Togetherville: un social network dedicato ai bambini

Togetherville

Mentre i social network per gli adulti sono oggi al centro delle polemiche legate alla gestione e la tutela della privacy, arriva un nuovo e interessante progetto interamente dedicato ai bambini che è sviluppato su misura per tutelarli da qualsiasi problema possa capitare loro negli altri lidi della grande Rete.

Si tratta di Togetherville, una nuova piattaforma sociale che dà ai giovanissimi uno strumento per mantenersi sempre in contatto con i propri amici e al contempo si propone l’obiettivo di rassicurare i genitori e lasciar divertire i figli senza la paura che questi possano incappare in pericoli di ogni sorta.

Fin quando dunque non saranno abbastanza grandi per gestire sistemi più complessi e meno sicuri, Togetherville darà loro una rete protetta che per essere usufruita però dovrà necessitare dell’approvazione dei propri genitori.

Saranno questi infatti a dover inizialmente creare il loro account sul social network e i bambini potranno poi scambiarsi i messaggi con i propri amici, a patto che questi nel momento del primo contatto vengano autorizzati da madre o padre.

Al momento è possibile, oltre allo scambio e alla condivisione di messaggi testuali, creare biglietti di auguri digitali, giocare a giochi come “Crazy Taxi” e poco altro. Non è però attualmente consentita la condivisione di link esterni e di immagini.

Commenti

  1. [1]

    L’iniziativa mi lascia un po’ perplesso, ma sicuramente i pro e i contro verranno fuori col tempo, osservando e sperimentando. Ma ormai moltissimi bambini delle elementari girano col cellulare e si scambiano sms e immagini senza bisogno dell’autorizzazione dei genitori. Forse il gioco online finirà con l’essere il “motore” del progetto. Se tutto è “controllato” o “controllabile” dai genitori, i bambini delle elementari saranno davvero “spontanei” e attratti da questa piattaforma? C’è davvero bisogno di una cosa del genere per addestrare i bambini al social networking? In alcune scuole, già alle elementari ci sono maestre che hanno proposto il “blog di classe”, come alternativa al vecchio giornalino di classe. Insomma, c’è fermento. Staremo a vedere…

  2. [2]

    Non conoscevo Togetherville, mi sembra un’ottima idea.
    Per Luca: avendo lavorato con molti bambini in età 6/10 anni (fascia d’età alla quale si rivolge essenzialmente la piattaforma, dal momento che i bambini ancora più piccoli in genere non sanno leggere), posso dire che secondo me non avranno nessuna inibizione a usare Togetherville in modo totalmente libero ed entusiasta pur essendoci stati guidati dai genitori.
    Il motivo è che, a quell’età, i bambini non hanno ancora (con le dovute eccezioni, è chiaro) un senso della privacy sviluppato: condividono ancora con i loro genitori ogni aspetto della propria vita, come smetteranno di fare poco dopo (credo che un salto importante a riguardo sia quello dell’ingresso nella scuola media, quando conoscono una realtà prettamente adolescenziale e ne sono immediatamente coinvolti, con tutte le dinamiche di autonomia e distacco che questo comporta).
    Togetherville, insomma, potrebbe essere proprio ciò di cui un bambino di quell’età ha bisogno: un modo per entrare fin dall’infanzia nelle dinamiche “dei grandi” con semplicità e sicurezza, senza imbarazzo e imparando gradualmente a muoversi nel “mondo 2.0″ nel quale viviamo.
    E se anche la scuola inizierà a collaborare a un’educazione al passo con le nuove tecnologie, allora sì che i nostri bambini cresceranno felici e serenamente digitali :)

  3. [3]

    Riconosco l’appropriatezza delle considerazioni di Sara, ma credo che certe dinamiche tipiche delle scuole medie si stiano trasferendo sempre più negli ultimi due anni delle scuole elementari. Comunque, come sempre accade in questi casi, sarà l’osservazione di ciò che accade a confermare o a smentire le perplessità o gli entusiasmi.

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