Facebook è adatto per il business?
di Elena Farinelli - Lunedì 16 Giugno 2008 alle 10:12
Ogni tanto (si sa) emerge un nuovo sito, un social network, un giocattolino interattivo che ti mette (di nuovo) in contatto con tutti i tuoi amici e conoscenti e ti fa condividere foto, video, pensieri (anche cortissimi come nel caso di Twitter), applicazioni, CV, progetti.
È il bello del Web (2.0). A volte questi siti nascono, stanno silenti per un po’, e poi improvvisamente la tua casella di posta viene bersagliata da inviti a entrare in questa o quella community da tutta la propria rubrica di contatti.
È quello che sta (ri)succedendo con Facebook. I primi sporadici inviti li ho ricevuti mesi e mesi fa, e poi ultimamente si sono moltiplicati.
Devo dedurre che stia diventando un’applicazione usata dalla massa?
Insieme a questo pensiero, mi sorge spontaneo chiedermi, un po’ come avvenne per la grande bolla di “Second Life”, se esiste una seria e professionale possibilità di sfruttare commercialmente un sito come Facebook.
Oppure i suoi utenti vogliono solamente giocare, condividere la propria vita con gli amici?
Gli iscritti a Facebook sono disposti ad accettare invasioni pubblicitarie mentre cercano di riallacciare contatti con amici persi di vista?
Sono in vena di acquisti mentre postano foto, test e “frasine” simpatiche sul reciproco “wall”?
Una cosa è sicura: facebook sta crescendo. O almeno in alcuni Paesi.
Solo nel Regno Unito Facebook conta 10.5 milioni di utenti ATTIVI (ovvero che visitano il sito almeno 2 volte al mese). E relativamente alle immagini contiene 6 miliardi di foto.
Ho voluto provare a fare una campagna pubblicitaria. Nella sezione Ads hanno uno strumento molto ben fatto che permette a priori di calcolare a quante/quali persone mi sto rivolgendo. Ho fatto una query abbastanza generica: “donne, italiane, sopra i 30, single, laureate”.
Totale: 60 persone (da un inizio di 129.520 disponibili).
Forse in Italia le cose sono un po’ diverse, o forse su Facebook c’è una popolazione maschile analfabeta di giovanissimi tutti fidanzati?
Sto ovviamente scherzando, ma è un invito alla riflessione…
Tags: Facebook, second life, social network, web 2.0

Ho provato anch’io con una campagna di ads su Facebook. L’opzione di target è potenzialmente la migliore al mondo (età, sesso, nazione) ma lo specificatore dei “tag” o “interessi” è (o quanto meno era) limitato a quelli in uso dagli utenti, immagino tramite preferenze nel loro profilo. E in effetti i numeri si riducevano a poche decine.
Altre due lacune mica da scherzo:
- niente link di tracciamente, ovvero niente differenziazione tra link di destinazione e link visualizzato
- in Italia il target geografico è (o ripeto era) praticamente impossibile da determinare
Due-tre migliorie qua e là e si potrà INIZIARE a testarlo seriamente, poi potremmo anche dire se effettivamente gli ads di Facebook possano essere interessanti per gli inserzionisti.
Da non sottovalutare poi tutto il canale non specificamente ad-oriented, ad esempio la creazione di pagine di eventi, ottimo per la promozione nell’event management: si invitano persone, le si aggiorna tramite il wall, si postano video, link; tali persone a loro volta invitano altre, ecc.
E’ un esempio blando, ma sui social network, a mio avviso, è questa la differenza: nel partecipare attivamente e “personalmente” alla promozione/discussione.
Altrimenti teniamoci AdSense e compagnia, no?
di Maurizio - 16 Giugno 2008 - 10:59
Ciao Elena,
il tuo post è interessante è punta l’attenzione su un argomento - i Social Networks e più in generale i Social Media - che in Italia, solito fanalino di coda, è molto sottovalutato.
Riguardo Facebook va detto che è un oggetto completamente nuovo per il panorama italiano e solo da poco è stata introdotta la localizzazione in lingua italiana. La localizzazione è un aspetto fondamentale quando si vuole introdurre un servizio in un paese come l’Italia che ha poca dimestichezza con l’inglese.
E poi quale il nostro target? Ad esempio se sono il gestore di un albergo o un ristorante di Roma e voglio attrarre turisti canadesi o inglesi la mia presenza su Facebook è quasi indispensabile perché i numeri viaggiano sui milioni di utenti, come hai giustamente evidenziato nel tuo post.
Inoltre i banner però sono un modo vecchio di fare business che su Facebook funziona fino ad un certo punto. Un uso “intelligente” di Facebook può essere quello di creare fan page o gruppi del proprio brand o prodotto e poi organizzare eventi a tema o feste.
