About Marco Viviani
Marco Viviani è giornalista, iscritto all’Ordine dal 2005. Laureato in Teoria e tecniche del linguaggio giornalistico – con una tesi sul rapporto fra informazione locale e web – ha scritto per molti giornali della sua provincia (Cremona), prima di dirigere un proprio quotidiano web. Ora è giornalista free lance. Si occupa di web journalism, di cultura, realizza servizi videogiornalistici insieme ad un collega di un network televisivo milanese.
Al secondo giorno, è crollato. Il titolo di Facebook nel listino NASDAQ, che aveva sostanzialmente tenuto al suo esordio venerdì, ha registrato un calo attorno al 10%: il titolo vale adesso 33 dollari contro i 38 del lancio in Borsa. E qualcuno già accusa Mark Zuckeberg e soci di aver gestito male il passaggio.
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Facebook non ha fatto il botto a Wall Street come molti si aspettavano. La creatura di Mark Zuckerberg ha raccolto 18,4 miliardi (Google, nel 2004, ne raccolse meno di due) fermando il valore delle sue azioni a 38,23 dollari: quando alcune ore prima la campanella aveva iniziato l’Ipo più atteso degli ultimi anni, gli analisi avevano scommesso si sarebbe fermata a 45 dollari. La crescita, invece, è stata dello 0,61%.
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Facebook sta per entrare ufficialmente nel listino Nasdaq di Wall Street, collocando milioni di titoli a una cifra attorno ai 35 dollari, aumentata del 25% giusto nelle ultime ore dopo che Menlo Park ha annunciato l’aumento di azioni per una raccolta ulteriore di 16 miliardi di dollari. Il valore complessivo della società, quindi, supererà i cento miliardi, come alcuni avevano previsto. Ma se in Italia qualcuno volesse investire in Facebook cosa dovrebbe fare?
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Chi ci guarda di più, chi frequenta di più il nostro diario, chi ci legge? Su Facebook la domanda più banale è sempre stata quella destinata a rimanere senza risposta. Per un motivo semplice: il funzionamento stesso del social network è basato su algoritmi che non vediamo e di cui utilizziamo alcuni strumenti in funzione di scelte che avvengono altrove.
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Facebook è certamente uno dei siti che meglio risponde alle sollecitazioni delle polizie di tutto il mondo contro la pedopornografia. Eppure, anche se sembra incredibile, anche su questo social network non manca materiale di questo genere, anche se è quasi impossibile che resti nascosto a lungo.
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Con la nuova Timeline, Facebook ha spostato alcuni strumenti e funzioni, ma spesso sono più facili da trovare di quel che si pensa. Ad esempio, personalizzare la lista degli amici e il settaggio della privacy è più semplice, perché basta andare modificare l’elenco che troviamo nella barra orizzontale.
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Il ministro della Giustizia Paola Severino, intervenuta a Perugia durante il Festival del giornalismo, ha parlato di etica dell’informazione, di nuove regole sulle intercettazioni e anche di blog. Ma la sua frase sulla difficoltà a chiedere la rettifica da parte dei blog ha scatenato molte polemiche.
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La festa di Benjamin è diventata per qualche giorno un incubo per la sua famiglia. Il giovane ragazzino francese voleva festeggiare il suo 14° compleanno, ma non avrebbe mai immaginato che organizzandola su Facebook nel giro di poche ore i suoi genitori si sarebbero trovati di fronte alle minacce di migliaia di sconosciuti da ogni parte che dal web minacciavano “se fate saltare la festa, vi bruceremo casa”. Sono gli imbucati dell’era 2.0.
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Nuovo capitolo della vicenda surreale di Italia-Programmi.net: sembra che alcuni personaggi, non meglio identificati, passino dalle abitazioni degli utenti che non hanno ancora pagato il bollettino per riscuotere il denaro. Se fosse vero, sarebbe veramente incredibile.
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La brutta vicenda di Italia-Programmi.net si sposterà nelle aule di tribunale. Alcuni cittadini italiani, infatti, hanno già sporto denuncia per truffa ai carabinieri, atto che permetterà ora una regolare indagine sull’attività di questa società, la Estesa limited, con sede alle Seychelles.
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