Neelie Kroes, Commissario Europeo per l’Agenda Digitale, mette probabilmente la parola fine al controverso e dibattuto trattato anti-contraffazione, noto come ACTA, e alla SOPA, la proposta di legge contro la pirateria online. Nel corso di un convegno organizzato a Berlino, la Kroes ha sostanzialmente anticipato la decisione finale del Parlamento Europeo.
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Mentre negli Stati Uniti tiene banco la questione SOPA, con il Web a stelle e strisce che ha palesemente espresso la propria posizione contraria a un simile provvedimento, in Italia la situazione sembra essere destinata a divenire piuttosto simile a quella presente negli States. In questi giorni, infatti, l’Onorevole Giovanni Fava ha presentato in Parlamento un nuovo emendamento che, qualora dovesse essere approvato, potrebbe rappresentare davvero la versione italiana della legge SOPA.
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Anonymous attaccherà Facebook. Sabato 28 gennaio alle ore 12 antimeridiane, per la precisione, gli hacker famosi a livello internazionale dovrebbero mettere in piedi un’azione – dal nome “Operation Global Blackout” – che “dimostri che non stiamo giocando”: queste le parole del video pubblicato su YouTube ieri. Ma non è tutto: Anonymous chiede la collaborazione di tutti gli utenti, fornendo le istruzioni necessarie per un attacco coi fiocchi. Non è certo al 100% che si tratti di Facebook, ma da quanto spiegato dal gruppo viene difficile ipotizzare un’altra alternativa.
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Mentre la SOPA è stata rinviata dopo le proteste sul Web accumulate nella giornata di ieri e la PIPA perde 18 senatori, i quali hanno girato le spalle alla discussa proposta di legge statunitense, diversi senatori e un membro del Congresso statunitense sono stati sorpresi nel violare le leggi sul copyright di varie immagini, le stesse leggi che stanno sostenendo con forza nel tentativo di bloccare la pirateria.
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Toh, chi si rivede. Il giorno dopo la protesta del Web contro il disegno di legge antipirateria, anche Mark Zuckerberg ha voluto dire la sua, opponendosi ufficialmente contro SOPA e qualunque legge che possa danneggiare Internet. Una presa di posizione importante, ma arrivata con calcolato ritardo.
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La forma di protesta contro la paventata legge antipirateria statunitense SOPA vede in prima fila James Wales e Wikipedia, oggi listata a lutto anche nella versione italiana.
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Mozilla partecipa allo sciopero virtuale contro PIPA e SOPA. Insieme a Wikipedia, Google, WordPress, anche la volpe del Web ha iniziato la protesta contro i due disegni di legge Stop online Piracy Act e Protect IP Act, in discussione al Congresso degli Stati Uniti. Lo sciopero del browser durerà 12 ore – è iniziato oggi alle ore 8 britanniche: i siti sia.org che.com rimanderanno a una pagina che invita ad agire contro questa forma di censura del web.
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Il gran giorno è arrivato: come annunciato da diverse settimane, quest’oggi numerosi portali di primo piano mostreranno pubblicamente il proprio dissenso nei confronti del provvedimento di legge Stop online Piracy Act (SOPA), attualmente in discussione presso il Congresso degli Stati Uniti d’America e rifiutato da buona parte delle aziende operanti nel Web.
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Wikipedia si oscura per 24 ore mercoledì in segno di protesta contro le leggi anti-pirateria SOPA e PIPA, ormai giunte dinanzi al Congresso degli Stati Uniti. È quanto ha annunciato Jimmy Wales, fondatore dell’enciclopedia online, attraverso un aggiornamento diffuso su Twitter, condito peraltro da una massima di Martin Luther King:
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