La Commissione Europea ha imposto a Microsoft di far scegliere all’utente, nel momento dell’installazione del sistema operativo Windows, quale browser usare. Tra le scelte ci sono 5 browser di “Serie A” e altri 7 di “Serie B”, per complessivi 12 browser. La scelta viene effettuata mediante un sistema che permetterà di scaricare i file di installazione e di scegliere il predefinito; tale sistema è denominato Ballott Screen.
Tralasciando quelli di Serie B, i browser più utilizzati (e quindi anche le scelte possibili) sono: Internet Explorer 8, Mozilla Firefox, Google Chrome, Opera e Apple Safari.
Non sarà forse il dubbio, relativo al filosofo Carneade, che affliggeva Don Abbondio, ma pare che anche sull’identità dell’oggetto “browser” vi siano parecchi dubbi e, per alcuni, totale confusione.
Con un intervento comparso ieri all’interno delle FAQ di YouTube, Google ha annunciato che, a partire dal prossimo 13 marzo, non sarà più garantita la corretta visualizzazione dei filmati per gli utenti che utilizzano il browser Internet Explorer 6 durante la navigazione.
Con un post comparso sul blog ufficiale del progetto, il colosso di Mountain View annuncia che nel prossimo periodo verrà interrotto il supporto a Google Gears, dando così conferma ad alcune indiscrezioni circolanti in Rete già dallo scorso mese di novembre.
Quale sia la motivazione principale dietro ad una simile decisione è presto detto: Google intende concentrarsi e focalizzare l’attenzione degli sviluppatori sul nuovo standard HTML 5, che consentirà di implementare nelle applicazioni Web nuove e numerose funzionalità, senza l’obbligo di dover installare alcun plugin.
Google parte all’attacco nella sfida tra browser. Dopo aver lanciato Chrome, ora Big G deve pensare a rubare fette di mercato a Safari (Apple), Explorer (Microsoft) e Firefox (Mozilla). Ma come convincere gli internauti?
Google prova a “scaldare l’atmosfera”: il gigante dei motori di ricerca ha pubblicato 11 video su YouTube per esaltare tutte le virtù di Chrome, nella speranza che si trasformi in una campagna di viral marketing. Del resto, se molte aziende hanno utilizzato in modo efficace YouTube per diffondere di video promozionali, perché non dovrebbe fare lo stesso anche chi è ne è proprietario?
di
Gianluca Rini -
Martedì 16 Giugno 2009 alle 15:36
Opera ha lanciato un nuovo servizio di cloud computing che permette di trasformare, in pochissimo tempo e con dei procedimenti molto semplic,i il nostro Web browser in un modo per accedere al nostro computer, ai nostri documenti e alle foto da qualunque altra postazione connessa ad Internet.
Si chiama Opera Unite e gli strumenti messi a disposizione degli utenti possono essere utilizzati da qualsiasi browser, anche se l’ultima versione di Opera consente di sfruttare pienamente delle novità molto più rapidamente.
Punta sulla velocità Opera 10, come ormai sembra diventata “consuetudine” per qualsiasi browser che abbia intenzione di far “breccia” tra gli utenti di Internet. Così il browser scandinavo, uscito nella sua versione Beta in questi giorni, promette un netto miglioramento delle prestazioni del nuovo motore grafico, il Presto 2.2, di ben il 40% rispetto alle versioni precedenti, andando a piazzare Opera tra i browser più veloci disponibili.
Detto delle prestazioni, che sembrano rilevanti, almeno secondo quanto dichiarato da Opera Software, va detto che tuttavia le novità implementate in questa versione sono anche altre e sono parecchio importanti.
A meno di quattro mesi dall’uscita di Google Chrome 0.2 e a meno di un mese dalla versione 1.0, Google decide di stupirci (più che altro per i tempi di sviluppo così veloci) presentando le prime build di quello che diverrà Chrome 2.0.
Almeno per ora non sembrano esserci novità eclatanti ma piuttosto migliorie e aggiunte all’attuale versione. Come ad esempio l’auto-completamento dei form e lo zoom esteso a tutto il contenuto della pagina (immagini + testo). Più interessante è la possibilità di avviare nuove finestre caricando diversi profili (così da separare, ad esempio, la navigazione personale da quella di lavoro).
Un post sul blog ufficiale italiano di Google annuncia la pubblicazione della prima versione definitiva di Chrome.
Lo sviluppo del browser esce così finalmente dalla fase beta, dopo solo un centinaio di giorni dalla sua prima apparizione pubblica e in anticipo di circa un mese rispetto alla tabella di marcia inizialmente ipotizzata.
A breve vedrà la luce la prima versione stabile di Chrome. Ad annunciarlo è il vice presidente di Google Marissa Mayer in un intervista concessa a Michael Arrington (TechCrunch) durante la due giorni di Le Web 08 in corso a Parigi.
Un tempo da record quindi per il browser di Mountain View che con poco più di tre mesi di beta batte ampiamente tutti gli altri prodotti di casa Google, sui quali ci eravamo abituati ad assistere a fasi transitorie di alcuni anni.