Che non avesse avuto un grandissimo successo lo si era visto dopo poco, nonostante l’entusiasmo iniziale legato al lancio e la corsa all’invito dei primissimi giorni.
Adesso Google annuncia ufficialmente che termina lo sviluppo di Wave, almeno come prodotto stand alone, pur mantenendo il sito in piedi almeno fino alla fine dell’anno, e la tecnologia a disposizione di altri progetti.
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Quando si dice che solo agli americani poteva venire in mente una cosa del genere, forse si sfiora il politicamente scorretto, ma non si va tanto lontano. Nell’infinità possibilità di combinazioni legate alla comunicazione, spunta ora l’idea di affittare gli amici. Il sito si chiama Rent a Friend e, anche se la sola idea ci fa pensare a posti nordici e isolati, il servizio ha recentemente esteso il proprio raggio d’azione in tutto il mondo.
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Aviary si sta davvero ritagliando uno spazio importante nel campo della creatività sul Web. Dopo aver visto Myna, arriva un’altra applicazione completamente online dedicata all’audio. Si chiama Roc e permette questa volta non di gestire tracce di audio già esistenti, ma di creare musica, in particolar modo basi.
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Così come in borsa c’è l’eccesso di rialzo, pure in questo caso deve essere scattato un meccanismo simile, anche se la decisione non proviene da un ente di controllo, ma direttamente dai gestori del sito.
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La FAO, l’Agenzia ONU dedicata all’alimentazione, ha messo online una grande campagna Web per sensibilizzare persone e governi sul tema della denutrizione cronica.
Si chiama 1BillionHungry e punta l’accento proprio sui numeri, cioè su quel miliardo di persone che soffre la fame.
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La battaglia tra i fornitori di mappe online continua. Questa volta il colpo è stato messo a segno da Google, che ha introdotto da qualche giorno la visuale in 3D per alcune zone del pianeta.
In pratica, bigG ha reso disponibile una versione online di Google Earth, interamente integrata in Google Maps.
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Di solito si dice di qualcosa, o qualcuno, che non dimostra i propri anni, per alludere al fatto che sembri più giovane rispetto all’età anagrafica.
Con YouTube potrebbe valere il contrario, visto che la prima reazione che di solito si ha quando si scopre che è nato nel 2005 è “Ha solo cinque anni? Cosa facevamo prima?”.
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