Spot nei videogiochi, una nuova frontiera della pubblicità

Vignetta marketing in game

La vignetta di oneComics riporta la questione già dibattuta su oneGames e su oneMarketing: la pubblicità nei videogames, aiuta a vendere?

Mi piacerebbe saperlo da voi; una pubblicità mirata a un target come quello del videogiocatore, aiuta a rafforzare il brand e ad avere ritorni economici?

Commenti

  1. [1]

    Sicuramente l’in-game adv può essere considerata una risorsa molto interessante, soprattutto visto che oramai tutte le console (ma anche i pc) sono dotati di una connessione ad internet, quindi potenzialmente si potrebbero rilasciare adv ad hoc in base all’ utente (aka behavioural targeting).

    Bisognerebbe capire quanto possa essere però il roi del in-game adv…

    In un contesto di netgaming professionale, mostrare ad esempio nelle mappe di un gioco dei cartelloni con oggettistica correlata (non so mouse ad alta risoluzione, pad per mouse, schede grafiche a prezzi interessanti) sicuramente possono interessare, ma molto probabilmente non tanto i giocatori, in quanto troppo impegnati, ma gli spettatori che assistono al match.

    Certo è che ad esempio questo contesto non è altro che una pseudo trasposizione nel gaming della pubblicità in tv durante gli sport.

    A questo punto per curiosità sarebbe bello chiedere ad un giocatore di calcio e ad uno spettatore se si ricordano i cartelloni bordo campo…

  2. [2]

    Per esempio i cartelloni pubblicitari nei giochi di calcio ne aumentano il realismo.

  3. [3]

    Se fatta coerentemente con il gioco e la situazione in cui ci si trova, credo possa portare numerosi vantaggi a livello branding e suo rafforzamento. Possiamo paragonare questa situazione anche ai film: molte volte ci sono delle inquadrature ad hoc che puntano direttamente sul brand…

    @ Matteo Crippa: forse nessuno si ricorda i cartelloni a bordo campo, ma non credo che il ricordo sia l’obiettivo principale degli sponsor: il numero di view degli spot, brand e loghi, portano in modo più o meno diretto ad un aumento di fiducia nella marca. Ad esempio, l’immagine della Red Bull è stata affiancata all’immagine dello sport estremo. Non è che dopo averla bevuta ti compaiono realmente le ali o puoi fare tripli salti mortali su un piede, ma la sensazione restituita è proprio questa…

  4. [4]

    @Mattia Soragni, certo ovviamente dipende dal target della pubblicità, ma ti assicuro che già un casual gamer presta pochissima attenzione all’ambiete di gioco in videogame di corsa (auto/moto), simulazione (calcistica) e fps.

    Se il target dell’in-game adv per queste tipologie di giochi è il giocatore stesso immagino scarsi risultati anche per azioni di brand awareness.

    Certo ci sono dei workaround come utilizzare l’in-game adv nei menu dove l’utente è più rilassato e può rimanere colpito dalla pubblicità, non solo per la conversione diretta all’acquisto di un bene dell’azienda, ma anche come dicevi tu per accrescere la fiducia sull’azienda.

    Quindi per questo dicevo mettere gli sponsor sui cartelloni, o in fondo ad un lungo rettilineo sono delle scelte sbagliate, perchè con molta probabilità non verranno nemmeno notati.

    Nota a parte per i giochi di corse, per avere un forte impatto del brand e farlo ricordare si può mettere l’adv in concomitanza di alcune curve così da essere preso come punto per iniziare la staccata.

    Il parallelismo con i film secondo me non è molto possibile, dato che il videogioco porta la persona che lo gioca ad essere un elemento attivo che emozionalmente può andare a mutare la situazione di gioco, mentre nel film la subisce solamente, per questo motivo secondo me non si possono applicare le normali metriche che si usano nei film per i videogiochi.

  5. [5]

    [QUOTE]Il parallelismo con i film secondo me non è molto possibile, dato che il videogioco porta la persona che lo gioca ad essere un elemento attivo che emozionalmente può andare a mutare la situazione di gioco, mentre nel film la subisce solamente, per questo motivo secondo me non si possono applicare le normali metriche che si usano nei film per i videogiochi. [/QUOTE]

    concordo con quello che dici ma non in quello in quote: effettivamente un film rende passivo il soggetto che lo guarda, ma se è fatto bene, la persona entra nel personaggio e vede quello che vede lui…

  6. [6]

    A tal proposito, per chi avesse perso il nostro ultimo aggiornamento in materia:

    http://www.onemarketing.it/07/.....a-da-sony/

  7. [7]

    Come test case di implementazione dell in-game adv in un videogioco posso citare l’ultimo gioco della Codemasters: Grid

    se volete qualche info in più: p.osting.it/video-game-e-marketing-anche-non-convenzionale/

  8. [8]

    Inizio con una precisazione. Gli effetti del branding non si realizzano per l’attenzione volontaria dei soggetti, ma per quella inconscia. E sull’inconscio, non si decide.

