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Emanuele Chiericato -
Mercoledì 9 Giugno 2010 alle 13:58

L’enorme crescita degli utenti presenti su Facebook e il suo crescente successo ha fatto emergere delle falle nel social network, che hanno permesso agli spammer di trovare su Facebook un terreno fertile per attività come la creazione di profili fasulli, l’aggiunta incontrollata di amicizie, l’impossessamento di gruppi lasciati senza amministratore.
Ma andiamo con ordine. Innanzitutto, rispetto a qualche mese fa, non è più possibile aggiungere un gran numero di amicizie nello stesso giorno: se prima con un semplice profilo era possibile fare decine di richieste di amicizia, ora il sistema blocca l’operazione solo dopo una ventina di richieste, con la minaccia di sospensione dell’account.
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Cristiano Ghidotti -
Mercoledì 17 Febbraio 2010 alle 17:39

Nonostante Google Buzz sia stato lanciato solo pochi giorni fa, il nuovo social network di BigG sembra essere già diventato uno dei preferiti dagli spammer che, secondo quanto rivelato da una ricerca di Websense, non hanno perso tempo nel prendere di mira la neonata piattaforma.
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Giuseppe Cutrone -
Mercoledì 16 Dicembre 2009 alle 11:00

I tempi cambiano e anche i criminali informatici si adeguano. Dopo aver inondato in questi ultimi anni le caselle di posta di moltissimi utenti con messaggi inutili o pubblicitari, dopo aver riempito di virus i PC di mezzo mondo, ecco che la nuova frontiera di spammer e cracker sembra essere diventato il mondo dei social network.
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Francesco Di Lecce -
Martedì 17 Novembre 2009 alle 11:40
Spam di qua, spam di là, spam di su, spam di giù. Ma non avete di meglio da fare che inviare spam?
Quanti ogni giorno cancellano “quintali” di spam?
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Cristiano Ghidotti -
Venerdì 30 Ottobre 2009 alle 12:30

Un tribunale californiano ha emesso ieri la sua sentenza nei confronti di Sanford Wallace, qui a fianco ritratto in un esplicativo scatto risalente ad una dozzina di anni fa, condannandolo al pagamento di un’ammenda da 711 milioni di dollari per attività di spamming illegale su Facebook.
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Cristiano Ghidotti -
Giovedì 17 Settembre 2009 alle 10:36

Chiunque abbia effettuato negli ultimi anni una registrazione ad un sito Web, ad un social network o ad un qualsiasi altro servizio online, conosce bene in cosa consista il sistema CAPTCHA.
Si tratta, in parole povere, di un campo di testo in cui digitare una o più stringhe alfanumeriche riprodotte, in maniera distorta, all’interno di un’immagine mostrata a video, al fine di combattere spam e phishing.
reCAPTCHA, piccola azienda di Pittsburgh ha avuto un’idea geniale: utilizzare, al posto di lettere e numeri generati dal calcolatore, i frammenti delle scansioni di vecchi libri e quotidiani, già degradati dal passare del tempo.
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Federico Fieni -
Lunedì 1 Settembre 2008 alle 11:01
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Stefano Scorretti -
Lunedì 28 Aprile 2008 alle 10:17
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Orazio Tassone -
Mercoledì 19 Marzo 2008 alle 09:52
Nei giorni scorsi si è diffusa in rete la notizia secondo cui il forum SeoBlackHat è riuscito ad entrare in possesso del PDF contenente le linee guida che Google invia ai quality rater.
Purtroppo il forum è riservato a pochi eletti e solitamente ciò di cui si parla, nello stesso forum, non viene portato fuori. Maurizio Petrone, però, è riuscito a trovare altrove tale PDF.
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Stefano Besana -
Giovedì 20 Dicembre 2007 alle 08:03

Notizia interessante quella riportata da Vision Post sulla mole di SPAM che circola nel mondo in questo periodo.
Lo studio è stato portato avanti dalla Barracuda Networks e ha evidenziato come bel il 95% delle mail inviate nel corso del 2007 fosse a contenuto pubblicitario/dannoso, cifre incredibili se paragonate alle realtà di 5/6 anni fa quando la mole totale di SPAM raggiungeva il 5/7% del traffico totale.
Un dato interessante che porta con sé le dovute riflessioni sullo spreco della banda che i server di tutto il mondo debbono sostenere, sullo spreco di tempo per arginare il fenomeno e sui danni che lo SPAM ha sulla produttività delle aziende (specie se si tratta di realtà medio piccole).
Ma una soluzione definitiva è forse possibile: attraverso il social networking.
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Massimiliano Scorza -
Giovedì 8 Novembre 2007 alle 09:34

Io sì. Non li guardo nemmeno. Molto spesso è l’azienda di servizi di telefonia mobile di cui sono fedele cliente a inviarmi sms ed mms multimediali, interattivi e coloratissimi.
Non me ne ricordo uno, li vedo ma non li guardo, cancellandoli in una frazione di secondo. La percezione di spam è notevole, incessante, insormontabile.
Ho individuato, a titolo personale, due motivazioni plausibili per questo rifiuto incondizionato verso il mobile marketing:
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Raimondo Fanale -
Mercoledì 5 Settembre 2007 alle 08:48
Ok, la popolarità degli autori è una cosa, ma la popolarità dello strumento è un’altra, ed è ancora più pericolosa soprattutto quando gli utenti non sono così “smaliziati” da poter distinguere.
Devo dire che questa volta gli utenti non hanno poi molto da poter distinguere, se non andare presso una Camera di Commercio e verificare quanto scritto sulle mappe di Google.
Si sono levate molte voci sull’argomento che citano il caso di spam su Api o mass-uploading di informazioni “non del tutto vere”.
Per risultare presenti nelle ricerche geolocalizzate alcune ditte inviano al servizio di Google Maps informazioni sulla propria sede dopo aver attivato una casella postale o un servizio di redirect telefonico.
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