Nessuna demonizzazione per i social network, ma un invito a prestare attenzione prima di immettere in rete dati sensibili che in futuro potrebbero risultare discriminanti in alcune situazioni, come per esempio durante un colloquio di lavoro.
Questo è quanto emerso dall’intervento che Francesco Pizzetti e Mauro Paissan (rispettivamente presidente e componente del Garante per la Privacy) hanno svolto ad una tavola rotonda presso l’Università Cattolica di Milano in occasione della Giornata europea della protezione dei dati personali.
Attenti quindi a non mettersi troppo “a nudo” caricando fotografie o fornendo informazioni circa le proprie inclinazioni politiche o religiose, l’orientamento sessuale e altro ancora.
Eliminare i dati in questione in un secondo momento, potrebbe rivelarsi un’operazione meno agevole di quanto prospettato.
Pare infatti che il 77% delle aziende si dedichi alla ricerca di nuovo personale sul Web e che il 35% di loro si sia trovato nella condizione di dover scartare un potenziale nuovo dipendente dopo essere entrato in possesso di sue informazioni sparse per la rete.

menomale che qualcuno di autorevole ha incominciato a dirlo..
di Lu - 4 febbraio 2009 - 16:11
l’impressione è che si stiano appropriando di un tema senza avere una controparte che porti il punto di vista degli utenti e di chi conosce la tecnologia. ergo, si rischia di avere soluzioni impossibili o del tutto inefficaci.
credo che dovremmo iniziare un po’ di dibattito in rete per proporre pro e contro…
http://www.osservatoriocommunity.org/articolo/un_contributo_al_dibattito_in_corso_sui_pericoli_legati_ai_social_network/
di francesco - 17 febbraio 2009 - 16:34