Aggressione a Berlusconi e social network: Maroni punta alla censura
di Giuseppe Cutrone - Martedì 15 Dicembre 2009 alle 12:01
Non si fermano le polemiche dopo l’aggressione di domenica scorsa al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi avvenuta alla fine di un comizio tenuto a Piazza del Duomo a Milano e che potrete vedere in un video esclusivo di Telelombardia allegato in fondo al post.
Fin dalle ore immediatamente successive al gesto compiuto da Massimo Tartaglia, le critiche hanno assunto due diverse direzioni: una prima, puramente legata all’aspro dibattito politico che ha visto in queste settimane salire notevolmente i toni, cui ha fatto seguito, quasi immediatamente, una seconda polemica che ha visto protagonisti diversi esponenti del Governo prodigarsi in attacchi verso i social network e Facebook in particolare, “colpevoli”, a loro dire, di essere diventati la cassa di risonanza di gruppi di “criminali politici” inneggianti alla violenza fisica contro il capo del governo.
Così, l’attenzione si è spostata dalla necessità di calmare il clima politico richiesta un po’ da tutti nelle prime ore post-aggressione, alla necessità di censurare alcuni siti e di far chiudere i gruppi in questione. Come spiega il titolare del Ministero dell’Interno, Roberto Maroni:
Stiamo valutando iniziative anche legislative per oscurare i siti che diffondono messaggi di vera e propria istigazione a delinquere.
L’accusa, grave, sarebbe quindi di vera e propria “istigazione a delinquere“. Una posizione che accomuna più o meno tutti gli esponenti della maggioranza e che si è trasformata, nei titoli di alcuni TG e giornali, in una specie di “campagna contro Internet” in generale, come spesso capita quando si scambia l’azione limitata di un gruppo di utenti con la platea dell’intero popolo della Rete.
Si riapre così la polemica contro Internet e la sua presunta “anarchia”, cosa di cui non si sentiva certo il bisogno. Certo, non si può non essere d’accordo con chi dice che le regole del vivere civile debbano valere sul Web come valgono nella vita “reale”, ma come nella vita reale viene distinta l’azione di gruppi isolati la stessa cosa dovrebbe avvenire quando si parla di Internet e di siti Web, ambito in cui invece, purtroppo, si tende sempre a generalizzare.
Oscurare un intero sito perché qualcuno scrive messaggi d’odio sembra un po’ esagerato, farlo sarebbe come chiudere al pubblico una piazza solo perché qualcuno dei passanti si è permesso di gridare ad alta voce slogan inneggianti alla violenza: sarebbe questo un modo efficace nel cercare di aiutare la crescita di una cultura del rispetto per chi la pensa diversamente?
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io credo che stiano solo tentando di rispolverare a la vecchia legge contro internet, che aveva suscitato scalpore verso tutti gli utenti,
con la creazione di un “goldenwall” stile cinese.
maroni sta prendendo solo la portesta della madoninnina lanciata da una persona “squilibrata(ed in cura da anni)”
per camuffare, le lacune della sicurezza.
quindi, lasciassero in pace la rete, e vedessero di ridare i fondi ai servizi d’ordine, e asseganare ai politici una scorta vera, e non una pagata da loro, che deve obbedirli…
di graffithouse - 15 Dicembre 2009 - 12:39
La libertà individuale finisce ove inizia quella altrui. Una società moderna, democratica, pluralista e liberale deve garantire sia l’incolumità dei propri cittadini, a maggior ragione se titolari del potere esecutivo, sia il dibattito pubblico caratterizzato dall’uso critico e costruttivo della ragione. Le due cose sono legate e non possono essere divise perchè costituiscono i principi inderogabili e fondamenti della nostra democrazia.
di Demofilo - 15 Dicembre 2009 - 15:49
La censura non è una risposta alle intimidazioni. Al contrario, significherebbe alimentare ancora di più il fuoco politico, accesosi in questi giorni.
Non è ciò che bisogna fare, la moderazione dev’essere sempre la strada da seguire, perchè è l’unica che può portare calma, serenità e, quindi, riforme per il Paese. Noi cittadini stiamo aspettando questo, e l’unico partito che,in questo momento, sta rispondendo in questo modo, è l’UDC, per fortuna. Con la nostra moderazione possiamo far sì che si plachi quest’inferno di accuse e menzogne.
