Zooppa: spazio sociale per la pubblicità

Voglio proporre alla vostra attenzione un social network di grande rilevanza strategica sia per le aziende che per le agenzie di comunicazione: Zooppa. L’idea da cui nasce è quella di offrire uno spazio per la pubblicità realizzata dagli utenti, i quali vengono pagati per la loro creatività e per i contenuti prodotti.

Come funziona? Alcune aziende nazionali e internazionali, propongono delle gare per promuovere i propri marchi e le lanciano sul sito, offrendo a tutti gli utenti registrati un vero e proprio brief contente gli obiettivi che tale promozione vuole raggiungere.

Gli utenti possono partecipare con diversi tipi di contributi: scrivere un’idea o una breve sceneggiatura per una potenziale pubblicità, realizzare delle pagine grafiche con il logo dell’azienda e un pay off, produrre un’animazione o girare un video. Interessante anche l’opportunità di collaborare tra utenti.

Una volta presentati i lavori è la stessa community a decretare il vincitore che riceverà da Zooppa i premi in denaro.

Penso che questo tipo di social network oltre ad aggregare individui intorno ad un interesse comune sia anche fonte di nuove proposte lavorative alternative.

Tag: , , ,

Commenti

  1. [1]

    L’idea è sicuramente vincente.
    L’unica cosa negativa che vedo è che, con la scusa che la pubblicità la fanno gli utenti, sul portale ci sono spot che non sono a norma. Come ad esempio sul tema dell’uso e abuso di superalcolici.

    Secondo me rischiano grosso se non filtrano i contenuti.

  2. [2]

    Il rischio esiste e ce ne sono molteplici.
    Da un altro canto è proprio vero che si apre lo spazio a nuove categorie lavorative anche se resta tutto in un limbo di incertezza. Ho studiato Zooppa più di un anno fa per la tesi e il cuore era proprio un nuovo tipo di rapporto che nasce tra utenza, pubblicità e web 2.0.
    Le persone che ci lavorano dietro si sono mostrate fin troppo disponibili e di questo gliene va reso il merito.
    Se c’è una cosa che non mi piace molto è la grafica, in precendenza più snella ed ora troppo appesantita.

  3. [3]

    purtroppo la rete ha questo difetto: tutti possono tutto. Stiamo per dire addio ai copywriter e agli art direct… ecco perchè la laurea con pù alto numero di disoccupati è Scienze della Comunicazione. Professionisti addio

  4. [4]

    Un fondo di realt c’è un quello che dici rqw76. Ma è pure vero che c’è un numero indescrivibile di iscritti o laureati in sdc che non ha alcuna base culturale, non crede nella socilogia e studia solo perché “si deve fare”. Chi ci mette la passione da qualche parte prima o poi ci arriva. Di questo ne sono certissimo. E, almeno a Roma, c’è pochissima gente che ha una buona cultura di base e crede in ciò che studia. Penso che tutto possa coesistere. Se il copywriter è in crisi un motivo è che sono una cerchia ristressima, un’altra è che ci sono basi culturali scadentissime.

  5. [5]

    Dopo due anni che esiste Zooppa mi sento di poter dire – da community manager della piattaforma e copywriter di professione – che lungi dall’aver messo in crisi la professione di pubblicitario, Zooppa le ha dato un senso nuovo e una nuova spinta. Molti giovani di talento si sono affacciati su Zooppa e hanno poututo non solo mettere in luce le loro capacità, ma migliorarle, grazie anche al confronto quotidiano e alle collaborazioni che nascono spontaneamente nel network. Io credo che questo modo wiki di approcciarsi al mestiere di creativo sia proficuo e apra molte più possibilità che in passato. Quanti hanno talento, dispongono ora di un trampolino per emergere, prima assente. Magari costretti in un cono d’ombra dalla loro età (o troppo bassa o troppo alta) oppure dalla loro provenienza geografica, ora hanno un mezzo in più dalla loro parte.

Inserisci il tuo commento