Google danza ancora?
di - Mercoledì 28 Maggio 2008 alle 16:19
Appena arrivo in ufficio, mi collego alla pagina delle ricerche di Google e digito alcune keywords nella speranza di vedere il sito aziendale salire più su nella SERP, dopo un estenuante lavoro di keyword density durato settimane.
Aspetto che la pagina carichi e nel frattempo indugio in pensieri di apprensione per l’eventualità di veder apparire l’ennesima lista convulsa di risultati che da una decina di giorni mi sta facendo letteralmente impazzire.
Poi, puntualmente, il fenomeno si ripete. Dove è finito il mio sito? Possibile che sono sceso (o salito) di così tante posizioni? Capitato anche a voi, lo so. Quello che sconcerta è il fatto che il discorso “Google Dance” ormai sembrava archiviato da tempo. Ma è realmente così?
Con il termine Google Dance, per chi non lo sapesse (penso in pochi), era solito riferirsi fino a non molto tempo fa, a quel fenomeno mensile, della durata di alcuni giorni, in cui il noto motore di ricerca aggiornava il suo archivio per ricalcolare backlink e pagerank, dopo il passaggio mensile del “Deep Crawl” ovvero dopo la scansione completa di tutte le pagine presenti nel suo database.
Su tale fenomeno si è detto e discusso tanto. Nei forum e nei blog di SEO e Webmaster la questione degli aggiornamenti e degli update di Google ha rivestito e riveste ancora carattere di particolare importanza. Ma sui motori di ricerca non vi è mai nulla di definitivo.
Così può capitare che continui a ripresentarsi un evento di alti e bassi che non si chiami più Google Dance ma “fluttuazione sinusoidale” di posizionamento e che grazie al passaggio giornaliero del “Fresh Crawl” tutto diventa più dannatamente complicato per chi si occupa di posizionamento, vedi per esempio il fenomeno dei siti appena nati che svettano nelle prime posizioni per poi ricadere inevitabilmente nella “sandbox”.
Questo significa una sola cosa: che mi devo armare di santa pazienza e rivedere e correggere quello che credevo di sapere per portarlo su binari meno soggetti alla legge di indeterminazione.

Google danza eccome, noto spesso variazioni di Serp (per quanto leggere) anche nell’arco di poche ore.
Per noi Seo la vita è sempre più divertente :-)
di Nicola Ferrari - 28 Maggio 2008 - 16:33
Ammetto di essere malato; detto questo le fluttuazioni sono rilevate anche a distanza di minuti… come faccio a saperlo?
Sono maniacale. Guardo le Serp come fossero gli indici di borsa.
di Alessandro Piconi - 28 Maggio 2008 - 17:01
E se fosse stato introdotto un altro fattore?
Parlo del fattore Random?
E’ possibile che ci possa essere una variazione in termini di posizione da 1 ora all’altra?
di Francesco - 28 Maggio 2008 - 19:51
Io a volte analizzo una lunga serie di diverse query su un unico sito. E in questi giorni di variazioni, anche di diverse posizioni, ne ho rilevate molte.
di Alessandro Piconi - 29 Maggio 2008 - 10:07
Ho idea che in questi periodi di danza, Google crei le SERP in maniera “random” come suggerisce Francesco, per vedere come si comportano gli utenti con i risultati ottenuti. Un sito che viene per la prima volta messo in top page cliccato di frequente potrebbe essere un buon sito.
Che ne dite?
di Simone - 29 Maggio 2008 - 10:38
Ciao ragazzi! Confermo anch’io la danza costante :)
Vi metto un pò di carne al fuoco ;)
Io dico che è il BounceRate, e anzi, collegandomi a quanto dice Simone: “Un sito che viene per la prima volta messo in top page cliccato di frequente potrebbe essere un buon sito”, un sito che è in top viene cliccato naturalmente molto, ma se non è buono alza il suo BR e ripiomba giù.
Che ne dite?
di espertoseo - 30 Maggio 2008 - 07:17
Ciao a tutti.
io credo che la Google Dance si possa considerare una garanzia per la stessa sopravvivenza di Google.
Un motore di ricerca praticamente monopolista non si può permettere il lusso di tenere le boccie ferme, pena la possibilità che qualcuni imbrocchi il sistema vincente e rimanga a vita nelle prime posizioni. Ergo mettiamoci l’anima in pace ;-)
Se posso permettermi una piccola critica, basare tutto sulle keywords mi sembra un tantino pericoloso e costoso.
Almeno all’inizio credo che un po’ di pay per clic, SEM o come lo vogliamo chiamare potrebbe essere utile.
In seconda istanza diventa quasi essenziale il link bait e quindi il link building. Ovviamente tutto diventa molto più facile se il nostro sito “parla” come nel caso dei blog ed è molto più dura nel caso di un sito vetrina, come sono putroppo molti siti aziendali italiani.
my two cents
di Roldano De Persio - 30 Maggio 2008 - 10:05
Sicuramente il discorso del Bounce Rate, tirato in ballo da espertoseo, è da tenere in doverosa considerazione se ho un tasso di abbandono notevole. La sua valenza è inversamente proporzionale alla frequenza di update delle pagine sul server.
di Giovanni Silletti - 30 Maggio 2008 - 14:00