Advertising su Facebook, una profilazione dettagliatissima
di Daniele Cerra - Lunedì 17 Novembre 2008 alle 16:28
Di Facebook si parla moltissimo, spesso a sproposito, e in ogni caso raramente si mettono in luce le potenzialità (ancora probabilmente poco comprese in Italia) della piattaforma di marketing che supporta economicamente Facebook.
Dire, infatti, che ci sono 120 milioni di iscritti che, volontariamente, inseriscono del database di Facebook tutti i dati anagrafici e comportamentali possibili e immaginabili, probabilmente non fa lo stesso effetto rispetto alla sperimentazione diretta del sistema di pubblicazione degli annunci pubblicitari integrato nella piattaforma.
Giunti infatti al momento di definire il target degli annunci ecco che con qualche click riusciamo a sapere in tempo reale quanti uomini spostai gay ci sono in Italia con più di 40 anni, quante ragazze single tra i 18 e i 23 anni e molto altro ancora.
Si tratta, a mio parere, dell’ennesima dimostrazione di come un social media possa essere interpretato come un’inesauribile fonte di business e di opportunità per chi fa marketing! Una profilazione anagrafica e comportamentale di questo tipo, accompagnata dalla viralità totale di ogni informazione presente in Facebook sono, a mio giudizio, il risultato di un grande colpo di genio.
Tags: advertising, facebook. marketing

Proprio questi sono gli aspetti che alimentano la diffidenza verso Facebook! Essere troppo prodighi di informazioni sulla propria vita privata, abitudini e gusti, potrebbe avere effetti indesiderati specialmente considerando la visibilità incontrollata di queste informazioni ed il fatto che da Facebook è quasi impossibile cancellarsi (nel senso di ottenere la rimozione di tutto il materiale inserito, non solo un superficiale occultamento).
Bisognerebbe chiedersi se il gioco vale la candela o quantomeno, consapevoli del rischio, stare bene attenti a cosa si dice, si pubblica e si fa su Facebook nonché alla qualità dei contatti ammessi alla nostra rete.
Io uso Facebook ma sono molto “riservata” circa i dati privati ed è in questo senso che dovreste incoraggiare gli utenti. Anche se capisco che, da marketari, preferireste la spensierata leggerezza di chi fa outing con la fede al dito.
di ziqurrat - 17 Novembre 2008 - 17:31
Beh, personalmente penso che il concetto di privacy oggi sia parzialmente superato (altrimenti Facebook avrebbe qualche decina di iscritti, non decine di milioni) e finché una persona è consapevole di ciò che rende pubblico, è libera di farlo!
Penso anche che Facebook sia meno invasivo del bancomat o della tessera punti del supermercato…
di Daniele Cerra - 17 Novembre 2008 - 19:05
sarà molto interessante seguirne l’evoluzione…
osservando le prime campagne di mktg
di spiderpanoz - 18 Novembre 2008 - 08:48
I tradizionali strumenti di advertising su facebook non hanno dato sin qui i risultati attesi. l’utente che accede a sistemi di social networking non sembra essere troppo ricettivo agli adv, questo è dimostrato da % di click through molto basse. campagne con CPA sembrano avere risultati un po migliori, ad ogni modo sembra che ancora la ricetta per monetizzare non è stata ancora trovata.
Cosa ne pensate?
di Alessandro - 18 Novembre 2008 - 10:32
Io credo che il vantaggio offerto da Facebook sia più che altro la fine profilatura del consumatore che si può trarre dalla registrazione dell’attività on line.
Sto pensando a giochi quali “regala una birra ai tuoi amici”, “regala un accessorio di moda ai tuoi amici” con i quali si spediscono immagini di articoli commerciali. Con queste funzioni è possibile sapere a)quale birra/borsa piace a te tanto che la regaleresti; b)quale birra/borsa piace all’amico cui la regali.
Nello stesso senso l’adesione a gruppi “fan di” permette di inferire gusti, passatempi, passioni.
Poco conta se immediatamente non si cavano soldi all’utente (click su banner, acquisto di gadget on line), lo si potrà fare in altri modi, magari suggerendo articoli di sicuro interesse che potrà comprarsi anche nel mondo reale.
Senza parlare del consolidamento della fedeltà ed immagine di marca e dei fenomeni compensativi: “non me lo posso permettere dal vero ma su Facebook ce l’ho”.
di Ziqurrat - 18 Novembre 2008 - 12:37
Com’è possibile che non si possa trovare i dati anagrafici di Facebook, un numero di telefono, indirizzo ???
Roba da matti… comunque lo addorooooooooo………
di Anna - 08 Ottobre 2009 - 15:37
E’ uno dei primi blog che trovo a proposito quindi ben venga…
Ma la faccenda secondo me è al quanto diversa, la struttura fa spavento, tutto quello che spreme informazione su facebook è d’oro, ovviamente visto da parte di uno che è ghiotto di queste info per fini commerciali…..Ma avete mai fatto la prova a pubblicare un adv a pagaemnto? Ce da uscirne matti, soprattutto in questo periodo. Molti lamentano la lentezza delle operazioni, e se entriamo nello spefico troviamo tag automatici spesso in inglese o preimpostati, imposibilità di postare immagini di completi intimi, l’approvazione poi dell’annuncio sembra un miracolo.
Allora io dico a FAceBook se io t’aggia pagà te non me devi fa impazzi? o no?
Anceh perche se ci riflettiamo un attimino, la necessità di piazzare diversi adv per un ecommerce è importante, se le tempistiche sono infinite allora addio….per fare 3 adv ci ho messo una giornata intera, 2 mi sono stati rifiutati….fate un po voi
di intimefantasie - 26 Ottobre 2009 - 20:21