NotchUp: è l’azienda che paga per i colloqui di lavoro
di Stefano Besana - Giovedì 31 Gennaio 2008 alle 15:05
Nel web 2.0 di stranezze se ne vedono moltissime, ogni giorno se ne aggiungono di altre, di nuove, alcune inutili, altre straordinarie; alcune fanno discutere, altre passano completamente inosservate, salvo qualche piccola menzione della blogosfera.
NotchUp non saprei bene dove classificarlo, il compito, questa volta, lo lascio a voi. Io mi limito, in questa sede, a descriverne il funzionamento.
NotchUp è in sostanza un servizio che si propone di valutare il vostro curriculum (importabile direttamente da LinkedIn) valutare la vostra professionalità e “rivenderla” alle aziende.
Il bello di NotchUp è che a prendere soldi è il candidato selezionato per il colloquio dal potenziale datore di lavoro. Si, avete capito bene: sono le stesse aziende che accedono al servizio a pagare il candidato per una chiacchierata.
Ora la domanda è: per quale motivo dovrebbero pagarmi per sostenere un colloquio? Ottima domanda. E non a caso è la prima delle FAQ del sito.
Perché, secondo loro, il sistema permetterebbe un notevole risparmio di risorse, sia in termini di tempo, che in termini economici.
Il sistema garantirebbe anche protezione da frodi, curriculum fasulli e account poco attendibili.
Un sistema sicuro, quindi, che a detta degli stessi creatori sarebbe attualmente utilizzato da grandi nomi e grandi aziende, prime fra tutte Google e Yahoo.
Potete fare una prova del valore del vostro curriculum direttamente online. Esiste un’apposita sezione che non richiede una registrazione e che permette la valutazione delle proprie esperienze, quantizzandole in dollari (in pieno spirito pragmatico americano del resto).
Inutile dire che il servizio al momento è funzionante e attivo solo negli U.S.A., ma nelle idee dei creatori c’è quella di estendere presto il “format” anche ad altri paesi.
Cosa ne pensate? Io resto, probabilmente a torto, abbastanza dubbioso.
Tags: colloqui lavoro, curriculum online, interview, notchup, work

Se ho capito bene l’azienda paga e si aspetta un curriculum onesto.
Il candidato si sente in dovere di scrivere un curruculum onesto perchè viene pagato.
Se il curriculum è falsato (l’azienda lo verifica durante il colloquio) può citare per frode il candidato…
Se il candidato scrive un curriculum falso sa di poter essere oggetto di risarcimento…
L’idea è buona ma può funzionare solo dove la legge è rispettata o almeno è fatta rispettare, quindi…
In Italia non arriverà mai!
:-)
di Pio Alt - 31 Gennaio 2008 - 15:34
Ahahah… completamente daccordo con Pio Alt… in Italia tempo cinque minuti si presenterebbero 157 persone con il curriculum più falso di un seno di Pamela Anderson e 16 testimoni ciascuno pronti a mentire finchè il processo non cade in prescrizione… sempre che al termine del di questo il fatto costituisca ancora reato!
di Giorgio - 31 Gennaio 2008 - 16:52