    Quando si vede un logo senza rendercene conto e senza prestarvi attenzione, in realtà siamo proprio soggetti alla massima esposizione. Siamo poi quelli che apprezzano quel brand, senza neppure sapere perché e senza apparente motivo. Il miglior cliente possibile.

    Per quanto riguarda la pubblicità nei giochi, io credo che non differisca molto dalle altre forme pubblicitarie ed ha le stesse necessità. Creatività, intelligenza, discrezione (se ci si crede), contestualizzazione.
    Poi funzionerà (secondo me).

  9. [9]

    Inizio con una precisazione. Gli effetti del branding non si realizzano per l’attenzione volontaria dei soggetti, ma per quella inconscia. E sull’inconscio, non si decide.

    Non posso che quotare in pieno.

    @Matteo Crippa: Pensa alla casalinga di Voghera e a Intel, che mette la sua musichetta in ogni dove, ora immagina la scena della tizia che deve acquistare un PC (in un grosso centro commerciale) e il commesso chiede: “processore Intel o AMD?” lei cosa risponderà?

    Nota a parte per i giochi di corse, per avere un forte impatto del brand e farlo ricordare si può mettere l’adv in concomitanza di alcune curve

    Era ciò che ti volevo dire leggendo il paragrafo prima di questo :). E comunque secondo me si pensa a un uso della pubblicità errato, si pensa alla pubblicità sui cartelloni. Pensa invece a un gioco di rally (dove quindi spesso si modificano le auto) o a un gioco come Need for speed, dove la metteresti la pubblicità? Personalmente tra gli accessori che il giocatore può acquistare per migliorare le prestazioni dell’auto metterei: le gomme della GoodYear, le pinze dei freni della Brembo, la selleria della Frau, l’olio dell’Agip, la benzina della Shel, ecc.

    Prendi un gioco come The Sims, nell’abbigliamento da acquistare ci metterei le scarpe della Nike, la giacca Versace, ecc, li farei lavorare alla Accenture o in HTML.it, gli farei acquistare la TV al plasma della Philips e l’auto della Fiat.

    Insomma, penso di essere stato chiaro, non pubblicità passiva ma pubblicità attiva scelta dal giocatore stesso perché la migliore (ovviamente nel gioco deve essere la migliore).

  10. [10]

    concordo e sottoscrivo orazio…

    finchè consideriamo la pubblicità online da attuare come quella off line, non funzionerà…

    rendendo il tutto a scelta e prerogativa dell’utente, si stimola il cervello in modo indiretto e come detto da fradefra va a colpire in modo più incisivo la percezione del marchio da parte dell’utente…

  11. [11]

    @fradefra & Orazio Tassone

    @Matteo Crippa: Pensa alla casalinga di Voghera e a Intel, che mette la sua musichetta in ogni dove, ora immagina la scena della tizia che deve acquistare un PC (in un grosso centro commerciale) e il commesso chiede: “processore Intel o AMD?” lei cosa risponderà?

    Ma infatti concordo, quando portavo l’esempio del logo piazzato ad hoc nel punto di staccata di un gioco di corse, io in quel momento non associo il logo ad una pubblicità, ma solamente ad un punto utile ad ottenere il meglio nel gioco attraverso una ripetitività elevata (in base al numero di giri della gara).

    Quindi inconsciamente mi ricorderò di quel luogo attraverso il brand e avrò sempre un accezione positiva di X dato che X mi permette di fare il tempo, sorpassare etc etc.

    Ma questo è solo un tipo di pubblicità, che probabilmente però verrà captata solo da pro-gamer, non dal casual gamer che gioca solo 5 minuti senza badare molto al gioco in se…

    Il casual gamer probabilmente verrà più colpito da una struttura di sponsorizzazione come quella che diceva Orazio Tassone, ad esempio in Grid si fa uso massiccio di pubblicità in 3 frangenti:

    * Nomi dei campionati, dove si associa un brand ad una corsa
    * Il finto ebay per la vendita delle vetture con pseudo aste
    * Il branding / customizzazione della vettura con gli sponsor che in base al rendimento si interessano alla tua squadra.

    Questo contesto sicuramente invoglia e interessa di più un casual gamer.

    In un ottica di online gaming, e quindi di possibilità di essere spettatori serve allora un altro tipo di pubblicità, e qui si può utilizzare la normale pubblicità in stile televisivo, loghi a comparsa con suoni (stile intel), cartelloni per la pista etc etc.

    Diciamo quindi che l’utilizzo degli adv in-game è ovviamente possibile, ma va sicuramente gestito almeno in 2 modi, 3 se si tratta di un gioco online con possibilità di spettatori…

Inserisci il tuo commento

Aumenta l'altezza della textarea Riduci l'altezza della textarea