Anche Homer Simpson consiglia Bing

Simpson e Bing

Bing punta a entrare in grande stile nel mercato dei motori di ricerca del Regno Unito e, per farlo, chiama a raccolta dei testimonial d’eccezione, ovvero la famiglia più popolare e sballata della TV: I Simpson.

Per tre mesi, infatti, saranno i gialli personaggi della serie americana a pubblicizzare e a mettere in evidenza le funzioni del motore di ricerca di Microsoft e lo faranno tramite degli spot che passeranno sui canali televisivi britannici.

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Il governo francese pronto a tassare i motori di ricerca. E Google trema

Nicolas Sarkozy

La Francia appare sempre più decisa a mettere delle regole ferree alla cosiddetta “rivoluzione digitale“. Infatti non sarà forse un caso se, in un paese che di rivoluzioni se ne intende, la questione legata al ripensamento strutturale di diversi settori della cultura e dell’economia dovuto all’avvento di Internet appare una necessità sentita più che in altri paesi.

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La ricerca su Google

google

Google rappresenta il motore di ricerca più usato al mondo e costituisce uno strumento fondamentale per tutte le nostre ricerche online. Ma molto di ciò che Google ci consente di fare è sconosciuto alla maggior parte dei suoi utenti.

Il famoso motore di ricerca consente l’utilizzo di operatori, che si rivelano molto utili se vogliamo procedere a delle ricerche particolari o se vogliamo concentrarci su alcuni specifici dettagli.

Tutti questi comandi possono essere usati con l’utilizzo di caratteri particolari o tramite l’impiego di determinate stringhe. Nella scoperta di queste interessanti possibilità ci viene in aiuto il manuale d’uso di Google.

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Cuil, nasce l’anti Google?

L'home page di Cuil

Cuil, parola gaelica per “conoscenza”, vuole dare un ordine al Web setacciandolo fino ai luoghi più remoti. I tre fondatori affermano “non siamo nati per fare concorrenza a Google”.

Non sarà il loro obiettivo, ma i presupposti per dare del filo da torcere alla società di Mountain View ci sono tutti. Capitanato da tre ex dipendenti Google, può contare su un indice che, a detta dei fondatori, è tre volte superiore a quello di BigG e una capacità elaborativa sorprendente efficace, pur facendo affidamento a un parco macchine più ristretto rispetto a quello delle altre società.

Fondato da Anna Patterson (ex googleplex), supportata dal marito, ex dipendente IBM, da due ex dipendenti Google e da un capitale da 33 milioni di dollari, molti lo hanno definito come l’anti Google, ma Cuil vuole solo muovere un po’ le acque in un ambiente dove sembra che tutti i giochi siano già stati fatti.

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Cuil, lo stiamo sopravvalutando?

Sapete cos’è Cuil? Credo di sì: il suo debutto è stato ampiamente coperto dai media, Web e tradizionali.

Si tratta comunque di un nuovo motore di ricerca sviluppato da ex dipendenti di Big G, un motivo in più per appiccicargli immediatamente l’etichetta di “anti Google”.

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Ti leggo sul giornale, ti cerco su Internet

Internet uccide la pubblicità tradizionale su carta stampata? Assolutamente no, anzi siamo di fronte a nuove forme di sinergia.

Una ricerca commissionata da Google (qui il report pdf) negli Stati Uniti lo conferma a chiare cifre: il 44 per cento dei lettori che vede annunci sul giornale va alla ricerca di ulteriori informazioni a riguardo, il 42 per cento, invece, più concretamente, procede all’acquisto di almeno uno dei prodotti commercializzati.

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Quanto è importante il file robots.txt?

Talvolta, nel lungo lavoro di ottimizzazione delle pagine Web, potrebbe presentarsi l’esigenza di escludere alcune pagine, file o cartelle dall’indicizzazione dei motori di ricerca, vuoi perché provvisti di contenuti sensibili, vuoi per completare, quando presente, il lavoro del meta tag “robots”.

Per fare questo, si utilizza il file robots.txt, un semplice file di testo editabile con blocco note, da includere nella root principale del sito e contenente alcuni comandi per i motori di ricerca.

