Stando a quanto riporta il media Bloomberg, per la prima volta in nove anni gli acquisti di capi di abbigliamento effettuati dai cittadini britannici attraverso gli store virtuali sarebbero calati a causa della recessione che sta da tempo caratterizzando l’intera area.
Per i dati forniti da un report di Capgemini su fonti Interactive Media In Retail Group, infatti, le vendite di vestiti online sarebbero diminuite del 2% ad aprile durante il precendente mese di marzo, per la prima contrazione a partire dal “lontano” 2000.
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Internet potrebbe essere in grado di “cannibalizzare” l’industria della televisione, prosciugando il piccolo schermo da investitori pubblicitari e utenti. È ciò che ha previsto, in sintesi, Peter Chernin, Presidente di News Corp., in una recente intervista riportata da Bloomberg. Chernin, alla guida di uno dei network più noti d’America, ha infatti sostenuto che ci sarebbero le condizioni affinché Internet possa distruggere la televisione, trascinando sulla rete le compagnie di advertising, maggiormente attratte dalle più varie forme di comunicazione che Internet è in grado di offrire, rispetto ai media tradizionali.
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Secondo quanto riporta WebProNews (che cita un nuovo studio del noto Gruppo NPD), durante il 2008 i giovani di età compresa tra i 13 e i 17 anni avrebbero acquistato musica online per un importo complessivo in diminuzione del 19% rispetto a quanto avvenuto nel 2007.
A pesare fortemente su questo dato è soprattutto il calo degli acquisti di CD dagli store virtuali (-26%), mentre è più contenuto il decremento dei download digitali (-13%).
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La crisi internazionale colpirà ancora il settore pubblicitario, contraendo gli investimenti in materia, e di conseguenza i ricavi per chi trae beneficio dall’advertising online.
Ebbene, secondo quanto rivela il suo chief operating officer (Sheryl Sandberg) questo non metterà certo in crisi Facebook, che avrebbe risorse sufficienti per superare questo periodo di difficoltà globale, cogliendo nel contempo l’occasione per incrementare le varie forme di promozione interattiva.
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Secondo quanto rivela una recente indagine condotta dagli analisti di Screen Digest, i ricavi derivanti dalle forme pubblicitarie diminuiranno del 5% durante il 2009, trascinando al ribasso per la prima volta pure il segmento dell’advertising online.
Anche all’interno della stessa promozione sulla rete, infatti, vi saranno alcuni settori in forte contrazione: tra questi, Screen Digest stima una flessione dell’8,8% dell’advertising con i banner, parzialmente compensata da una crescita a doppia cifra di quella relativa ai video online.
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Secondo una recente ricerca diffusa da Netpop, negli Stati Uniti, l’utilizzo dei social network starebbe crescendo ad un ritmo davvero impressionante, pari al 93% dal 2006 ad oggi.
L’analisi sostiene che le persone connesse passano ben il 32% del loro tempo sulle principali piattaforme di collaborazione, per una percentuale che è più del doppio di quanto si poteva registrare appena tre anni fa.
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I ricavi pubblicitari derivanti dalle forme promozionali online negli Stati Uniti sono cresciuti del 10,6% durante il 2008. È questo quanto riporta una ricerca condotta da IAB (Interactive Advertising Bureau) in collaborazione con PricewaterhouseCoopers.
Per l’analisi congiunta, infatti, i ricavi del settore hanno toccato i 23,4 miliardi di dollari nel 2008, superando pertanto il record del 2007 che ammontava a 21,2 miliardi di dollari.
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Hyundai cambia strategia pubblicitaria con idee parzialmente nuove. E, a giudicare dai numeri, pare che le mosse dell’azienda abbiano convinto tante persone.
La società ha infatti fatto la sua comparsa all’interno di uno degli eventi americani dell’anno, il Super Bowl, con due spot nei quali cercava di insegnare ai telespettatori la corretta pronuncia del proprio nome, Hyundai.
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Una ricerca, apparsa sul sito della CNN, segnala come, all’interno del social network Facebook, il gruppo di utenti che denota il più elevato tasso di crescita sia quello delle donne tra i 55 e i 65 anni; un gruppo che, come confermato da Inside Facebook, è cresciuto ad un ritmo pari al 175% durante il periodo che va dal 30 settembre al 1 febbraio, contro una media complessiva di crescita della popolazione femminile del social network pari al 43%.
Oltre a questo confortante dato, l’articolo di CNN Money ricorda come, per una ricerca condotta da VibrantNation.com, il 63% delle donne over-50, intervistate per un sondaggio sull’utilizzo della tecnologia e sulle relative preferenze, avrebbe ammesso di possedere un iPod o un altro lettore MP3, e ben il 30% farebbe uso corrente di Skype.
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