Marta
di Marta Romano - 15 Dicembre 2009 - 17:48
Ritengo che la libertà di informazione sia tra i miei diritti fondamentali, e che qualsiasi forma di limitazione, preclusione, divieto, o filtro informativo applicato da terzi a mia insaputa sia da combattere. Fino ad oggi la censura su internet ha riguardato principalmente la Cina e pochi altri paesi con regimi autoritari, ma sono molti i paesi democratici, Italia compresa, che tramite i fornitori di accesso internet (ISP), già censurano determinati siti internet con differenti modalità di intervento.
La proposta odierna del Ministro Maroni porterebbe a conseguenze di eccessiva gravità: oscurare un intero sito perché qualcuno scrive messaggi d’odio sembra troppo esagerato, farlo sarebbe come chiudere al pubblico una biblioteca solo perché qualche avventore si è permesso di gridare ad alta voce.
Nel nostro Paese, dovremmo piuttosto trovare un modo più efficace per aiutare la crescita di una cultura del rispetto per chi la pensa diversamente. Voltaire diceva: «non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perchè tu possa esprimere le tue idee». Evidentemente dopo trecento anni, qualcosa è cambiato… In peggio.
di Giancarlo C - 15 Dicembre 2009 - 18:06
La censura non è la risposta giusta a tutti gruppi violenti che esistono nel web, Casini è l’unico che da questa triste vicenda non ha fatto propaganda politica per il proprio tornaconto personale, accusare i propri avversari polititi di questo clima d’odio, non fa altro che rafforzarlo.
di Jacques de Molay - 15 Dicembre 2009 - 20:21
Oscurare siti web? Non penso sia la soluzione migliore. Certo, è vero che internet, social network, giornali, tv, videogiochi e chi più ne ha più ne metta, hanno una buona fetta di responsabilità nell’influenzare l’ideologia, diffondere messaggi che fanno tutt’altro che educare le persone (compresi bambini e adolescenti). In certi casi si ha la vera e propria istigazione alla violenza. Se iniziassimo, però, ad oscurare via via ogni sito o spazio che contenga contenuti compromettenti, non so se rimarrebbe molto. Ma, soprattutto, chi è che decide in modo obiettivo senza influenze politiche, religiose, culturali ciò che bisogna togliere dagli occhi di tutti e cosa bisogna lasciare?… inoltre questi organi di scambio e di informazione aiutano anche a sapere cosa la gente comune pensa, ed è un bene anche sapere cosa pensa di “male”… non per controllare ma per sapere, conoscere i pensieri di persone da ogni parte d’Italia, di ogni mestiere, di ogni partito ecc., in un certo modo per essere preparati e paradossalmente anche avvisati su potenziali atti violenti futuri, se la situazione peggiora. Se ora oscuriamo ciò che non ci va a genio come facciamo a sapere quanta parte della popolazione è mossa da tali idee?
di Chiara Cudini - 15 Dicembre 2009 - 21:52
internet è un campo minato. sarebbe sbagliato vietare l’espressione delle proprie parole sul web. la censura è un errore e il governo farebbe male a proporre decreti leggi contro la libertà di parola sulla rete. così dimostra solo sudditanza alla logica aggressiva e denigratoria di di pietro. alzare muri e scavare fossati dimostra debolezza dello stato. le leggi ci sono, bisogna applicarle a tutti i possibili reati, la polizia postale arriva ovunque, e se riscontra reati deve denunciarli all’autorità competente. tutto qui, ognuno dovrà rispondere delle proprie opinioni e parole. casini ha dimostrato serietà e pacatezza…rispetto agli altri che si sono azzuffati, accusandosi l’un l’altro di essere stato il primo ad avere iniziato.
di antonio dmt - 15 Dicembre 2009 - 23:38
chi non e’in grado di garantire la sicurezza,vada a vendere la frutta
di rosati enrico - 16 Dicembre 2009 - 01:25
Nel nostro paese si ricorre molto spesso al mezzo della censura invece di cercare il confronto aperto e civile. La rete è il mezzo più democratico che abbiamo a disposizione. Nella democrazia esistono anche forze anti democratiche che soltanto una democrazia fortissima e costruita su piloni ben forti potrà tenere a bada senza ricorrere se stessa a mezzi anti-democratici.
di Massimo - 16 Dicembre 2009 - 09:00
certo non è nemmeno dire bravo a tartaglia e tutti quei slogan di cattivogusto che si sentono dire,e scrivere verso il presidente del consiglio è vero lacensura non ferma l’intimidazine macome avessero fatto in qualche altro paese avrebbero preso la cosa piu’seriamente.roberto
di roberto - 16 Dicembre 2009 - 10:06
certo che l’ignoranza fuori dalla rete nei confronti della rete…è enorme
pure in cina chi sà, esce dove vuole.
di Shidulab - 16 Dicembre 2009 - 18:47