E se il Web 2.0 ci avesse stufato?

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Controlli i “feed RSS” e si parla di 2.0, leggi la mail e arrivano notifiche da MySpace o Facebook, controlli le ultime notizie e si parla di 2.0.

Si leggono i blog e non si fa altro che parlare di 2.0.

Ma se tutto questo avesse stancato?

Questo articolo provocatorio vuole insistere proprio su questo: c’è qualcuno di voi che si sente stanco o stufo di tutto questo rumoreggiare sul fenomeno?
Pensiamo quanto tempo dedichiamo giornalmente all’uso delle nuove tecnologie, pensiamo a quanto si spende o si guadagna con i nuovi media, pensiamo semplicemente a quanto se ne parli: troppo? O forse è ancora troppo poco?

Ammettiamolo: non passa giorno che non si parli di un nuovo servizio o di un’applicazione particolarmente innovativa: il fenomeno avrà mai fine? Si arriverà a un periodo di stabilità?
Intendiamoci: non che i servizi ci dispiacciano, anzi, molte delle idee 2.0 sono davvero eccellenti e spesso ci aiutano a semplificare la nostra vita – virtuale e non.

Sta di fatto che se uno dei problemi dell’era 2.0 è proprio l’overload informativo, un motivo ci sarà. Personalmente penso che oggi, si senta molto di più questa esigenza rispetto al passato.

I tempi di lavoro e tempo libero si sovrappongono in maniera decisamente marcata, senza più quella distinzione che un tempo permetteva la giusta gestione dei propri spazi personali e professionali.

Certo è che la domanda finale è sempre una e unica: come si risolve? Facendo l’opportuna selezione tra ciò che ci serve e ciò di cui non abbiamo bisogno: per destreggiarsi in un mondo così complesso non possiamo che migliorare il nostro rapporto con le tecnologie e il nostro grado di consapevolezza nell’uso di questi strumenti.

Per come la vedo io non esistono molte altre vie d’uscita.

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Commenti

  1. [1]

    il problema è che spesso gli strumenti sono usati male (soprattutto da chi dovrebbe conoscerli meglio, consulenti web in primis).

    parlare non vuol dire urlare….

    ci si dimentica spesso che nel web come nel mondo reale si deve parlare solo se si ha qualcosa da dire…

    ma con il tempo si migliorerà anche l’uso…

  2. [2]

    A me personalmente ha stufato solo il termine 2.0.

  3. [3]

    più che di “Overload Informativo”, parlerei della smania che hanno un pò tutti di fare web 2.0, e cioè di aprirsi siti, farsi i blog, pubblicare podcast, condividere foto e video! Il problema è che la gente condivide, condivide, condivide, ma poi, effettivamente, crea condivisione? Guarda quello che gli altri mettono a disposizione? Utilizza la condivisione per conoscere persone, per fare business, per fare passaparola? La sensazione è che si parli di Web 2.0, e cioè del web fatto dagli utenti, ma che nessuno sappia bene cosa sia…

  4. [4]

    Ho 68 anni ed una frequentazione quasi ventennale con il mondo delle tecnologie informatiche, in generale, affrontate per lavoro dal 1962 e in qualche caso curate in modo molto amatoriale, come cimentarmi nel produrre qualche pagina web. Per apportare un contributo alla domanda finale osserverei che anche per le tecnologie occorre tanta passione per spiegare, tendendo con costanza alla semplicità, e raggiungere la convinzione che siamo soggetti ai limiti della natura umana. Per essi si vive in società svolgendo diversi ruoli e dipendendo dai nostri simili per quasi tutto. La questione è di tempo e di bisogni personali da soddisfare entro i suoi vincoli. La dedizione ad apprendere le tecnologie sottostà ai vincoli del tempo e al bisogno tra i primi di godere di un sano ozio. Quindi è inopportuno stufarsi ed conviene dedicare il proprio possibile tempo a tendere al meglio. Nella propria nicchia il resto viene da sé per quanto basta.