Il metodo degli eventi è interessate dal punto di vista marketing perché riesco a sapere con precisione la redemption: quanti si sono iscritti al gruppo? Quanti hanno risposto all’invito? Quanti verranno?
Infine lavorare solo su Facebook è troppo limitativo. Esiste anche MySpace con 200 milioni di utenti nel mondo, Netlog con 1.5 milioni di italiani. Se il nostro mercato di riferimento è quello latino meglio rivolgersi ad Hi5 se invece preferiamo la Russia conviene guardare a livejournal.
di Roldano De Persio - 16 Giugno 2008 - 11:00
p.s. posto per essere avvisato in caso di repliche, prima scordai, sorry!
di Maurizio - 16 Giugno 2008 - 11:00
scusa i refusi e gli errori ma la fretta è cattiva consigliera :-)
di Roldano De Persio - 16 Giugno 2008 - 11:02
Ciao Maurizio a me risulta che i CTR su Facebook siano un po’ bassini. In giro per la rete c’è il sospetto, fondato sui numeri, che l’attenzione nei confronti dei banner degli utenti Facebook sia ancora più limitatata di quella di utenti di altri “luoghi”.
Facendo un paragone con Google Adwords non c’è storia. Questo fatto mi convince ancora di più a considerare i Social Network un luogo dove è vincente la loyalty,l’advocacy e la brand awareness.
Hai mai provato il servizio dei sondaggi?
di Roldano De Persio - 16 Giugno 2008 - 11:13
Ah guavda (r moscissima), sfondi una porta aperta!
Il dato sui tassi di CTR lo prendo subito come verosimile, per me i banner sui social network ci stanno come i cavoli a merenda: io sono anzitutto fruitore (molto part-time) di Facebook e credo quelli siano i banner più afflitti da banner blindness mai svisti.
No i sondaggi mai provati in effetti.
Domanda: da quando è stata creata la localizzazione in italiano, sono per caso anche state sbriciolate le opzioni di targeting in province o regioni?
Grazie.
di Maurizio - 16 Giugno 2008 - 11:29
a me in italia, almeno tra i giovani(ssimi) sembra molto forte netlog, facebook non lo conosce nessuno.
di Raffaele - 16 Giugno 2008 - 15:12
@Maurizio
>sbriciolate le opzioni di targeting in province o regioni?
Che mi risulti ancora no
@Raffaele e Badoo dove lo metti? :-)
Ma questi specie Badoo sono più visti come chat per rimorchiare.
Io penso che nonostante la potenza di fuoco di MSN, Facebook avrà un futuro roseo anche in Italia. Facebook in tutto il mondo si sta “ingrigendo”, l’età media sale e gli adolescenti scappano su Bebo appena comprato da AOL.
Sospetto inoltre che Facebook anche qui funzioni molto tra le classi elevate mentre MySpace funziona di più tra le classi meno agiate.
Questo potrebbe spiegare in piccola parte i numeri piccoli.
Lo stesso sospetto l’ha avuto a suo tempo Danah Boyd
http://www.guardian.co.uk/worl.....6/usa.news
di Roldano De Persio - 16 Giugno 2008 - 17:10
Avete centrato il punto.
Questi strumenti funzionano bene se si crea un evento, se ne cura il pre, il durante e il dopo. se si invitano le persone, si crea gruppo. insomma come dice il loro nome si è “social”.
se io entro, faccio 1 inserzione pubblicitaria ed esco, non penso la cosa porti chissà quali risultati.
se invece dedico tempo a creare un gruppo di appassionati (al mio brand, all’evento o a un argomento) e poi li attiro da qualche parte, ecco che la cosa puo’ funzionare.
insomma per vincere devi giocare senza le loro regole.
per il target, mi pare che myspace sia più popolare fra i giovanissimi, mentre facebook sia interessante per i 30something (che di fronte al caos visivo di myspace vanno in tilt eh eh).
cmq sono tutte piattaforme i cui ritorni sono ancora duri da quantificare.
ciò non toglie che per certe realtà sia OBBLIGATORIO esserci.
di nelli - 16 Giugno 2008 - 17:52
direi che associare linkedin con facebook non sarebbe male
ma faccio i miei compliemnti alle risposte di del persio
di Patrizia Filippetti - 14 Luglio 2008 - 12:30
ciao ragazzi.
Come sfruttereste Facebook per promuovere un’assicurazione sulla vita? Ovviamente senza pagare per la pubblicita’!
Si può creare, secondo voi, su Facebook un profilo di un’azienda, anzichè di una persona, e cercare e contattare clienti potenziali e non ? o è reato ?
di fabrizio - 02 Gennaio 2009 - 11:47