Facebook ormai è la casa di tutti, ma forse proprio questo suo essere universale comincia a produrre degli effetti particolari.
Da poco è nato Skinbook, un social network molto simile a Facebook, ma dedicato esclusivamente a chi è appassionato di nudismo, o meglio, naturismo. Ormai ha già raggiunto la cifra di circa 8.000 utenti.
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Il ventunenne Rich Martell è uno studente inglese di informatica che ha dimostrato di essere fin troppo dotato, tanto da meritarsi una sanzione di 300 sterline da parte della direzione della sua scuola: la University College of London. La sua colpevole bravura è stata dimostrata realizzando un social network che ha fin da subito spopolato fra i giovani londinesi: FitFinder.
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Dopo un iniziale interessamento a FourSquare, che però era risultava troppo caro per le proprie casse, Yahoo ha acquisito Kropol, social network indonesiano che, a un anno dal lancio, ha riscosso già numerosi apprezzamenti.
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L’estate ormai alle porte e la pianificazione delle ferie è già nei progetti di molti. Da sempre viaggi e turismo sono fra le voci più cliccate sul Web. Molti cercano informazioni, selezionano mete, scelgono dove dormire, mangiare o divertirsi, comprano i biglietti, prenotano i traghetti. Ora queste attività sono diventate anche sociali.
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Facebook ormai ha straripato dal suo dominio, e le sue funzionalità si stanno diffondendo su tutta la rete. Fra le applicazioni più “sociali”, che stanno dando le maggiori soddisfazioni, c’è l’ormai chiacchieratissimo bottone “Mi piace“, applicabile a qualsiasi elemento redazionale che presenti il profilo di qualcosa o qualcuno o che faccia riferimento a qualcosa di realmente esistente, su di qualsiasi sito, o per qualsiasi post di un blog.
Con questo strumento una pagina può diventare facilmente postabile su Facebook, che così si trasforma in un grande raccoglitore di dati e interessi personali. In questo modo, dalla pagina di un profilo è possibile con molta facilità arrivare a un sito esterno. Lo stesso social network diventa a sua volta un sistema aperto.
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Internet come nuova frontiera contro i grandi disastri ambientali causati dall’uomo. In Louisiana, infatti, sembra ancora lontana la soluzione per arginare la perdita di petrolio al largo del Golfo del Messico. Tutti gli esperti interrogati propongono soluzioni diverse, ma la situazione è ancora statica.
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