Qual è il miglior modo di fare ecommerce?

Quando un’azienda decide di vendere online i suoi prodotti, o servizi, non sono pochi gli elementi da valutare per non rischiare che un canale potenzialmente redditizio, come l’e-commerce, si trasformi in un deleterio costo aggiuntivo.

Per fare i commerce non basta creare un catalogo e agganciare il proprio sito ad una piattaforma di pagamento.

Gestire la vendita online spesso richiede almeno una risorsa dedicata (che possa aggiornare il sito e controllare le fasi di post-vendita), aggiornamenti frequenti, attività di Web-marketing a cui prima non si pensava, perché confinate solo al sito istituzionale (spesso due o tre pagine copiate da una vecchia brochure).

Sia per le piccole che per le grandi aziende l’e-commerce può rappresentare un’arma a doppio taglio, soprattutto nei casi in cui la scelta di vendere online non sia adeguatamente ponderata.

Gli elementi a cui prestare maggiore attenzione sono:

  • la gestione delle promozioni;
  • la navigazione nel catalogo;
  • il cross selling.

In pratica è necessario cercare di sfruttare le variabili che maggiormente incidono sulle scelte dei consumatori, cercando di non abbandonare a sé stessi gli utenti. Navigazione guidata, offerte complementari, promozioni dedicate.

La ricetta per l’e-commerce perfetto ha molti ingredienti: quali aggiungereste voi?

Commenti

  1. [1]

    Ciao Massimiliano, interesante spunto.
    Costantemente veniamo a contatto con aziende non soddisfatte dell’e-commerce e che lo considerano solo un conto in rosso nel bilancio di fine anno. Questo perché nel 99% dei casi non hanno mai dedicato l’attenzione giusta al canale on-line, non dedicando risorse, ne investimenti (in comunicazione e marketing), ne hanno coinvolto tutta la struttura.

    Devo dire però che ristrutturando questi progetti in profondo rosso, con le giuste competenze in campo, spesso abbiamo ottenuto risultati inaspettati, anche come coinvolgimento del personale dell’azienda stessa.

    Comunque, per aggiungere i fattori chiave da considerare quando si intraprende la strada della vendita on-line ci sono anche:

    - Assistenza clienti e facile possibilità di contatto
    - Schede prodotto chiare ed esaustive
    - Informazioni chiare su spedizioni, pagamenti e disponibilità
    - Procedura di registrazione chiara (spesso sembrano percorsi ad ostacoli!!!)
    - Integrazione con le altre strutture aziendali. Non è bello chiamare un’azienda e parlando con l’assistenza clienti sentirsi dire “A bhe, se ha fatto l’ordine dal sito io non so come aiutarla, mandare una mail all’indirizzo…. etc..etc…”

    Cmq, l’attenzione deve essere prima di tutto sul cliente, il resto vien da se.

  2. [2]

    @ B2commerce.it

    So come la pensi in merito alla registrazione degli utenti/clienti sui siti e-commerce: sicuramente intendevi “Procedura di acquisto chiara”. :)

  3. [3]

    Si, esatto, intendevo “procedura d’acquisto”, non ho riletto prima di postare.

  4. [4]

    Salve a tutti.

    Io non sono uno specialista del settore (sono medico) ma sto “studiando” da “e-cemmerciante” (si può dire ? … io lo dico!) naturalmente in un campo attinente alla mia professione:
    INTEGRATORI NUTRIZIONALI formulati in modo specifico per determinate situazioni esistenziali e patologiche, sulla base delle più rigorose conoscenze mediche, in quantità fisiologico-adiuvanti-preventive.(NO alle megadosi potenzialmente dannose, al limite con il doping!)

    E’ mia convinzione che il cliente,anzi il visitatore, DEVE essere al centro del mio interesse, del mio lavoro, delle mie attenzioni.
    In questo probabilmente sono culturalmente avvantaggiato dal mio lavoro poichè è un atteggiamento naturale nei confronti di ogni mio paziente.

    La registrazione: ODIO dover registrarmi per fare un e-acquisto. E’ come se, in un negozio REALE, per pagare un acquisto mi chiedessero sesso, età, nazionalità, lavoro, etc. etc. e ancora etc. ! Fuggirei da quel via da quel negozio gestito da un commercialmente aspirante suicida?

    Nel documento dei requisiti del mio sito NON è prevista alcuna registrazione: sarà come un negozio reale, aperto a chi vuole acquistare e naturalmente NON deve dire come si chiama.

    Opzionalmente l’acquirente potrà lasciare i dati necessari per velocizzare acquisti futuri.
    Ma assolutamente nessuna registrazione.

    Servizi ? News mediche; possibilità di porre quesiti medici; educazione alla prevenzione delle malattie; divulgazione medica accessibile ed altro ancora.

