Con Google Sidewiki tutto il Web diventa “discutibile”

Google Sidewiki

Ciò che ha rappresentato un passaggio fondamentale nella storia dell’evoluzione di Internet, ancora prima dell’avvento del Web 2.0 e dei social network, è stata la possibilità offerta al navigatore di interagire con le pagine visitate.

Semplici commenti prima, vere e proprie community riunite su forum di discussione poi. Qualsiasi cosa compaia oggi in rete diventa automaticamente oggetto di analisi e critiche, spesso costruttive, altre volte meno.

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Come firmare un commento

L’argomento Nome sui Commenti è controverso.

Su Edit di Html.it ho avviato una discussione con l’intento di capire cosa ne pensano gli altri. Qui, invece, vorrei discutere di quella che è la mia opinione in merito.

Faccio una premessa: dal 1993, circa, sono in rete, dal 1997 in modo assiduo; dal 2001 mi occupo a tempo pieno di Web Marketing e scrivo su forum e blog (a volte come autore a volte come visitatore).

Una regola che ho sempre seguito è che ognuno di noi ha un’anima e non può e non deve cambiarla. Scegliamo se aziendale, se personale, se di profilo, poi andiamo avanti con quella.

Io molti anni fa decisi di chiamarmi fradefra negli ambienti web. Bello? Brutto? Non importa, non è questo il punto. Oggi, però, nel bene e nel male, questo nick lo conoscono. Su ogni forum in cui compaia, chi legge e lo riconosce, sa che sono io.

Mi capita spesso di tenere dei corsi in settori non pertinenti col Web e sentirmi dire “Ma tu sei proprio quel Francesco de Francesco che si firma fradefra?” Come potete immaginare, a maggior ragione questo avviene nel Web Marketing.

Ho usato il mio esempio solo perché mi viene più facile, ma potrei citarvi tanti casi simili (shiftzero, weppos, must, low, ecc. ecc.)

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Mancanza di coraggio?

A parole parliamo di apertura, di collaborazione, di contenuti condivisi, di integrazione, di eliminazione delle barriere o riduzione delle stesse.

Poi nella pratica, invece, sembra che ci sia una certa difficoltà a entrare nella mentalità che tutto ciò implica.

Diciamo «vogliamo essere aperti», poi in realtà ci chiudiamo, facciamo sì che solo noi possiamo decidere cosa esce, con che criteri, a chi dare la parola e se possibile vogliamo sapere prima cosa dirà e come.

In sostanza, a volte mi chiedo se il Web 2.0 non sia ancora prematuro per la nostra mancanza di coraggio, per la storica insicurezza nel nostro operato, nel timore continuo del confronto.

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Un sito vetrina può interagire con i visitatori?

Un team che conosco sta progettando un sito e, nei giorni scorsi, si discuteva dell’interazione tra fornitore di informazioni e fruitore delle stesse.
Considerate che parliamo del classico sito vetrina di una azienda. Presentazione della stessa, servizi, qualche articolo di approfondimento.

In particolare la discussione verteva sulla possibilità di attivare uno spazio commenti in fondo ad ogni pagina, per consentire ai visitatori di esprimere le proprie idee.

Voi che ne pensate? In un’ottica Web 2.0, in cui l’interazione dovrebbe essere uno degli obiettivi di chiunque si muova sulla Rete, attivereste i commenti? Nel caso, su cosa lo fareste?