Parlando di marketing e case histories, l’attenzione ricade quasi necessariamente su grandi aziende e leader di settore. Qualche volta, ma raramente, il focus si sposta su PMI che hanno sviluppato situazioni di eccellenza: l’eccezione che conferma la regola insomma.
Indubbiamente Internet ha rivoluzionato l’approccio al marketing, rendendolo più alla portata anche di aziende medio piccole ma, ed è questo il concetto chiave, le PMI come vedono questi strumenti?
Il piano di marketing è considerato come un metodo diffuso o piuttosto come un optional?
Con piano di marketing (marketing plan) intendiamo una pianificazione completa di obiettivi, mercati, SWOT (strenghts and weaknesses + opportunities and threats = punti di forza e di debolezza + opportunità e rischi), tempistiche, budget, analisi dei risultati.
Un quadro organico quindi dà un senso e una direzione ad ogni decisione aziendale.
Se l’esistenza di un piano aiuta a programmare sul medio lungo termine, la sua assenza cosa provoca? Un certo livello di caos e di improvvisazione che certamente non aiutano.
Vorrei allora capire:
- Il marketing plan è entrato nelle abitudini organizzative delle PMI?
- In che modo viene percepito: necessario o “sfizio”?
- Il marketing plan aiuta i risultati?
- Internet quanto ha influito?
Vorrei approfondire (se possibile) singolarmente i diversi punti. Voi intanto raccontateci esperienze ed opinioni.

Dipende dal settore in cui operano e dalla lungimiranza dell’imprenditore.
Nella mia esperienza professionale le imprese anche di medie dimensioni si sono aperte ancora poco al marketing (o forse è meglio parlare più in generale di Strategia?) e forse sono anche state poco aiutate da consulenti ed agenzie di web mktg poco capaci di ascoltare le esigenze delle PMI.
la PMI crescerà solo quando avrà compreso che internet è prima di tutto contaminazione di idee
di Spiderpanoz: riflessioni... - 22 gennaio 2008 - 17:10
Non solo dalla lungimiranza dell’imprenditore, ma anche dalla sua cultura e dall’eventuale desiderio di perseguire il tornaconto personale, a spese di tutto il resto.
di Ratamusa - 23 gennaio 2008 - 10:59
in che senso? è giusto che l’imprenditore segua il suo interesse.
di Spiderpanoz: riflessioni... - 23 gennaio 2008 - 17:47
Nella mia zona, la maggior parte delle aziende artigianali sono rette da gente con cultura quasi zero o messi a capo di un’azienda perchè si levassero dai piedi a causa delle rogne che facevano trovare ai loro superiori.
Incapaci nullità (socialmente e, spesso, professionalmente parlando) quali sono, sono stati buttati fuori dal giro giusto e temono di essere buttati fuori ancora, definitivamente anche dall’azienda che è stata costruita per loro.
Solo loro hanno ragione, vivono in un mondo tutto loro e chiunque gli dica come, quando, dove e perchè fare qualcosa per sviluppare l’azienda scatena la loro reazione rabbiosa temendo di finire in mezzo alla strada, alla stessa stregua dei loro dipendenti o più semplicemente di dovere rendere conto a qualcuno del loro operato.
A loro interessano solo i loro profitti, quelli immediati. Il resto non esiste.
Ci sono eccezioni, come in tutte le cose, ma trovarle si fa sempre più difficile…..
di Ratamusa - 23 gennaio 2008 - 18:09
non tutti gli imprenditori sono così. anzi direi che il vero imprenditore è proprio differente.
se si ha fortuna cliente e consulente crescono insieme
di Spiderpanoz: riflessioni... - 23 gennaio 2008 - 18:14
Esatto….Ma il tipo di imprenditore da te indicato, possiede una cultura di qualche tipo.
Certe cose, se gliele si spiega nella maniera giusta, le capisce…..
Temo, però, che stiano diventando un mito, una leggenda di quelle che si raccontano attorno ad un falò sempre più spesso….
di Ratamusa - 23 gennaio 2008 - 18:24
non disperare. capisco le tue osservazioni ma trovi anche imprenditori che riescono ancora a stupire per le proprie capacità ed il coraggio di fare impresa.
forse devi solo cercare clienti di maggiori dimensioni, magari nei settori dei servizi
di Spiderpanoz: riflessioni... - 23 gennaio 2008 - 18:27
Significa andare lontano dal posto dove mi trovo io.
Non è sbagliato, ovviamente….Ma questo significa Lombardia, Piemonte orientale, Liguria o forse un sito di presentazione migliore.
Tiro giù quello che c’è e vedo cosa posso fare.
…..Forse la tua è un’ottima idea……
di Ratamusa - 23 gennaio 2008 - 18:33
se vuoi un cliente preparato devi definire bene il target.
come in ogni servizio consulenziale la cosa non è semplice ma è fondamentale.
in bocca al lupo
di Spiderpanoz: riflessioni... - 23 gennaio 2008 - 18:39
Grazie…..Crepi….
di Ratamusa - 23 gennaio 2008 - 18:47
non posso che condividere, anche per esperienza personale. una volta deciso il target ideale dobbiamo capire quanto il nostro cliente medio se ne discosta.
se troppo, vanno prese iniziative: una, quella di proporsi direttamente a interlocutori “giusti”. E per giusti intendo (tra gli altri) quelli a cui non devi prima spiegare cos’è Internet, perchè può essere loro utile, etc etc.
