Arrendiamoci, non ci libereremo facilmente di questo termine coniato da O’Reilly e tanto abusato.
Leggo l’ennesimo articolo di come il web 2.0 abbia provocato ripercussioni sulle strategie di search engine optimization e di come gli utenti adorino condividere, scrivere, postare, taggare e quant’altro. Ma in questa settimana ci sono state importanti novità…
La recente introduzione della Universal Navigation Bar di Google in alto nella home page di Google.com, ma soprattutto la Universal Search (ovvero la presenza nelle serp di news, foto, mappe, libri e video) confermano la volontà da parte di Google di soddisfare le esigenze interattive dei navigatori.
Tanto che qualcuno parla addirittura di Google 2.0.
Queste modifiche apparentemente non così rilevanti, pongono però delle scelte ben precise sia alle aziende, che a chi si occupa di visibilità online. Per attirare visitatori nei risultati, e per mantenerli sul sito, le aziende dovranno sempre più puntare su questi servizi di intrattenimento/interazione. E i SEO e i SEM si trovano a dover posizionare anche immagini, video, news…
Uno degli elementi strategici sarà il corporate blog, vista la corsia preferenziale che Google sta dando in questo momento ai blog. Ma anche la presenza di contenuti video sia sul sito che su Youtube potrà decretare una maggior visibilità. E non sottovalutiamo i feed Rss (sarà per questo che si vocifera sull’acquisto di Feedburner da parte di Google?).
Senza arrivare a “giochini” come Twitter e Tumblr che sono adorati dai bloggers, ma completamente ignoti alle masse (nonostante il grande clamore Twitter è usato da nemmeno 1000 utenti in Italia e a livello internazionale da 100mila utenti registrati), sono un po’ preoccupata di come le aziende e i professionisti utilizzeranno questi strumenti.
Se è evidente la potenzialità del mezzo, è un po’ meno evidente chi abbia le competenze per sfruttarlo in maniera professionale.

Dopo lo zenacamp ho iniziato a “twittare” ma non riesco a capirne l’utilità. Mi consolano i tuoi dati.
di Roberta Milano - 26 maggio 2007 - 12:44
deliziosa la tua lezione su qeste tematiche a Bologna, complimenti sia per la preparazione che per il metodo e l’organizzazione delle dispense. Deliziosa anche tu. :0)
Riguardo questo argomento ribadisco il mio punto di vista: il web 2.0 ha innescato una rivoluzione epocale che in Italia (risultato dei miei colloqui di questi tempi con realtà del web) ha colto impreparati un pò tutti, utenti per primi: i modem a 56Kb col web 2.0 non ci azzeccano! senza poter usare l’ADSL crolla un pò tutto.
Poi, altro piano, sul culturale: gli stessi miei amici (non tutti ovviamente), cresciuti con MTV e che usa internet almeno per mails ed MP3, non hanno mai affrontato il discorso feed, non conoscono LinkedIn, figurarsi immaginarsi corporate blog e sistemi di interazione per scopi aziendali. mah! e le aziende, sono tanto diverse poi da loro? gestite da managers che internet è nato quando i loro figli, se non dopo… ;0)
studio web marketing e per 3 anni ho lavorato in un azienda che non ha il sito internet…”non ne vedo le potenzialità” diceva il boss, ma web aziendale non è solo e-commerce!
di Marco - 27 maggio 2007 - 11:42
non credo che per i SEO/SEM cambi poi così tanto il loro lavoro
di sandro - 28 maggio 2007 - 07:34
grazie marco. penso anch’io che ci sia una divisione fra chi usa questi strumenti anche inconsapevolmente (magari io mi scarico un feed senza sapere cosa mai si celi dietro la sigla RSS) e chi invece ne ignora l’esistenza.
molte aziende arrivano dopo.. ma chi ha capito cosa sta succedendo e come sfruttarlo, gode di un vantaggio competitivo non da poco.
molti siti e strumenti sono mode e “giochini” (vedi twitter, ti capisco Roberta!), altri possono aiutare o ostacolare il successo di un’azienda.
a sandro dico: per i professionisti che si tengono aggiornati, non cambia molto, ma per certi “tecnici” che rimangono ancorati a keyword e pay per click penso qualcosa cambierà.
ho sentito personalmente web designer dire che i corporate blog non hanno senso e non servono!!!
di elena farinelli - 28 maggio 2007 - 11:41
Condivido la previsione e l’analisi di Elena: la capacità di taggare, classificare, rielaborare ( qualcuno direbbe “mash-uppare”) e far emergere i contenuti, di qualunque formato essi siano,sarà forse il nuovo scenario su cui si dovranno confrontare non solo gli esperti seo ma anche gli uomini di marketing e comunicazione.. e richiederà competenze ed esperienze trasversali, sia tecniche sia editoriali, e abilità creative e specialistiche.
Insomma la sfida al contempo tecnica e linquistica che la rete ci sta offrendo, continua…buon lavoro a tutti.
di Leonardo Bellini - 28 maggio 2007 - 12:00
La capacità di Google di poter capire come si “muovono” gli utenti nel web sarà la chiave di volta per riclassificare l’importanza dei siti web. Personalmente favorevole a criteri di classificazione sempre più oggettivi e legati non alla tecnica (mezzo) ma all’arte (il contenuto)…
di Andrea - 1 giugno 2007 - 13:36
vero andrea.
anche se temo che ci sarà sempre il modo per chi padroneggia la “tecnica” di “fregare” i motori di ricerca. E’ vero che i contenuti sono importanti ma a giudicare da alcuni siti in cima alle serp, sono importanti anche le abilità di link building..
di nelli - 1 giugno 2007 - 16:22