A differenza del meta tag “robots” però, il file robots.txt non si limita solo a suggerire quali link o pagine sono da saltare nel processo di indicizzazione ma impone categoricamente agli spider quali oggetti sono da escludere, evitando di fatto l’indicizzazione delle pagine in questione.

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Ricerche online, Google sempre più leader

Logo Google

La leadership di Google nel campo delle ricerche online non è in discussione. Questo, almeno, è quanto ritiene HitWise, che ha condotto un’analisi sui motori di ricerca più frequentemente utilizzati in Gran Bretagna e negli Stati Uniti d’America.

Il risultato è stato che il 68,29% di tutte le ricerche online condotte negli USA durante il mese di Maggio sono transitate attraverso Google, che precede di gran lunga il secondo leader Yahoo, con il 19,95%, MSN con il 5,89% e Ask.com con il 4,23%.

I rimanenti 41 motori di ricerca analizzati da HitWise, si contendono il rimanente 1,63%.

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La nuova sfida di Google si chiama VisualRank

A dieci anni di distanza dalla nascita del PageRank, il famoso algoritmo di analisi che ha rivoluzionato la modalità di indicizzazione dei contenuti, Google ci riprova ancora, questa volta però con le immagini.

La tecnologia utilizzata, per adesso ancora in fase sperimentale, utilizzerà una combinazione dei due tipi di ricerca, per contenuti e immagini, abbinando a quest’ultima una nuova tecnica di riconoscimento basato sia sul ranking che sul riconoscimento visuale.

Il nuovo algoritmo, denominato VisualRank o PageRank for Product Image Search (PageRank per la ricerca di immagini), è suffragato dallo studio dei due ricercatori di Google coinvolti nel progetto, Shumeet Baluja e Yushi Jing, i quali hanno evidenziato che applicando un punteggio alle immagini, mediante PageRank, è stato possibile ridurre fino all’80% i contenuti non rilevanti all’interno della ricerca.

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Google danza ancora?

Fluttuazioni SERP

Appena arrivo in ufficio, mi collego alla pagina delle ricerche di Google e digito alcune keywords nella speranza di vedere il sito aziendale salire più su nella SERP, dopo un estenuante lavoro di keyword density durato settimane.

Aspetto che la pagina carichi e nel frattempo indugio in pensieri di apprensione per l’eventualità di veder apparire l’ennesima lista convulsa di risultati che da una decina di giorni mi sta facendo letteralmente impazzire.

Poi, puntualmente, il fenomeno si ripete. Dove è finito il mio sito? Possibile che sono sceso (o salito) di così tante posizioni? Capitato anche a voi, lo so. Quello che sconcerta è il fatto che il discorso “Google Dance” ormai sembrava archiviato da tempo. Ma è realmente così?

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Viewzi, un motore di ricerca visuale avanzato

Viewzi

Dopo SearchMe, e altri motori di ricerca presentati qui su oneWeb2.0, si può capire come i motori di ricerca si stiano evolvendo. Non è più soddisfacente la semplice pagina statica, occorrono vere e proprie applicazioni web proprio come Viewzi.

Viewzi è un motore di ricerca tecnicamente e graficamente all’avanguardia. Si possono infatti effettuare ricerche di video, foto, testo, prodotti, mp3 e libri, grazie a un interfaccia web molto elaborata, creando anteprime dei risultati per rendere il servizio più semplice da utilizzare.

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Siamo sicuri che Google sia il migliore?

Una domanda che mi viene dopo aver osservato alcune SERP su Live.com: siamo ancora sicuri che Google sia meglio di Live per quanto riguarda le ricerche?

Perché dico ciò? Sono uscito fuori di senno? No, ho ricevuto l’invito da parte di Kerouac a visualizzare alcune SERP, con qualche nickname, e sembra quasi che Live.com riesca a collegare il nick alla persona fisica, anche su pagine dove quasi non c’è traccia del termine cercato (ma comunque sono state fatte o hanno a che fare con il nick).

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