avere c’è la “passione” per l’aggiornamento continuo.

Il nostro è infatti un settore in continua evoluzione e per stare al passo con nuove metodologie e nuove tendenze è importante leggere, documentarsi e sperimentare.

Per chi ama tenersi sulla cresta dell’onda e accrescere continuamente la propria conoscenza vorrei segnalare la seconda edizione del Corso Gratuito di Google Analytics organizzato da TriplaW, in collaborazione con YoYo - Formazione rotolante.

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Analytics, se non è il migliore almeno è gratis

Non intendo fare pubblicità a Google, immagino che sia gradita a Big-G ma non credo ne abbiano bisogno. Piuttosto, vorrei stressare un concetto già addentato in precedenza, ovvero la gratuità di certi servizi a fronte di una qualità spesso superiore a prodotti a pagamento.

Per l’analisi del traffico mi sono sempre affidato a strumenti open-source (di solito Awstats e php-stats) senza mai sentire l’esigenza di fare un upgrade verso un prodotto a pagamento.

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Serial killer… analysis?

serial killer analytics

Leggevo il post di qualche giorno fa di Leonardo e pensavo (tanto per cambiare) a quanto ancora c’è da dire e da capire sulla web analysis. E visto che anche Francesco ci ritorna spesso, credo proprio non guasti parlarne e riparlarne insieme.

Si è appena concluso (15-17 ottobre) il Web Analytics Base camp a Washington D.C.
Il punto è sempre il solito: ok abbiamo capito che dobbiamo misurare… ma cosa esattamente?

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Web analysis: com’è fatta la tua torta?

web traffic distribution

In fase di Web analysis, nel valutare le fonti di traffico per un sito web, possiamo ricondurre il tutto a 4 macrosezioni:

1. accesso diretto: il navigatore digita direttamente l’URL del vostro sito, (megabrand offline, aziende famose, portali generalisti, magazine online etc.); questa tipologia di accesso è indice di una buona brand equity offline che garantisce comunque un certo traffico sul sito a prescindere dalla sua visibilità online (un esempio su tutti: Ferrari è un brand così forte che si “possono permettere” di avere il loro sito assolutamente search engine unfriendly).

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