Internet: nel 2010 sorpasso alla televisione

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[Link PubblicaAmministrazione.net, Webnews, oneWeb2.0, PMI.it]

Osservatorio Banda Larga: il rapporto sulle famiglie italiane

Osservatorio Banda Larga

L’Osservatorio Banda Larga, istituito dal Ministro delle Comunicazioni e dal Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, ha presentato recentemente il Rapporto Famiglie italiane e Banda Larga: nuovi servizi e traiettorie di sviluppo per il mercato consumer.

Dal rapporto emerge che sono 8,7 milioni le famiglie che utilizzano un servizio di connettività in banda larga; il 37% del totale nazionale (di questi l’80% ha scelto una modalità di tariffazione flat); mentra circa 14 milioni non ne usufruiscono e 11 milioni non possiedono neanche un Personal computer.

Discreta anche la crescita dell’IpTV, che ha registrato un incremento nell’ultimo trimestre del 2008, arrivando a circa 650 mila utenti. Crescita dovuta all’aumento del numero di player sul mercato italiano nell’ultimo anno. A Fastweb, presente storicamente sul mercato IpTV, si sono aggiunti nell’ultimo anno Telecom Italia, Tiscali e Wind.

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Larga banda? Spinge, ed è spinta, dai social network

Juniper Netowks ha recentemente commissionato a Ciao Group un’analisi di mercato relativa alle abitudini degli utenti europei di servizi di connessione a larga banda. Il campione intervistato (costituito da 5.000 utenti che hanno sottoscritto servizi a larga banda in Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito) ha evidenziato alcune interessanti tendenze che, in gran parte, riguardano da vicino i servizi tipicamente utilizzati dai navigatori del cosiddetto Web 2.0. Considerando che le interviste sono state effettuate ad Aprile 2008, si tratta di dati ancora molto “freschi”.

Uno degli aspetti messi in luce da chi ha accesso a banda larga al Web è il successo dei social network e dei sistemi di comunicazione online che riguardano la gestione dell’identità digitale. In particolare, quasi il 25% degli intervistati ha indicato nei social network un sistema privilegiato per rimanere in contatto con amici e parenti, mentre circa il 37,5% ha sottolineato come questi servizi saranno sempre più importanti nel prossimo futuro.

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Resoconto del III Forum IPTV 2008

Si è svolto venerdì 29 febbraio a Milano l’IPTV forum 2008 (di cui abbiamo già dato notizia) organizzato a Milano da Business International e sponsorizzato da Ericsson.

Sono intervenuti gli operatori telco che propongono contenuti via IP come Fastweb, Tiscali, Telecom Italia, e fornitori di contenuti per IPTV come RCS Digital, Rai, Mediaset, Class Cnbc.

Dai dati presentati emerge che la televisione su protocollo IP sta decollando bene in Francia e in Spagna. In Francia, ad esempio, in soli due anni e mezzo sono arrivati 2,4 milioni di abbonati, mentre la Spagna ne ha fidelizzati 500.000. In Inghilterra, di contro, la IPTV non arriva neanche a 90.000 utenti, mentre in Italia siamo a circa a 250.000.

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Telemio, la soluzione Tiscali per una IPTV più sicura per i bambini

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Parliamo di Tiscali Tv, l’IPTV dell’operatore sardo, arrivata anche in Italia dopo il successo avuto negli UK. Per garantire una maggiore sicurezza nei confronti dei bambini, Tiscali ha inventato Telemio, un telecomando speciale a misura di bambino, dall’aspetto colorato e divertente.

Dall’esterno potrebbe sembrare un telecomando tradizionale, solo dal look&feel un po’ più “giocoso” rispetto ai soliti, ma in realtà è molto più “sicuro” degli altri.

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Mediaroom, l’IPTV di casa Microsoft

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Microsoft ha annunciato da qualche tempo la disponibilità della terza versione del suo pluripremiato protocollo Internet mirato all’IPTV. La sua piattaforma offre diverse nuove funzionalità multimediali. Tra queste troviamo delle feature certamente innovative per questo tipo di servizi: la condivisione di musica e di foto, il MultiView dinamico(multiple picture-in-picture), oltre ad una più classica televisione digitale terrestre (DTT).

Con questa ultima versione(siamo già alla terza), Microsoft ha rinominando la sua piattaforma Mediaroom. Il nome dovrebbe subito far capire che Redmond non mira solo ai nostri computer ma direttamente alle nostre case. Il nuovo prodotto viene fornito a tutti i provider che hanno intenzione di trasmettere IPTV via Internet e già 20 tra i maggiori player mondiali lo utilizzano.