A questi prima devi fare lezione e poi cercare di vendere cose che spesso fanno fatica a capire. Da quando li evito, vi assicuro, le cose stanno stanno andando MOLTO meglio.
di Nicola Ferrari - 24 gennaio 2008 - 09:49
Infatti c’è inizialmente una fase di analisi del mercato e calarsi poi sul singolo. Non è detto che il cliente medio/grande comprenda ogni singola strategia, talvolta non conosce appieno ogni singolo elemento o gli obiettivi aziendali. Perchè non si parla mai di un solo obiettivo. Meglio allora creare con il cliente (avendo già dei punti predefiniti)un businessplan. Attenzione fattore rilente il tempo!
di Active121 s.r.l. - 24 gennaio 2008 - 11:43
prova eventualmente anche a concentrarti su qualche settore che reputi più maturo
di Spiderpanoz: riflessioni... - 24 gennaio 2008 - 12:24
Attualmente, sono in pausa, se mi è consentito l’eufemismo.
Ne approfitto per ristrutturarmi e guardarmi in giro.
Da una prima occhiata sembra che ci siano alcune nicchie ancora non sfruttate del tutto e altre che, stranamente, non sembra siano state ancora individuate dalla concorrenza.
Vediamo cosa succede…..
di Ratamusa - 24 gennaio 2008 - 12:56
Io sono ancora studente (sto facendo una specialistica in Marketing a Firenze), ma, vivendo in un distretto industriale in fase di ristruturazione e dopo un paio di stage aziendali, di esperienza diretta con le PMI, forse non quanto voi, ma un po’ ne ho.
Io credo che, anche se non in modo analitico e consapevole, anche un libero professionista che non sia assolutamente fuori dal mondo faccia un piccolo piano di marketing.
Mi spiego: magari non lo formalizza in analisi dei mercati, SWOT, esatti calcoli dei budget e analisi dei feedback ma comunque valuta i mercati più convenienti e quello che sa fare e quanto può spendere per farlo, guardando poi cosa ha fatto bene e cosa male.
Sinceramente, e probabilmente contro il mio interesse, non credo che le PMI (dalle mie parti poche imprese superano i 15 dipendenti) abbiano un vantaggio dall’applicazione accademica dei modelli di marketing, anche perchè questi spesso sono stati creati applicandoli a mercati e settori completamente diversi e risultano inapplicabili.
Per quanto riguarda internet, certo i costi più bassi rendono approcciabile il marketing anche a un piccolo imprenditore. Tuttavia non credo sia affatto facile (specie se non si hanno idee forti) farsi notare nel mondo della rete, dove i consumatori sono meno e più esigenti. Senza contare che non tutto è vendibile (o promuovibile) con uguale efficacia on line rispetto ai canali tradizionali.
di -il Pig- - 24 gennaio 2008 - 23:40
si, farsi notare su Internet non è semplice ma credo che, rapporto costi/benefici alla mano, sia più diretto e vantaggioso di una campagna offline.
capiamoci, il web non è l’Eldorado del marketing (i contro non mancano) ma le possibilità e gli spazi d’azione sono piuttosto interessanti.
di Nicola Ferrari - 25 gennaio 2008 - 09:26
credo che la globalizzazione e internet siano stati due fattori incrociati che hanno cambiato le regole. In particolare direi che oggigiorno un marketing plan sia come fare le convocazioni per i mondiali…ognuno farebbe a ragione la sua poi sarà il campo a decidere. ;0)
certezze non ne hai più, si va a mille all’ora, ci vuole talento.
Comunque l’analisi della situazione sempre e comunque.
di quasigoal - 25 gennaio 2008 - 09:35
Sì…..ma purtroppo c’è ancora gente che è convinta che solo dicendo “sono qui!….” tutti vengano a comprare facendo fare loro soldi a palate.
L’impatto, violento, con il mondo reale fa loro cambiare d’idea.
Se la scampano e superano il trauma dell’impatto con il mondo reale c’è una qualche speranza di fare qualcosa con loro.
In caso contrario…..Farneticano e vanneggiano.
A me sono capitati questi; Active121, Spiderpanoz hanno suggerito di puntare altrove….Magari usando altri criteri di scelta.
Nicola Ferrari e quasigoal (bello il nick….), a grandi linee sono pure loro di quell’idea….
Wedremo
di Ratamusa - 25 gennaio 2008 - 10:01
A proposito di internet, credo che chiunque abbia preso in mano un qualunque manuale di web marketing dal 2000 in poi abbia sentito parlare del fantastico case history italiano di “volendo.com”, della sua lungimiranza e di quanto i suoi progetti sono vincenti e di come tutti dovrebbero imitare il gruppo Lombardini. Vi invito a visitare l’homepage ora.
Cmq, io non dico che internet sia un mezzo inutile, dico solo che molte imprese (specie quelle senza nessun valore distintivo forte) dovrebbero guardarsi bene dal ritenerlo l’eldorado dove tutti fanno i miliardi in poco tempo.
di -il Pig- - 26 gennaio 2008 - 10:38
Su questo, non posso che concordare…..
di Ratamusa - 26 gennaio 2008 - 11:18
ciao a tutti, dico la mia…un pò come sfogo… un “amico” imprenditore mi ha chiesto di fargli un piano di marketing internet.. io gli ho impostato parecchie cose tutte al risparmio,per quanto potessi col poco materiale che mi aveva dato, sklerando giorni e giorni perchè farsi dare cose elementari era un’impresa (ovviamente a causa della sua ignoranza in materia ed anche del fatto che sottovalutava il valore del mio lavoro e del mio tempo)… quindi gli ho fatto un prezzo veramente da amico… e costui è rimasto sconvolto quando gli ho chiesto poche centinaia di euro… (molto poche centinaia).. posso con amarezza dire che vari imprenditori italiani sono davvero gretti e chiusi nella loro arroganza! ciao Bianca
di bg - 2 marzo 2009 - 13:59