CTR? Inutile
di Nicola Ferrari - Giovedì 28 Febbraio 2008 alle 15:08Come saprete, il Click Through Rate è il valore percentuale dei click ricevuti da uno o più banner presenti in una pagina web/sito.
Come saprete altrettanto benissimo, il CTR è una delle metriche base per valutare la riuscita o il successo di una campagna pubblicitaria su Internet.
Ma, come forse non sapete, questo dato è inutile.
Questa conclusione viene ripresa da “Natural Born Clickers”, un’indagine realizzata da Starcom, Tacoda e comScore sul mercato USA (su smvgroup.com il comunicato stampa originale).
Lo studio indica in un 16% dei navigatori la percentuale degli heavy clickers, quelli che, numero alla mano, determinano l’80% dei click. Mediamente si tratta di utenti tra i 25 e i 44 anni e un reddito inferiore ai 40 mila dollari.
Gli autori dell’analisi fissano l’attenzione sulla mancanza di rappresentatività e sull’eccessiva attenzione data al CTR:
“this study demonstrates that click performance is the wrong measure for the effectiveness of brand-building campaigns” spiega Erin Hunter di comScore”.
Quindi, stando a Natural Born Clickers, possiamo anche continuare a conteggiare i click ricevuti ma il valore è fine a se stesso e non implica nulla, se non poco, in termini di successo della campagna.
Questo studio non dice nulla di rivoluzionario ma porta argomenti interessanti. Vorrei sentire la vostra opinione in merito.
Tags: click, ctr, statistiche, web analytics, web marketing

Io l’ho sempre detta sta cosa qua… Peccato che non ho avuto (e non ho tutt’ora) le basi, i diplomi, il know-how per dimostrarlo: io non sono una fonte autorevole.
Indipendentemente dal fatto che 16 persone su 100 facciano il lavoro di 80 (diventando quindi un “campione” per le scelte di marketing), credo che il CTR sia inaffidabile a priori; non a caso anche Google e compagnia danzante si stanno muovendo verso il “Pay per Action” anche lì, un margine di inaffidabilità rimane, ma si riduce di molto.
di DAG - 28 Febbraio 2008 - 18:40
Ciao Fabrizio, per non annoiarvi sintetizzo due punti che poi ho approfondito in un post del mio blog che se volete trovate qui: http://www.l4news.com/web-mark.....risultati/
Io credo che sia più utile considerare internet come un canale di direct marketing e quindi non dare troppo peso al CTR ma semmai ad indicatori quali il costo di acquisizione cliente e il valore del cliente nel tempo.
Altra riflessione riguarda il fatto che, credo, chiunque faccia una campagna per un pubblico internet, speri vivamente che i suoi annunci vengano cliccati proprio da quel 16% di utenti, che rappresentano in assoluto la fascia di popolazione più propensa agli acquisti on-line.
Ciao e complimenti per il blog!
di Matteo Ravagnan - 28 Febbraio 2008 - 22:21
Secondo me le parole chiave sono “brand-building campaigns”. Se voglio aumentare la brand awarness non me ne frega nulla dei click, l’importante è che il nome del brand e il suo logo girino il più possibile e siano visti dal target giusto. Che clicchino o meno è relativo, il mio brand entrerà nella loro zucca, soprattutto se la mia pubblicità è su un sito pertinente.
Ripeto quanto ho già detto in un altro post, i cartelloni per strada chi li clicca? E vi assicuro che una campagna coi 6×3 costa molto di più di una buona campagna banners.
di Nicolo Fasce - 01 Marzo 2008 - 19:52
@Nicolo Fasce
Il discorso brand è ineccepibile, ma non sempre lo si può fare; ci sono realtà (come i siti di e-commerce, ma non solo) che vivono di click e non di brand.
Sul discorso dei costi mi permetto di “spostare” il tuo punto di vista; una campagna 6×3 costa di più, in parte (e sottolineo IN PARTE) a causa “dell’ignoranza” degli investitori. Fortunatamente gli investitori si stanno “modernizzando”.
In un’intervista alla RAI, Mauro Lupi (Ad Maiora) ha affermeto che una pubblicità di pochi secondi nel bel mezzo del Super Bowl (finale football americano) costa più o meno quanto 24 ore di banner su tutti i siti italiani; dimmi un po’, ammesso che sia possibile, quanti investitori farebbero BRAND decidedo di spendere milioni di euro per comparire un giorno in tutti i banner esistenti nei siti Italiani? (da mariorossi.it a il sole24ore)
di DAG - 01 Marzo 2008 - 23:45
@ DAG
Beh credo che siamo entrambi d’accordo nel dire che quella di Lupi era o una provocazione o un’enorme boiata.
In quel modo sì che butteresti via dei soldi. Non a caso avevo scritto “su siti pertinenti in base al brand e al target che vogliamo colpire”.
Concordo pienamente con te per quanto riguarda gli e-commerce, sui quali paradossalmente conviene quasi fare pubblicità off line, perchè acquistano maggiore valore. Come, ad esempio, aveva fatto Monclick, il cui lancio secondo me fu perfetto.
di Nicolo Fasce - 02 Marzo 2008 - 09:20
spero che questo habbo sia migliore dell altro se no mi incavolo
di daniel - 19 Gennaio 2010 - 20:06