Kidzdream, il “social baby networking”

Kidzdream logo

Kidzdream è un’interessante novità nel panorama dei social network, al punto che gli ideatori del progetto si sono inventati un’impegnativa definizione ad hoc: “social baby networking”.

L’idea è semplice da riassumere: si tratta di realizzare una banca dati online dei sogni dei bambini, a livello mondiale. Nella versione iniziale del sito, a scopo esemplificativo, sono raccolti contributi dal villaggio Mbour in Senegal, da una scuola elementare di Napoli, da una scuola elementare di Barcellona e da un gruppo di bambini rom della X circoscrizione del Comune di Roma.

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Jared Lanier, contro il “collettivismo digitale” del Web 2.0

You are not a Gadget

Appena uscito, fa già molto discutere il libro “You Are not a Gadget“, di Jaron Lanier. Si tratta, esplicitamente, di un manifesto contro le illusioni del collettivismo digitale e contro la retorica sulla creatività prodotta dalla “collaborazione di chiunque a qualunque cosa”.

Nella sua biografia si legge che Lanier ha coniato la locuzione “realtà virtuale”, o che perlomeno ne è stato il primo e più decisivo divulgatore. “Pensatore” e imprenditore delle nuove tecnologie, le sue attività spaziano dalla collaborazione con Wired agli studi su interfacce e applicazioni per integrare la scienza dei computer alla medicina, alla fisica e alle neuroscienze. “World wide mush”, ovvero “poltiglia world wide” è l’espressivo titolo di un articolo su “The Wall Street Journal”, col quale Lanier introduce i temi del suo libro.

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Yahoo e Virgilio: il ritorno dei portali?

Loghi Virgilio e Yahoo

I passaggi d’anno sono l’occasione buona per fare dei bilanci. I casi di Yahoo e Virgilio, che all’epoca del Web 1.0 si affermarono come canali d’accesso alla rete, offrono l’occasione per discutere sull’evoluzione e sul futuro dei “portali” nel Web 2.0. Della nuova home di Yahoo e del nuovo brand “Y!ou” sono già state scritte alcune cose, ma è il caso di approfondire.

L’attuale home page di Yahoo si caratterizza per la barra di navigazione personalizzabile a sinistra, comodo accesso a servizi di vario genere (dal meteo all’oroscopo), alle informazioni (sport, finanza, ecc.) e ai social network. Ciò che conta e che dovrebbe fare la differenza rispetto ai competitor non sono tanto i contenuti (le Yahoo Notizie ad esempio rimandano alle succinte note delle agenzie), ma il modo in cui sono organizzati.

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Nokia e Facebook uniti in Ovi Lifecasting

Nokia-Ovi-Lifecasting

L’inglese “casting” significa “fusione” e il nuovo prodotto Ovi Lifecasting, presentato al Nokia World 2009 tenutosi il 2 e 3 settembre a Stoccarda, va chiaramente in questa direzione: semplificare al massimo l’integrazione tra cellulare e navigazione online, in particolare con Facebook e quindi con una delle piattaforme di punta del Web 2.0.

Non si tratta semplicemente di mettere insieme abitudini (quella di avere con sé il cellulare e quella di connettersi a Facebook) o di integrare esperienze di navigazione, piuttosto si stanno ponendo le basi per la nascita di nuove abitudini, che forse tra una o due generazioni saranno del tutto scontate e quindi avranno un loro enorme mercato.

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Piccole aziende e social network: un binomio ad alto potenziale

Social network

Il Web è cambiato radicalmente negli ultimi anni. Milioni di persone quotidianamente accedono a social network e servizi in stile 2.0 e lo fanno volontariamente, perché ritengono di proprio interesse e fidati i loro contenuti.

Già questo basterebbe a far capire come i nuovi strumenti offerti dalla rete possano risultare vincenti se utilizzati nel modo corretto anche dalle attività professionali come strumenti di marketing, arrivando direttamente all’obiettivo principale di qualsiasi campagna pubblicitaria o promozionale: il cliente.

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Iran: le proteste aiutano il marketing del Web 2.0

google facebook twitter iran

In questi giorni su Internet, sui giornali e alle televisioni si parla molto delle proteste che stanno avvenendo in Iran in seguito alle recenti elezioni. Il problema politico e di ordine pubblico sorto in questi giorni a Teheran ha spronato alcune delle aziende che operano con i servizi online a mettere a punto nuovi servizi.

Così, nel giro di pochissimo tempo, Google ha annunciato di aver realizzato una versione del suo popolare servizio di traduzione dal persiano all’inglese e viceversa. Intanto su Twitter si parla continuamente dell’Iran e delle proteste grazie alla potenza del microblogging.

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