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IPTV ed MPEG-4

Lo standard utilizzato nell’IPTV di Wind e di Tiscali, è lo standard MPEG-4. Si tratta di un’evoluzione del 2, è stato realizzato e pensato come standard per l’integrazione di contenuti multimediali, come appunto l’IPTV, e per permettere la manipolazione del video utilizzando la codifica ad oggetti, con lo scopo di rendere flessibile la codifica sia dei dati immagine che audio.

MPEG-4 è diventato standard internazionale nell’Aprile del 1999. Sono tante le sue caratteristiche che lo rendono un ottimo standard per l’utilizzo su reti, tra cui la possibilità, per l’operatore e l’amministratore di rete, di tenere sotto controllo, nella maniera più dettagliata possibile, l’intero traffico e quindi la possibilità di avere una segnalazione immediata e chiara di eventuali problemi per intervenire in maniera precisa nel più breve tempo possibile.

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Le “Desktop TV” in Italia

Singolare e interessante interpretazione quella data dagli Osservatori della School of Management del Politecnico di Milano al fenomeno delle nuove TV.

L’accurato studio, presentato il 13 Dicembre, tenta di analizzare lo stato di frenetico sviluppo nel nostro paese dei nuovi media televisivi tra cui si contano le TV Digitali terrestri, l’IPTV, la Mobile Tv, la Tv satellitare e le Web Tv.

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La tecnologia dell’IPTV

Esempio di progamma IPTV

Dal punto di vista culturale l’IPTV è un fenomeno rivoluzionario. Tramite il computer di casa possiamo vedere o registrare un programma televisivo trasmesso da un’emittente dall’altra parte del mondo.

Diversamente da quello che succede in Italia, dove i nostri politici ci portano verso il digitale terrestre, nel resto del mondo si cerca di migliorare le infrastrutture di telecomunicazione e avere reti sempre più efficienti atte ad ospitare streaming audio e video sempre più sofisticati.

Ad un primo impatto si potrebbe dire che sia una specie di televisione satellitare, anche se la qualità delle immagini è decisamente più scarsa.

La televisione tramite Internet è diventata famosa dal momento dell’esplosione del caso Sky contro coolstreaming, prima era (quantomeno in Italia) una faccia del Web poco conosciuta e quasi di nicchia.

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TV 2.0: il free content di Babelgum

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Realizzare una piattaforma Web attraverso la quale chiunque realizzi un film o un video clip possa raggiungere una platea potenzialmente sterminata. Questo, in estrema sintesi, il concetto ispiratore di Babelgum.com.

Tra le numerose interpretazioni dell’idea di Web TV o di TV P2P, Babelgum tenta di lasciare il segno focalizzandosi su un modello di business che, basato sulla condivisione degli introiti pubblicitari tra chi gestisce la piattaforma e i realizzatori dei filmati, dovrebbe favorire la diffusione di pellicole cinematografiche autoprodotte o, comunque, distribuite su circuiti alternativi.

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Web tv: Glomera e Romanimata presentate allo SMAU

Glomera lanciata allo Smau pochi giorni fa e Romanimata, lanciata al Romics 2007: due chicche tutte italiane!

Glomera potrebbe essere vista come un mix tra Mogulus e Ustream: offre la possibilità di gestire veri e propri palinsesti televisivi, in remoto o in diretta, è corredata di chat, oltre che di commenti e votazioni, e si adatta perfettamente sia all’utilizzo amatoriale sia a quello professionale.

La tecnologia alla base di Glomera è il P2P in streaming che permette una rapida distribuzione di contenuti con un’alta qualità; si contempla anche la possibilità di sviluppare nuovi modelli di business e di comunicazione grazie alla consistente riduzione dei costi di banda.

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Web tv con streaming live

I più famosi tra i siti che permettono agli utenti di essere registi e non solo fruitori dei programmi video online sono Mogulus e Ustream.

Mogulus offre servizi molto avanzati, direi professionali, di gestione di una vera e propria TV, l’interfaccia è una vera e propria regia dalla quale si possono regolare suoni e immagini come dei registi televisivi professionali. Ustream si presenta, invece, con caratteristiche meno performanti ma più semplici per chi vuole giocare un po’ con questi strumenti e vuole avere il proprio spazio multimediale online senza pretendere spettacoli sorprendenti.

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