Il codice deontologico dei giornalisti è applicabile anche ai blogger?

odg

Secondo quanto viene espresso dal garante della privacy sembrerebbe proprio di sì. Si legge infatti nella pagina linkata:

Il Codice deontologico (13 brevi articoli) rappresenta anche il punto di arrivo di una riflessione maturata negli anni nei settori più sensibili dei giornalisti e offre una risposta all’accresciuta sensibilità dell’opinione pubblica, oggi molto più reattiva al contenuto dell’attività informativa.

Le disposizioni del Codice si applicano a tutti i giornalisti, ai fotografi, ai cinereporter e a tutti coloro che anche occasionalmente pubblicano articoli, saggi o altri manifestazioni del pensiero. E questa è una differenza di rilievo rispetto a un normale codice deontologico: questo codice si applica infatti anche a chi non appartiene alla categoria professionale.

Ora, che questa considerazione sia limitata alla sfera della tutela della privacy oppure comprenda un ambito ben più ampio (che riguarda anche i modi in cui la notizia viene trattata dal “buon operatore dell’informazione”) rimane all’interpretazione del lettore, come del resto la considerazione che un blogger sia o no da considerarsi con un vero e proprio operatore dell’informazione.

In ogni caso, per chiunque faccia informazione o contro-informazione attraverso il Web un’attenta lettura di questo codice certamente non gusterebbe… tanto più che per leggerlo in versione integrale (non è poi così lungo) basta un clic!

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Commenti

  1. [1]

    ottimo, a questo punto mi aspetto per coerenza l’abolizione dell’ordine dei giornalisti.

    a che pro avere un ordine se tutti sono sottoposti alle medesime regole di buon senso?

  2. [2]

    Per coerenza con cosa? La questione è ben lungi dall’essere risolta, ho anche solo dall’essere affrontata in maniera esaustiva da organismi competenti. L’ordine, inr ealtà, servirebbe per tutelare l’informazione libera e i giornalisti… non vedo incoerenze in questo.

  3. [3]

    l’ordine può sanzionare solo i propri membri in caso di scarsa deontologia.

    se la deontologia diventa norma dello stato, tocca allo stato applicarla a tutti.

    PS l’ordine serve a tutelare solo la pubblica opinione.

    i sindacati servono a tutelare i gionalisti, non certo l’ordine!!!

    una confusione purtroppo giustificata dalla realtà ;-)

  4. [4]

    Bhe, l’appartenzneza all’ordine in teoria dovrebbe tutelare i prorpi membri…
    http://www.odg.it/primo_piano/.....asp?ID=380

    I sindacati li tutelano per quanto riguarda gli aspetti, appunto, sindacali e contrattualistici…

    In ogni caso concordo. E’ un casino! :-)

  5. [5]

    l’ordine tutela la libertà di stampa e dovrebbe fornire un servizio alla pubblica opinione (ovviamente anche impedendo che ai giornalisti vengga impedito di scrivere).

    ma il casino è facilmente risolvibile.
    abolendo l’ordine.

    del resto aveva senso in altri tempi, quando ancora si facevano inchieste. ormai i giornalisti per la maggiorparte non fanno altro che riscrivere in bella le notizie ansa…

    gli stessi pinionisti dei maggiori quotidiani a memoria sono tutti professionisti, ambasciatori, professori universitari…. no?

    comunque sto andando fuori tema e mi scuso…

  6. [6]

    Figurati! Non si esce mai dall’argomento, anzi nel “peggiore” dei casi dalle discussioni vengono fuori altri punti da approfondire!

  7. [7]

    io ho un blog dove non ‘faccio informazione’, ma ‘commento ed esprimo opinioni personali sulle informazioni’.
    Non sono un’operatore dell’informazione, semplicemente esprimo la mia libertà di pensiero, che può anche consistere nell’evidenziare una notizia che mi sembra non abbia il risalto che ritengo necessario.

    A mio avviso gli ordini servono per gli ‘operatori professionisti’, chi ha un blog in genere non è un professionista, pertanto non ha le stesse responsabilità poste in capo ai professionisti dalla legge. Farsi assimilare a giornalisti può essere anche pericoloso, esercitare il proprio diritto costituzionale alla libertà di pesniero e di parola è tutta un’altra cosa. Si hanno le ‘normali’ responsabilità di cittadini quando parlano fuori ad un bar, ovvero in un luogo pubblico, che richiedono certamente l’accortezza di non calunniare, offendere, ecc. che si ha nella vita civile.

  8. [8]

    I post dei blog, se rispettano determinate caratteristiche possono essere valevoli come attività professionali al fine dell’ottenimento della licenza di giornalista pubblicista.

    Ciao : )

  9. [9]

    Non è propriuo così Stefano…

    I post del blog sono validi per raggiungere il numero di pubblicazioni necessarie per fare la richiesta di iscrizione all’ordine come giornalista pubblicista
    SE il blog è una testata registrata
    SE i post vengono pagati
    SE il direttore responsabile compila una richiesta
    SE… SE… SE…

    Ciò non toglie che nessun “libero cittadino” può diffamare o compiere reati

  10. [10]

    Si` lo so: ma se ci pensi non sono vincoli così assurdi e impossibili.
    La testa registrata ha un senso, il fatto che siano retribuiti anche (altrimenti io potrei pubblicare per me stesso o per il vicino di casa senza senso), per le richieste del direttore anche, è come fosse una raccomandazione.. :D

    Ciao : )

  11. [11]

    Altro che raccomandazione! Sarebbe semplicemente il riconoscimento di un’attività effettivamente svolta dal blogger! Tra l’altro un atto in linea con la normativa sul diritto d’autore.

  12. [12]

    A tuo parere le cose potranno cambiare?
    Si otterrà a riconoscimenti anche per i blogger?
    Non dico per qualunque cosa ma perlomeno per servizi di informazione professionale: HTML, Hardware Upgrade, etc.

    Cosa ne pensi?

    Ciao : )

  13. [13]

    Ci vorrebbe un bel gruppo di pressione… e un po’ più di visibilità presso ODG e istituzioni. Ovviamente, anche il consenso del mondo dei blogger. Ma qui sta a noi fare “rumore”.

  14. [14]

    Alla fine se ci pensi l’unica cosa che andrebbe rimossa è il “testata giornalistica registrata”…

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