Link a pagamento, questione etica?

In alcuni forum internazionali si sta discutendo sulla questione della vendita di link e, fonti certe, testimoniano che Google sta effettivamente penalizzando siti web sospetti ad esempio riducendo loro il page rank o bannandoli dalle Serp.

Qua in Italia lo stesso Robin Good ha passato una settimana “tremenda” la cui causa (non del tutto scoperta) risulterebbe essere la vendita di outbound link tramite il programma di affiliazione di TextLinkAds.

A questo punto io mi chiedo se vendere link sia una questione etica o semplicemente una policy del Big di Mountain View.

Personalmente credo che commercializzare sui propri link sia una cosa giusta soprattutto per gli editori indipendenti ma, nello stesso tempo, ipotizzando che il link sia una “raccomandazione”, potrei pensare che “raccomandare” siti di scarsa utilità e qualità possa generare danno all’immagine di Internet e ai motori stessi i quali, come punto di forza del posizionamento danno alla politica di linking una valenza molto alta (Webmaster Guidelines).

Siete favorevoli o contrari alla vendita dei link? Vi sembra eccessivo il comportamento di Google a riguardo?

Commenti

  1. [1]

    Ciao Stefano,

    sulla vicenda di Masternewmedia sono state fatte diverse ipotesi, per quel che possono valere io stesso ho fatto le mie, ma di sicuro la cosa non aveva nulla a che vedere con i link in vendita (ipotesi che sostanzialmente ha fatto solo Robin Good).

    In questo momento, ed è cosa estremamente recente, vengono penalizzati solamente i siti che vendono link in maniera palese e, direi, industriale.

    Sono d’accordo con te, penso che Google stia esagerando con la presunta etica e che, come spesso è successo in passato, stia semplicemente rimediando ad una propria debolezza dopo che i SEO hanno iniziato a sfruttarla in modo massiccio.

    Di sicuro non può colpire chi vende link in maniera occasionale e sporadica, sarebbe un ecatombe che sconvolgerebbe le SERPS.

  2. [2]

    è giusta la tua metafora della raccomandazione ma non è una questione etica, bensì pratica
    google deve il suo successo al pagerank, ovvio che combatta chi cerca di manipolarlo, anche se le sue reazioni sembrano un po’ scomposte…

  3. [3]

    identifico la questione etica in quanto, almeno personalmente, prima di vendere link ci penso più e più volte, non tanto per paura di un ban da parte di Google ma per questione di autorevolezza del sito stesso.

  4. [4]

    la questione etica è semplice… don’t be evil ;-)

  5. [5]

    Una affermazione di Jill Walker di un po’ di tempo fa diceva che:

    “I collegamenti tra un sito e l’altro (link o referral) sul web hanno un preciso valore e possono essere considerati come una vera e propria pseudo-valuta”.

    rif.
    http://www.thedailybit.net/ind.....mp;id=2304

    Mentre, il fatto e’ che Google decida da solo le sue regole e’ un dato di fatto. Purtroppo nessuno gli vieta di farlo … solo che … leggete questo articolo …

    http://www.thedailybit.net/ind.....amp;id=380

    (Don’t be Evil??? davvero?)

  6. [6]

    Vendere link per il Pr o per aumentare semplicemente le visiste di un sito?

    Nel primo caso spero che scompaia del tutto questo genere di introiti.

    Dare la possibilita’ ad un blogger etc. di sponsorizzare un prodotto o servizio o un qualsiasi tipo di attivita’ e’ assolutamente legittimo perche’ ripaga degli sforzi economici,del tempo dedicato al progetto,della spesa per i collaborati,delle tasse etc..

    La pubblicita’ link come mezzo per veicolare traffico verso merchant e’ assolutamente sacrosanto.

    Vendere link per il Pr o per costruire link popularity andrebbe assolutamente combattuto come fenomeno.

    Perfezionare o rendere universale il Nofollow per tutti i search (o magari creare qualche altra “istruzione” che permetta di linkare ma senza trasmettere Rank e non stravolgere quindi le SERP)
    sarebbe un “passo” verso la direzione piu’ etica.

    I back link invece andrebbero potenziati nella loro valenza, a mio parere.

    Andrebbe inoltre portato avanti un controllo approfondito sul whois per evitare che intestatari che possiedono diversi domini possano interlinkarsi tra loro passandosi Pr a destra e sinistra.

    Quindi sintetizzando,io sono favorevole a:

    1) Un istruzione che permetta d linkare ma senza passare Pr e che non sia assolutamente penalizzabile.(ideale per i link verso merchant)
    Il Nofollow universale o qualcos’altro.

    2) Un controllo approfondito sui dati e sui siti gestiti da una singola persona o attivita’ per evitare back link artificiali nel network

    E’ una buona cosa gestire un network e segnalare tutti i siti appartenenti ma non deve essere utilizzata per aumentare il pr di ogni singolo gestito.

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