Featured Artists Coalition: copyright e mercato nell’era digitale
di Luca Mori - Martedì 19 Maggio 2009 alle 15:00
La “Featured Artists Coalition”, associazione di cantanti e musicisti, chiama a raccolta artisti per sostenere l’esigenza di nuovi modelli nella gestione dei diritti d’autore e della distribuzione nell’era digitale, a partire dalla constatazione che “nessuno ha idea di come sarà in futuro l’industria musicale”.
Al momento hanno aderito all’iniziativa nomi noti tra i quali Radiohead, The Verve, Jools Holland, Robby Williams e Billy Bragg: la lista completa però è molto più lunga. Dal punto di vista del marketing, è interessante perché prende atto dell’evoluzione del mercato e dei modi in cui al giorno d’oggi si ascolta la musica, senza concentrarsi su quello che generalmente viene indicato come il problema più significativo, cioè il download illegale.
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Tags: circuiti di sharing, copyright, diritto dautore, industria musicale
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Google porta il download di musica gratuito e legale in Cina
di Cristiano Ghidotti - Martedì 31 Marzo 2009 alle 08:36
È proprio la Cina, uno dei pochissimi territori che vedono Google non primeggiare nel campo dei motori di ricerca (Baidu vanta infatti il 60% del mercato), la meta scelta da bigG per il lancio di un nuovo servizio, atto a contrastare il diffusissimo fenomeno della pirateria musicale nel paese del dragone e, ovviamente, ad aumentare i propri profitti.
Lee Kai-Fu, rappresentante del colosso di Mountain View in Cina, ha annunciato l’apertura di uno store online da cui sarà possibile scaricare gratuitamente musica, in maniera del tutto legale, da ascoltare sui propri PC e sui lettori portatili.
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Tags: cina, copyright, download musica, mp3, scaricare musica.
Google proibisce la parola netbook su Adsense
di Demetrio Porcino - Lunedì 16 Febbraio 2009 alle 09:45
Google ha deciso di bloccare l’uso del termine “netbook” sul suo famoso programma pubblicitario Adsense. Da oggi, infatti, non sarà più possibile usare questa parola per gli inserzionisti che volessero pubblicizzare i propri prodotti sulla grande rete di “context advertising” della società di Mountain View.
La ragione è che netbook è un trademark della Psion. La società londinese aveva infatti messo sul mercato nel lontano 1999 un prodotto chiamato Netbook e ne aveva registrato il marchio.
YouTube senza audio per filmati con copyright
di Demetrio Porcino - Venerdì 30 Gennaio 2009 alle 09:22
YouTube ha adottato una decisione drastica per evitare problemi con alcuni video che erano coperti da copyright. Da qualche giorno, infatti, al di sotto dei video incriminati compare questa frase: “Questo video contiene una traccia audio il cui utilizzo non è stato autorizzato da tutti i detentori del copyright. L’audio è stato disattivato”.
Inoltre, sul blog di YouTube, il team ha reso note le nuove regole:
In precedenza, quando veniva inserito un video soggetto ad un marchio musicale o altri diritti soggetti a copyright l’audio veniva bloccato, e il video veniva automaticamente tolto. L’uploaders poteva comprare i diritti o utilizzare il nostro strumento AudioSwap per sostituire la traccia con una della nostra libreria musicale. Ora abbiamo aggiunto un’ulteriore scelta. Invece di eliminare automaticamente i video da YouTube, diamo agli utenti la possibilità di modificare il video, eliminando la musica soggetta a diritto d’autore e caricare una nuova versione, e molti stanno scegliendo tale opzione.
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YouTube & MGM (& Advertising)
di Andrea Mosca - Lunedì 17 Novembre 2008 alle 15:25
Come si può leggere nell’articolo sul sito del New York Times (riportato anche dal nostro oneEconomy), è stato di recente siglato un accordo tra YouTube e Metro-Goldwin-Mayer per trasmettere film completi e serie televisive statunitensi sul popolare sito di video-sharing (visibili per ora solo negli USA).
