Facebook fa capolino in Cina: dopo infinite polemiche per l’oscuramento che il social network americano, così come altri siti, hanno subito nel paese asiatico in questi anni, per la prima volta sembra che le maglie della censura del Web messa in atto dal governo cinese si siano un po’ allentante, consentendo ad alcuni degli utenti di accedere al sito, anche se la maggioranza della popolazione rimane al momento ugualmente tagliata fuori.
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Il DDL anticorruzione portato avanti dal Ministro della Giustizia Paola Severino sta facendo discutere sia sulla scena politica che sul Web, dov’è facile prevedere che le polemiche non faranno che aumentare nelle prossime ore. Motivo di tale attenzione è la famigerata norma ammazza-blog, la stessa che già aveva acceso gli animi mesi fa quando era stata paventata dal governo allora presieduto da Silvio Berlusconi.
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Reporters Senza Frontiere ha pubblicato un nuovo elenco di quelli che sono i “Nemici di Internet“, facendo inoltre un bilancio del 2011 per quanto riguarda la libertà di espressione sul Web e sui problemi che essa indirettamente pone in determinate zone del mondo.
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Il gruppo di hacker Chaos Computer Club ha in mente lo sviluppo di un progetto davvero ambizioso: costruire una rete satellitare libera e indipendente che possa liberare Internet dalla censura governativa. Il progetto è denominato Hackerspace Global Grid ed è stato esposto al Chaos Communication Congress di Berlino, in Germania.
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Secondo e ultimo giorno della conferenza internazionale sul cyberspazio organizzata a Londra dal ministro degli Esteri William Hague. Internet è sinonimo di libertà e non deve essere censurata, questo l’appello di Hague pronunciato davanti ai rappresentanti di 60 Paesi, tra cui Russia e Cina. Presenti anche vari imprenditori del settore, tra cui Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia, e Joanna Shields, presidente di Facebook.
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Anche Wikipedia si aggiunge al coro di protesta contro il DDL sulle intercettazioni che sarà discusso da oggi alla Camera e lo fa con un’azione tanto semplice quanto dagli effetti “fragorosi”, cioè rilasciando un comunicato sulle proprie pagine nel quale si paventa una possibile sospensione del servizio da parte della versione italiana della famosa enciclopedia online: la stessa versione che risulta da oggi irraggiungibile proprio in quanto qualsiasi pagina è stata sostituita dal messaggio dello staff.
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Abbiamo appena letto del rinnovo della licenza per Google, ed è arrivata una notizia che ribalta il punto di vista: forse il paese della Grande Muraglia scricchiola. E la sua censura annaspa nel mare del Web.
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Alla fine hanno rinnovato la licenza. È scoppiata la pace fra bigG e il governo cinese, ma si tratta di pace vera? E quanto durerà? Soprattutto: chi ha perso di più con questo accordo?
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