Cloverfield: va in scena il viral marketing

Il modo migliore per parlare di viral marketing è osservare case history ed esempi concreti. E se lo vogliamo vedere applicato al cinema, Cloverfield fa proprio al caso nostro.

Il film (in uscita il 18 Gennaio negli Stati Uniti, il 1 Febbraio in Italia) è anticipato da una campagna virale molto intensa e stuzzicante. Il creatore è JJ Abrams, padre di Alias e Lost, due serial in cui il mistero è palpabile in ogni istante.

Ma torniamo a Cloverfield. Già il trailer stimola domande e interrogativi: date un’occhiata al video qui sotto.

Il non visto stimola molto di più di quanto si riesce a vedere: e questa è una prima regola da tenere ben presente. C’è un mostro ma non si capisce se esiste davvero, cos’è, chi sia. Son bastati però questi pochi minuti di immagini per far partire una tam tam planetario tra voci, smentite, opinioni e risposte. Tutti cercano di capire, tutti lanciano la propria interpretazione: la bomba virale è innescata.

Cloverfield però non si ferma qui. Alcune settimane fa vengono distribuiti in Rete altri video correlati, eccone uno in versione italiana:

Una piattaforma petrolifera che affonda nell’Oceano: una notizia data in perfetto e credibile stile giornalistico. Ma chi ha mai sentito nominare questa società, la Tagruato? Una ricerca su Google ed ecco il risultato: sembra essere una società giapponese vera a tutti gli effetti. Ma se controllate meglio i risultati, scoprite subito che è collegata a Cloverfield.

Crea finzioni che sembrano reali in tutto per tutto: un altro appunto da segnare sul nostro taccuino virale.

Cloverfield, Tagruato,.. ma la catena di connessioni non finisce qui: c’è un altro nome altrettanto misterioso, Slusho. Una bevanda che compare - senza senso (apparente) - in tutte le produzioni di JJ Abrams: perchè? Guardate lo spot.

Ovviamente noi non abbiamo le risposte: e l’incapacità di dare un senso al tutto è l’ultimo consiglio che possiamo trarre da questa interessante campagna viral.

Non ci resta che aspettare al cinema, che ne dite? La campagna virale ha fatto il suo effetto?

Commenti

  1. [1]

    Io impazzisco per questo tipo di marketing.
    …in realtà impazzisco per il marketing “in generale”.

    Comunque complimenti all’agenzia che si è occupata di curare il marketing di Cloverfield e compagni.

  2. [2]

    Buongiorno a tutti,

    è sicuramente un ottimo risultato quello raggiunto da Cloverfield.

    Ora anch’io sto cercando qualche bella idea viral da provare per il mio genitronsviluppo.com e devo dire che non è così facile da studiare un progetto viral come può esserlo per molti settori o case.

    Buona giornata e buon lavoro a tutti!

    Daniel - GenitronSviluppo.com

  3. [3]

    decisamente, creare una bella idea viral non è così semplice come si pensi.

    ma tentar non nuoce :-)

  4. [4]

    Allora qualche idea per Daniel:perchè non qualche idea di buzz dove per le zone che ti interessano disseminare un prodotto ecologico (con i tuoi riferimenti)che riconduca alla tua azienda. Oppure reciclare e migliore una idea di Google (per l’ecologia ha organizzazato in maniera viral una raccolta rifiuti con gruppi da 5 a 10 persone, quindi ha unito utilità e social)tu lo potresti dare con la costruzione di una casa per i senza tetto o per qualche istituzione che ne ha bisogno (case di accoglienza)con il reciclaggio dei materiali.Veicolando l’iniziativa nei blog,con newsletter, etc.

  5. [5]

    Ottima tecnica per sfruttura i media morderni.

    Mi ricordo che agli albori di internet qualcosa di simile lo fecero i produttori di “The Blair Whitch Project”.
    Misero in piedi un sito in cui veniva anticipata la storia che si sarebbe svolta nel film.
    I video con le interviste allo sceriffo che spiegava a che punto erano le immagini e agli amici.
    Vi assicuro che all’epoca, fine anni ‘90 mi pare, vista la non diffusione di queste campagne, molte persone credettero che i ragazzi fossero davvero scomparsi in un bosco, che il tutto fosse un evento realmente accaduto…

    Era stato un bell’esempio precursore delle tecniche di viral odierne. Magari ancora nessun lo chiamava viral marketing ;)

  6. [6]

    @Grazie Active! Davvero ottime idee!

    Soprattutto quella che riguarda le case ai senza tetto. In passato mi sono occupato molto del problema con un grosso movimento che ha fatto in quell’ambito davvero scuola!

    Per ora vorrei proseguire ancora qualche step, successivamente e al giusto momento si partirà con un buon progetto viral!

    Intanto buon lavoro a tutti!

    Daniel - GenitronSviluppo.com

  7. [7]

    hai ragione Davide e infatti molti paragonano Cloverfield a Blair Witch.
    Viene da chiedersi cosa sarebbe successo all’epoca con YouTube e i blog..

  8. [8]

    ciao a tutti!qualcuno saprebbe dirmi il nome dell’agenzia che ha ideato la campagna di marketing per Cloverfield!?
    Grazie

  9. [9]

    Sto cercando qualche credits ma sembrano avvolti nel mistero: c’è la possibilità che l’intera campagna virale di Cloverfield sia opera di JJ Abrams e la sua squadra.
    Qualcosa di simile avevano già fatto con Lost Experience.
    Comunque se qualcuno trova informazioni maggiori ci faccia sapere.

  10. [10]

    PS: l’uscita nelle sale Usa ha decretato un successo da record per Cloverfield.
    Il viral ha radicalmente colpito nel segno.
    Vedremo in Italia: si accettano scommesse.

  11. [11]

    Molto interessante questo post anche se purtroppo non mi è stato utile.
    In effetti sto cercando idee per dare visibilità al libro che ho scritto e naturalmente al contrario di aziende e prodotti il mio budget è paticamente nullo.
    Idee?

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