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Tags: advertising, copyright, metro goldwin mayer, youtube
eMulare la legge di Nicolas Sarkozy sul P2P
di Federico Fieni - Venerdì 20 Giugno 2008 alle 12:09
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Artisti e creatori? Tutelati (o quasi) anche su Second Life
di Alfredo Bucciante - Martedì 6 Maggio 2008 alle 15:16Anche se forse se ne parla un po’ meno rispetto al passato, Second Life continua ad esistere e ad essere utilizzato da milioni di persone in tutto il mondo. Uno degli aspetti più interessanti da mettere in luce è quello delle problematiche giuridiche che possono presentarsi tra i suoi residenti. Sono questioni che richiederebbero sicuramente più ampi approfondimenti ed analisi, ma mi permetto in questa sede di fornire qualche breve spunto di riflessione, in particolare su alcuni aspetti legati alla proprietà intellettuale.
A ben guardare, l’esistenza di una seconda vita e di un altro mondo, seppur virtuale, moltiplica le possibili violazioni, perché oltre al caso ordinario di marchi del mondo reale violati nel mondo reale, che trova, come sappiamo, tutela nel mondo reale, esiste il caso di marchi creati nel mondo reale e violati in Second Life, di marchi creati in Second Life e violati nel mondo reale, nonché di marchi creati in Second Life e violati in Second Life.
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Tags: copyright, diritto, marchi, proprietà intellettuale, second life
Il diritto d’autore e le immagini degradate
di Alfredo Bucciante - Mercoledì 20 Febbraio 2008 alle 09:01Sabato 9 febbraio, è entrata in vigore la modifica alla legge sul diritto d’autore (firmata dalla Commissione Cultura il 21 dicembre 2007), quella famosa legge che fa tanto discutere in rete e che permette (per la prima volta) di pubblicare prodotti coperti da copyright.
È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete Internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali (…) sono definiti i limiti all’uso didattico o scientifico di cui al presente comma.
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Tags: copyright, cultura, decreto, diritto dautore, legge
Cinque anni di Creative Commons
di Daniela Gamba - Mercoledì 30 Gennaio 2008 alle 15:03
Il 15 dicembre 2007 si è festeggiato il quinto compleanno di Creative Commons: un’organizzazione no-profit che ha dato vita a delle licenze alternative quelle copyright firmate dai legislatori.
In Italia le Creative Commons si sono diffuse più lentamente che negli altri paesi soprattutto per la completa mancanza di una cultura della condivisione.
Diffondere la conoscenza, condividere informazioni su argomenti che altrimenti non sarebbero disponibili, partecipare alla costruzione di una grande Rete. Sono concetti che suscitano spesso perplessità e soprattutto rivendicano l’aspetto prettamente economico.
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Usate Flickr per condividere le vostre fotografie? Ricordatevi dei Creative Commons
di Lafra - Lunedì 26 Novembre 2007 alle 10:10
Se usate Flickr per condividere le vostre fotografie dovreste sapere che esistono i creative commons! Spesso, sia per lavoro che per il mio blog, faccio ricerca di immagini e Flickr rappresenta indubbiamente una delle mie fonti preferite. Sono stracerta che la stragrande maggioranza degli utenti che hanno un account su Flickr non sanno cosa siano i Creative Commons, e a cosa servano, e che questa sia la ragione per cui molte immagini presentano tra le “additional information” questa dicitura © All rights reserved e non questa “Some rights reserved“.
Non sapete di cosa sto parlando? Paradossalmente ne sono felice, spero che andrete avanti a leggere questo post fino in fondo e per non rischiare di perdervi prima cercherò di essere quanto più chiara e concisa possibile.
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Google perde una causa per violazione di copyright
di antonio.volpon - Lunedì 19 Febbraio 2007 alle 11:07Per una volta la capacità dello spider di Google di analizzare anche gli angoli più remoti di un sito web sembra non aver giocato a favore del colosso di Mountain View.
Sembra infatti che la corte belga abbia condannato Google per aver presentato in Google News estratti di notizie, e foto e in generale contenuti di proprietà del gruppo Copiepress, che fa capo a 18 testate nazionali e che nelle intenzioni avrebbe dovuto essere riservato agli abbonati al servizio.
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