    E poi: CHIAREZZA, TRASPARENZA, RISPETTO e CONSIDERAZIONE, ONESTA’ INTELLETTUALE ( e MATERIALE), SEMPLICITA’ ma ACCURATEZZA di LINGUAGGIO, TEST GRATUITI, COMMUNITY (ad es. ogni visitatore -visitatore, non acquirente- potrà inserire indirizzi di medici o ospedali di cui ha sperimentato la bontà - ma non quelli con cui ha avuto esperienze non positive) e quant’altro ogni VISITATORE vorrà suggerire (eventualmente, a sua scelta, firmandosi)

    INOLTRE (ma non infine) ETICA e SOCIALE: una percentuale degli introiti del sito sarà devoluta in iniziative benefiche che saranno scelte dai visitatori stessi, in collaborazione con Associazioni pubblicamente riconosciute.
    …..
    Sarò uno stravagante e illuso sognatore? Chissà ?!

  5. [5]

    Ciao, purtroppo le registrazioni saranno anche noiose ma per legge, per ogni vendita on line devi emettere regolare fattura e senza i dati dei clienti come fai?
    Potrai anche evitare la registrazione preliminare, ovvero completare l’ordine facendo inserire i dati del Cliente a fine acquisto, ma prima o poi i dati li devi chiedere…..:)

  6. [6]

    Beh giusto Eliana ma magari la virtù è nel mezzo e potrebbe limitarsi a non chiedere ciò che non serve strettamente per l’ordine.

    Casomai richiedendo altre informazioni o la conferma dei dati già appresi per la memorizzazione definitiva in una apposita mail, in cui io inserirei anche un feedback sull’acquisto. Chessò..

    1) cliente acquista inserendo i dati minimi
    2) il pacco arriva
    3) poco dopo 2) si invia mail per richiesta di memorizzazione dei dati per il futuro, assieme a un feedback sul prodotto e il servizio (invitando l’utente a darlo per farci migliorare).
    4) Dopo n giorni (e ciò lo si comunica al cliente) se non si hanno feedback si manda una mail di ringraziamento e si rimuovono i dati
    5) amen :)

    Io per un bell’e-commerce considero immancabile una sezione di news, magari anche una con articoli veri e propri. Per esempio stagionalizzati se parliamo di alimentazione, e così via…niente di lungo, ma più di una news… sognatore anch’io? :)

  7. [7]

    Certo Eliana, naturalmente i dati per la fatturazione vanno inseriti, secondo me solo quelli strettamente previsti per legge.

    Io mi riferivo alla registrazione al sito… quel passo tipo check-point che devi subire solo per accedere al carrello e, naturalmente, per poter pagare l’acquisto.

    Insomma, l’intendo è quello della maggior semplificazione possibile o, se si vuole, del minor numero possibile di ostacoli e difficoltà inutili.

    Ciao e grazie.

  8. [8]

    Ciao Nic Loz,

    secondo me non sei un sognatore, ma un pragmatico.

    Solo una cosa: la mail di rimozione non la manderei: il cliente potrebbe avere la spiacevole sensazione (magari inconscia) di essere stato RIMOSSO LUI STESSO e non solo i suoi dati.

    Magari sarà deformazione professionale, ma il rischio è concreto.

    Invece, nella prima mail, oltre alla richiesta di memorizzazione dei dati, feedback etc., potrebbe esserci l’opzione di NON memorizzare i dati (senza usare il termine “cancellare”).

    Se il cliente risponde positivamente, inoltre, dovrebbe avere un benefit, magari un piccolo sconto sull’acquisto successivo, in modo da “premiare” o meglio, ringraziare il cliente e fidelizzarlo.

    Circa le NEWS, perfettamente d’accordo: notizie(nuove!) con link per l’approfondimento e citazione della fonte.

    Saluti a tutti, Raffaele.

  9. [9]

    Io sostengo che chi voglia fare uno shop non può pensare di farlo come attività collaterale, o meglio, mi correggo, come un passatempo.

    Io lavoro da anni nell’ambito (http://www.ausilium.it) e fare e-commerce è un lavoro a tempo pieno, complesso, ma anche soddisfacente. Ci sono problemi amministrativi, progetti di sviluppo, aggiornamenti continui della piattaforma, spese consistenti per il marketing, rapporti con i fornitori e con i corrieri…

    A mio pare l’Italia si conformerà ai paesi anglosassoni (nello sviluppo e nell’abitudine all’acquisto on line) solo quando abbandonerà il suo provincialismo attraverso il quale considera l’ambito internet. Fortunatamente nell’ultimo anno mi sembra che si sia creata una forbice fra chi lo fa per professione e che invece lo fa amatorialmente; ma soprattutto mi sembra che la gente abbia incominciato a capire la differenza tra queste realtà.

  10. [10]

    ciao a tutti, devo premettere di non essere esperta nel settore, ma mi chiede spesso: una persona che intende svolgere l’attività e-commerce,in che modo prende i contatti con le aziende?cioè, i prodotti vengono spediti direttamente dalle aziende?

  11. [11]

    @ isabel
    Ci sono diverse modalità per la gestione della logistica: il prodotto può essere spedito dal fornitore al rivenditore o dal fornitore al cliente finale, non c’è una “regola fissa”. :)

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