Il futuro del Web: tra 2.0, semantica e Web 3
di Stefano Besana - Mercoledì 30 Luglio 2008 alle 12:12
Che cosa ci aspetta dopo il 2.0? L’altro giorno pensavo a quante rivoluzioni questo fenomeno abbia portato e come sia attualmente abbastanza difficile comprenderlo nel suo pieno sviluppo.
Ma il futuro cosa ci riserva?
Se con il 2.0 si sono modificati i nessi di produzione e fruizione, che cosa si modificherà al prossimo “step evolutivo”? Meditando sulla questione e cercando di farmi un’idea più chiara su cosa questo nuovo fenomeno possa comportare sono partito (come accade ormai spessissimo) da Wikipedia: che ha interessanti voci (specie in lingua inglese) su tale fenomeno.
Riporto una citazione di Tim Berners-Lee, che credo non abbia bisogno di presentazioni:
Le persone si chiedono che cosa sia il Web 3.0. Penso che, forse, quando si sarà ottenuta una sovrapposizione della Grafica Vettoriale Scalabile (oggi tutto appare poco nitido, con pieghe e increspature) nel Web 2.0 e l’accesso ad un Web semantico integrato attraverso un grosso quantitativo di dati, si potrà ottenere l’accesso ad un’incredibile risorsa di dati
La citazione è di ben 3 anni fa (2005): ma la nube di confusione attorno al fenomeno non si è certo schiarita.
C’è chi sostiene che nel futuro si avranno solo aumenti considerevoli di banda disponibile, chi pensa che il Web del futuro sarà più simile ad una realtà virtuale tridimensionale e che i motori di ricerca proporranno veri e propri tour visuali.
C’è chi è convinto che il futuro Web 3.0 sarà “semplicemente” il Web Semantico, quello basato su meta-istruzioni e meta-dati.
Web come database di relazioni e risorse, Web come percorso evolutivo verso un’intelligenza artificiale, Web 3D.
Di cose ne sono state dette tante, e io sono dell’opinione che nessuno abbia realmente chiaro di cosa si tratti. Voi che ne dite? Esiste un paradigma chiaro che permetta di uscire dalla questione? Io penso che allo stato attuale rimanga ancora molto poco definito.
Tags: web 3, Web 3.0, web 4, web 4.0, web semantico

Molto bello questo post. Se penso al futuro del web, in genere mi viene la faccia sognante, le pupille si dilatano e via a pensare…
Son convinto pero’ che bisogna prima sfruttare e ottimizzare quello che abbiamo.
di Vincenzo - 30 Luglio 2008 - 13:29
Paradigma? Già la definizione di Web 2.0 non esiste se non come modello solare con un nucleo di elementi e cose che gli ruotano attorno. Lontane - Web 2.0 e vicine + Web 2.0.
Tra l’altro tutti i concetti complicati non hanno in genere demarcazioni e confini ben definiti, solo sfumati.
Poi questo distinguo tra Web 2.0 semantico e Web 1.0 non semantico, se si leggessero i lavori di Sir Lee si vede che la concezione di Web era quella di middleware in cui persone e agenti (macchine e/o programmi) comunicassero tranquillamente tra loro. Senza semantica e sintassi questa cosa non avviene.
Poi tutti ne hanno fatto pragmaticamente un uso editoriale, questo è 1 altro discorso.
di Roberto - 30 Luglio 2008 - 14:15
Web 2.0 è solo l’etichetta, il modo di chiamare l’accorgersi che l’uso inferiormente improprio delle potenzialità del WWW nelle applicazioni identificate con la locuzione Web 2.0 questo non avviene più. Infatti i mashup sono il risultato di questo comunicazione/computazione eterogenea tra i sistemi. Tanto è vero che non esiste il bollino W3C come per l’XHTML o il CSS. Web di terza generazione sarà l’etichetta di un qualche altro passo verso un grado di libertà maggiore. IMHO questa è la storia.
di Roberto - 30 Luglio 2008 - 14:26
Tra l’altro ho presentato anche un progetto WWW2 alla Start Cup Torino Piemonte 2008, ma è stato prediletto un altro che se non sbaglio parlava di ottimizzazione di pipeline, molto + ingegneristico quindi. L’ho uplodato anche al concorso “Passion in Action” di MS, forse ho fatto male dato che non è mai comparso sul loro portale e non ho manco mai avuto risposta da qualcuno del loro staf alla mia email di spiegazione…
di Roberto - 30 Luglio 2008 - 14:38
Non ho letto i commenti, ma a caldo direi che in futuro il web sarà condizionato anche dalla rivoluzione delle interfacce che si sta vedendo dagli ultimi anni, con l’avvento dell’iPhone. Infatti, oltre all’aumento della banda, nell’arco dei prossimi anni, cambierà anche il modo di pensare l’interazione tra uomo e la macchina (multitouch?). Questo a parer mio porterà anche ad una fruizione dei contenuti diversa da come la pensiamo ora sul web…poi chissà, magari mi sbaglio :)
di Stefano - 31 Luglio 2008 - 08:41
io penso che il web si sposterà sempre di più nello spazio che viviamo, quello corporeo e materiale, si evolveranno sempre di più i dispositivi che renderanno immediata e portabile la nostra identità e le informazioni che desideriamo comunicare. le cose (strade, monumenti, negozi, istituzioni) comunicheranno attraverso interfacce trasparenti ed intuitive. La realtà virtuale e penso anche second life saranno sempre più spazi di emarginazione sociale. Il web 2.0 ha sviluppato internet come spazio di relazione tra le persone, il web 3.0 svilupperà la relazione delle persone con l’ambiente
di fabio ragonese - 31 Luglio 2008 - 17:09
Dato che i lettori dellarticolo non leggono i commenti (motlo poco Web 2.0) speriamo che almeno l’autore lo faccia, vacanze permettendo ….
di Roberto - 31 Luglio 2008 - 20:27
@Vincenzo: grazie dei complimenti, non posso che essere d’accordo con te per quanto riguarda lo sfruttare le risorse che possediamo attualmente e valorizzare quanto già abbiamo.
