Trovare lavoro: il Centro per l’Impiego

Tra le misure che lo Stato mette a disposizione dei cittadini per la ricerca di lavoro, troviamo il Centro per l’Impiego, rappresentato da uffici che gestiscono, su scala provinciale, il mercato del lavoro.

È dal 1997, con il D. Lgs. 469, che la gestione dei centri per l’impiego è in mano alle Regioni, le quali hanno così ricevuto una serie di compiti su cui porre l’attenzione.

Esse hanno quindi incarichi nel collocamento dei lavoratori in aziende private: particolare attenzione è riservata ai lavoratori disabili e ai vincitori di pubblici concorsi. Inoltre, le stesse Regioni hanno il dovere di effettuare programmazioni mirate allo svolgimento di tirocini e all’incremento del lavoro femminile.

Considerando la grande mole di persone che risulta iscritta presso tali centri, le cui collocazioni vengono decisa dalle stesse regioni mediante apposite Leggi Regionali, può apparire come un limite per la ricerca “singola” di lavoro.

In ogni caso, tale iscrizione, se affiancata ad una costante ricerca personale, potrà comunque risultare utile. Tentar non nuoce.

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Commenti

  1. [1]

    “I Centri per l’impiego”?

    Luoghi generalmente inadatti all’accoglienza, scarsa preparazione degli impiegati, solita burocrazia frenante, poca informatizzazione, poche le strategie di collegamento con il mondo del lavoro e sullo sviluppo economico delle aree servite (in due anni di mobilità non ho mai ricevuto alcuna proposta lavorativa o di corsi di formazione e aggiornamento), visibile inefficienza operativa.

    E’ sufficiente narrare quello che si vede quando capita di doverci andare per rinunciare per sempre ai loro “servizi”.

    Come risolvere il disastro?
    1) azzerare il personale (dall’usciere al dirigente) e riassumere soltanto quelli che sono all’altezza del compito o che hanno la volontà di migliorarsi mentre il resto sia posto in mobilità così come avviene per le imprese private (non tutte le imprese possono usufruire di questo ammortizzatore sociale e dunque sarebbe per loro già un grande vantaggio);
    2) rendere accoglienti gli uffici definendo gli spazi operativi e di accoglienza, creando un logo e pubblicizzandolo, rendendolo noto come se fosse un franchising;
    3) raccordare le reti informatiche nazionali con il mondo delle associazioni industriali, del commercio, dell’artigianato, dei servizi avanzati per favorire l’incontro tra domanda e offerta;
    4) validare sul territorio le proprie funzioni inserendosi nelle strategie dell’economia e dello sviluppo del territori, studiando i fabbisogni presenti e futuri;
    5) misurare i risultati pre migliorarli continuamente e premiando gli uffici che li raggiungono modificando i criteri di accredito degli stipendi: paga base contenuta conuna variabile interessante al raggiungimento dei risultati del Centro sul territorio, rapportando ovviamente il peso della ricchezza tra i Centri delle diverse regioni.
    6) creare interattività e proattività a tutti i livelli con il pubblico, fornendo soluzioni e prendendo contatto diretto con il pubblico, con telefonate, e.mails, newsletters eccetera, avendo il senso della mission lavorativa;
    7) copiare le attività dei centri esteri che fossero più avanti con le strategie operative e creare reti di collegamento per l’offerta di manodera verso i paesi che la richiedono;
    8) ………………

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