  5. [5]

    forse dovremmo tutti abituarci a parlare ssolo se si ha qualcosa di intelligente da dire. altrimenti in 2.o diventa solo confusione

  6. [6]

    Penso che il web 2.0 sicuramente è stato un passaggio (probabilmente lo è ancora), notevole nel campo della programmazione, grafica e interazione con i contenuti.

    Si..forse il termine “2.0″ ci può stufare, è stato coniato solo per far capire il passaggio dal “prima e dopo”

    Personalmente non c’è bisogno di stufarsi di un “qualcosa” che sicuramente sta migliorando il web.

    Sfido chiunque a trovare un sito statico del cosiddetto web 1.0 migliore in termini di accessibilità, interazione con l’utente, utile, indicizzato a differenza di uno cosiddetto web 2.0

    Il web 2.0 sicuramente ha un forte sviluppo, ce ne possiamo accorgere ogni giorno dalle centinaia di applicazioni, social, community che nascono…

    L’importante e sapere di avere a disposizione servizi utili e che possono ottimizzare il nostro lavoro, senza abusarne, cercando di utilizzarli in modo corretto

  7. [7]

    Lavoro nel settore informatico, passo circa 11 ore al giorno davanti al monitor a scervellarmi su codice.
    Ero una grande fan del web e del web 2.0 prima di iniziare questo lavoro, bazzicavo praticamente ovunque sui social network e vivevo di email e chat.
    Ora non ne ho più il tempo ne la forza.
    Sono contenta che si parli tanto di web 2.0 così posso almeno tenermi aggiornata, dato che non riesco più ad usarlo :)

  8. [8]

    Lavoro nel web da ormai 10 anni e ne ho viste..Trovo una cosa meravigliosa al giorno d’oggi tutta questa informazione. Anni fa x trovare una cosa non ci riuscivi nemmeno con le pagine gialle..purtroppo però c’è un ma.. Come detto nell’articolo il troppo avere può creare un eccessivo bisogno continuo di richieste maggiori, tempi che si dimezzano, e sopratutto richieste sempre più esigenti e nel più breve tempo possibile. Quindi il tempo di staccare non c’è. E l’individuo diventerà sempre più succube dellla macchina per esaudire le richieste..direi che si i miglioramenti van bene, però se fossero un pò più calibrati da poterli vivere con maggior spazio non sarebbe male. aiuterebbe a ricordar di più. Come un server anche la nostra mente ha uno spazio per ricevere info.no? Saluti..

  9. [9]

    E’ vero, parlare sempre di 2.0 stanca. E pensate che in alcune parti del mondo sono partiti con un paio di anni in anticipo rispetto a noi… :-)

    Una cosa però sta succedendo, soprattutto dove il 2.0 è partito prima: si parla meno di 2.0, se ne fa di più ed in più aree (non solo informatica).

    E sopratutto si parla dei cambiamenti che avvengono non solo nella società ma anche nelle aziende. Come evidenziato nel post i confini tra vita privata e quella lavorativa stanno sfumando, almeno per una certa fetta di utenti, ed a breve potrebbero emergere problemi di “integrazione” tra nativi digitali e non-nativi.

    Basti pensare che molti preferiscono utilizzare la chat per interagire con altri. Pensate a cosa possa succedere quando i 2 approcci di scontreranno!

    Per quanto riguarda innovazioni, nel nostro piccolo stiamo facendo un nuovo tipo di evento proprio per sperimentare nuove forme di progettazione, sviluppo e partecipazione. Si tratta di una 24 ore per realizzare un progetto con figure e competenze eterogenee, fuori dai soliti schemi aziendali.

    Scusate il “momento autopromozionale” :-) ma potrebbe essere visto un piccolo esempio per riflettere sui cambiamenti in corso (ed a venire) ed iniziare a consolidarli.
    http://www.24hrscamp.org

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