@Roberto: vero si tratta solo di un concetto particolarmente astratto, di un nome, di un’etichetta, di un contenitore dai confini non ben definiti e delineati.
Mi pare di capire che la tua idea si comunque affine a quella di Johnnie Maneiro:
http://www.oneitvideo.it/18/10.....veramente/
Ciao e grazie
di Stefano Besana - 31 Luglio 2008 - 21:03
Roberto, in che senso?
I Lettori non leggono i commenti?
Ti riferisci all’intervento di Stefano o a qualche altro problema? Se fossimo da Gerry io accenderei la prima opzione.
Cosa ne pensi del contributo video?
Sei (siete) d’accordo con una visione del genere?
Ciao e grazie.
di Stefano Besana - 31 Luglio 2008 - 21:04
Ma no questo:
http://www.oneitvideo.it/18/10.....veramente/
no, parte +/- da ipotesi vere per cadere nella demagogia ed inventarsi un termine lui User 2.0, ma vada a pescare. :)
Se Internet2 con IPV6 rappresenta l’upgrade HW della rete, Web2 rappresenta l’upgrade SW.
Io mai metterei 1 mio video in cui affermo cose del genere perchè poi sarei costretto a rimangiarle e poi il confinare agli utenti la questione … è fin boh, forse fuori luogo.
—
CMQ il Digital Divide in ITA è marcato ed è interclasse multilivello, non solo io ho l’ADSL e tu no.
di Roberto - 04 Agosto 2008 - 15:28
[PS]
Fosse cambiato il modo di operare degli utenti, questi allora interaggirebbero coi commenti piuttosto di limitarsi al solo articolo dell’autore, per poi sputare quello che è sporta nazionale in ITA una sentenza. Tutti hanno il proprio punto di vista in ITA e i tengono farlo sapere, pure i bambini.
di Roberto - 04 Agosto 2008 - 15:30
Io sono più per questa sentenza se prorpio devo esserlo:
http://it.youtube.com/watch?v=.....LlGopyXT_g
di Roberto - 04 Agosto 2008 - 15:32
Ho lavorato sul web semantico per svariato tempo, ho fatto anche la mia tesi di laurea su questi argomenti.
Lo scopo di base, che poi è una costola dell’intelligenza artificiale, è la comunicazione naturale tra sistemi sintetici e sistemi umanoidi. Di conseguenza il sistema sintetico deve essere in grado di determinare una risposta semanticamente corretta per il fruitore del sistema.
Questo principio è vecchio come il commodore 64. quello che innova sono gli strumenti utilizzati per questo scopo.
A tal proposito, trovo che il “WEB 2.0″ sia la solita solfa commerciale.
Intendiamoc, sono un esperto del settore, e praticamente il “web 2.0″ non è altro che l’insieme delle tecniche più nuove per utilizzare strumenti vecchi come il mondo (in termini informatici).
AJAX uno dei capisaldi (che è una tecnica e non una tecnologia), non è altro che l’uso diverso di strumenti che esistono dall’inizio del secolo attuale.
Semplicemente i progettisti si sono specializzati sempre di più nell’utilizzo di strumenti comuni ed hanno consolidato (tramite il W3C, l’IEEE e altri organi) una serie di tecniche di progettazione e sviluppo definendoli come “standard”…
Un altro esempio è SOA, che definisce i principii di utilizzo dei Web Service (formalizzati quasi definitivamente nel 2003/2004 ben prima di SOA).
Il problema più grande a mio avviso non è porsi il problema di quello che verrà, ma quanto ci mangiano persone e società su concetti vecchi spacciandoli per nuovi, approfittando dell’ignoranza tecnica dei più…
di Sergio - 08 Agosto 2008 - 11:56
Guarda Sergio che , in Italia almeno, c’è sempre una parte della gente che trova un qualcosa dimenticato da altri e trascurato dagli autori originali per le più svariate ragioni.
Se ne appropria, se ne prende il merito e ci vive sopra.
È una variante del parassitismo.
In tutti i settori di qualunque cosa, area e mercato, in Italia,
Se non li si può parassisitare, i contributi nuovi e originali vengono stroncati e ignorati.
Sopravvivono solo quelli in cui i proponenti sono più svegli, rapidi d’ingegno e perspicaci dei parassiti che vivono solo per appropiarsi delle loro risorse.
di Ratamusa - 25 Agosto 2008 - 12:54
Secondo me il futuro del Web ovvero il Web 3.0 sarà radicalmente diverso, ma a fare la differenza non saranno i contenuti del web ma il modo in cui questi verranno presentati, ovvero tramite una reale integrazione semantica dei contenuti effettuata tramite la mediazione realizzata da un ChatBot (che nel vecchio stile Web 2.0 potremmo ricondurre ad esempio ad Alice AIML) che andrà a sostituirsi agli attuali browser, mentre alla rete, almeno per la parte standardizzata rimarranno solo i contenuti semantici che appariranno come grandi XML o database…
di Tommurcia - 14 Gennaio 2010 - 18:20