Che se ne condivida o meno la linea editoriale, l’idea del nuovo “inserto” de “l’Unità”, denominato Virus, merita di essere presa in considerazione e discussa seriamente, sia da chi si interessa in generale alle dinamiche virali del Web 2.0, sia da chi è interessato al modo in cui il discorso politico (in questo caso la satira di parte) può trovare “sponde” significative nei social network.
In pratica Virus è una nuova sezione del sito. Nato “per impulso di Sergio Staino”, l’inserto è disponibile solo online, conta sui contributi di specialisti della vignetta e della satira in generale, ma accetta per la pubblicazione vignette e battute da parte degli utenti. È quasi scontato dire che gli aggiornamenti possono essere seguiti via Twitter o iscrivendosi al gruppo dedicato su Facebook.
Fino al 30 Luglio 2008 è possibile partecipare al Blue Viral Contest: un concorso per creare video virali.
You Blue Viral Contest è un concorso per la realizzazione di filmati virali creato dall’Associazione Amici del Future Film Festival, e sponsorizzato da Derby Blue. L’intento è di promuovere giovani talenti che amino esprimersi con il marketing virale.
A questo proposito per tutti coloro che vogliono saperne di più sul marketing virale invito a consultare la pagina con le definizioni di Virale puro, Virale “push”, Virale “stealth” e Word of mouth.
Meglio non lavorare troppo o, ancora peggio, essere colpiti da workaholism, la dipendenza da lavoro. Tra gli effetti collaterali, infatti, rischiate di vedere fantasmi.
In chiave ironica ma soprattutto viral, questo concetto è stato tradotto in un video che ha ampiamente fatto il giro del mondo. Ghost elevator mostra le riprese da alcune telecamere a circuito chiuso, all’interno del Raffles Hotel di Singapore (il committente della campagna).
Leggendo il post precedente sull’esempio di viral marketing di Cloverfiels la domanda nasce spontanea: ma cosa trasforma un video in un fenomeno virale? Potenzialmente chiunque può riuscirci. A patto che investa soldi, tempo e con una giusta strategia.
Nel 2007 il viral marketing ha preso sempre più piede e questa tendenza si confermerà anche nel 2008, con le aziende che investiranno maggiormente nei video. Qualcuno ci riuscirà, altri no.
Lascio giudicare voi. Ho un’idea personale su questo video virale in formato “spot”, che ha avuto probabilmente costi irrisori di realizzazione: una volta pensato, non deve aver richiesto molto spreco di energie per essere creato e finalizzato.
Che sensazioni vi trasmette? Possiamo taggarlo come video “divertente”? Originale?
Rispetta i canoni di un video che può essere facilmente viralizzato? Lancia una provocazione sulla quale riflettere?
Ultimamente mi sto dedicando molto allo studio dei video online, dei vari canali e community di video sharing e di come questi contenuti multimediali possano essere tracciati dal punto di vista statistico (riproduzioni, inclusioni, link, ecc…).
Le informazioni interessanti in materia sono davvero poche e si riducono ad articoli che filosofeggiano sul potenziale dell’online video marketing e ai soliti “How to…” che promettono di insegnare a realizzare il miglior video virale di tutti i tempi.
Con il solo scopo di imparare quanto più mi è possibile sull’argomento, ho iniziato il mio studio individuando quelli che a mio parere rappresentano i limiti della diffusione dei video online, in relazione ai canali di distribuzione.
Candid Camera o scherzetti inaspettati? Questo è uno dei numerosi video che potete scovare su The Freelers dove un paio di ragazzi, travestiti da megapack Freelers Pavesi, se ne sono andati in giro per Milano a dare fastidio a chiunque dimostrasse un atteggiamento vagamente rilassato o riposato.
E’ noto ormai a molti che la potenza e la viralità di un video divertente, originale, irriverente, sconvolgente e politically scorrect ha contribuito a fare la fortuna e il successo dei vari Video Social Network a partire da Youtube e Google video, passando per Metacafe, Guba, Flurl, Grouper, ecc fino a sollecitare i grandi portali come Libero e Alice, in accordo con Dailymotion, affamati di sempre nuovi contenuti, a dotarsi velocemente di una sezione video sempre più frequentata.
Questi grandi contenitori di video sono tra i luoghi migliori all’interno dei quali utenti, creativi, aziende, multinazionali e agenzie di marketing e comunicazione possono depositare le loro creazioni multimediali per renderle visibili, condivisibili, commentabili e trasformabili.
Questi “luoghi” sono nati (o apparentemente votati) per soddisfare la voglia di user generated content che tanto sta coinvolgendo gli utenti del web, ma sono anche particolarmente adatti per diventare terreni fertili per il seeding di video realizzati da agenzie per conto di aziende o brand.