Democrazia Digitale: successo o fallimento?
di Stefano Besana - Martedì 14 Ottobre 2008 alle 11:14
Come promesso, abbiamo assistito al convegno tenutosi in Bicocca, e (sempre come annunciato) proponiamo ai nostri lettori un breve sunto di quanto accaduto.
L’evento si è aperto (in ritardo) con il Keynote di Derrick de Kerckhove.
Intervento, complesso, macchinoso, difficile da seguire (complice anche una pessima traduzione delle slide), ma che ha messo comunque a fuoco alcuni interessanti punti, come i pilastri della e-democracy:
- Simmetria;
- Accesso;
- Responsabilità;
- Partecipazione.
Interessante anche la riflessione che pone in evidenza come il 2.0 abbia ripercussioni sulla nostra realtà quotidiana: Obama senza questi strumenti non sarebbe dove è adesso.
L’intervento di Pier Cesare Rivoltella, invece, lo trovate sul suo blog, più che un vero e proprio intervento è stato un insistere su tre questioni fondamentali:
- Che cos’é la democrazia digitale, o meglio la democrazia potenziata?;
- Esiste realmente?;
- Che effetti ha (posto che li abbia) sulla nostra realtà quotidiana?.
Come abbiamo scritto in passato: parlare di digitale o di virtuale come modo separato dal reale non ha molto senso nelle realtà quotidiana che stiamo vivendo.
Molto, molto interessante l’intervento di Frieda Brioschi su Wikipedia e la “Wikimedia Foundation”, che mi permette di lanciare una questione: è davvero così importante che qualcuno garantisca le informazioni che circolano? O meglio: è vero che su Wikipedia non ci sono garanzie su determinate informazioni, ma dove ce ne sono?
È una questione interessante che ci permette di tornare sulla questione dello iato (inesistente?) tra reale e virtuale, tra digitale e non.
È stato invece censurato (dalla “motosega” di Nicoletti) l’intervento di Robin Good: una “policy” non del tutto democratica. E se qualcuno si chiedesse se la rete sia davvero democratica o meno, segnalo l’intervento di Good al completo, senza censure di sorta.
Escludendo il mio parere personale sulla questione in sé e sulle figure coinvolte, credo che l’ultima parte dell’intervento di Good fosse meritevole si segnalazione proprio perché insiste su alcuni temi assolutamente fondamentali.
Lo stesso Gianluca Nicoletti, è stato protagonista di un intervento dai toni accesi e marcati, volutamente polemici e forse proprio fini a loro stessi.
Un peccato, poi, che sia stato dato così poco tempo per discutere e così poco spazio al pubblico: è vero il tempo non è stato molto, ma sicuramente sarebbero potute venir fuori cose interessanti.
In conclusione?
Una buona occasione che poteva essere sfruttata decisamente meglio: a mio modo di vedere né per incompetenze particolari né per strani fraintendimenti, ma per una mancanza di consapevolezza che caratterizza lo stato delle cose nel nostro paese in materia.
Quello che è mancato, e che manca (a mio avviso) è un terreno fertile sul quale gettare i semi del futuro.
Si poteva utilizzare questo congresso per un’ottima base di partenza, per stimolare discussioni e problematiche: non è stato fatto “off-line”, possiamo sempre farlo noi qui, sfruttando quanto offerto dalla rete.
Speriamo che in futuro le cose possano migliorare, certo è che un po’ di amarezza rimane.
Tags: bicocca, convegno 2.0, democrazia, democrazia digitale

Non difendo il mio intervento,anche perchè non vedo altri fini per quello che dico se non il fatto di poterlo dire, poi la polemica se non fosse voluta sarebbe un errore di comunicazione. Il mio parere invece è che sia stato un convegno molto aperto, almmeno rispetto a ciò che normalmente accade nelle Università. Lo streaming live e il web casting continuo che abbiamo fatto verso facebook non mi pare che siano attività presenti in un convegno così di frequente. Dalla rete le persone intervenivano a tempo reale e i loro interventi sono stati sintetizzati e resi visibili alla platea. In ogni caso l’ aspetto sperimentale e performativo mi è sembrato un notevole segno di vitalità. Il pubblico in aula ha parlato mi sembra ampiamente, in quanto alla “censura” con la motosega me ne prendo ogni responsabilità. Trovo che chi espone trionfalmente pure banalità, senza nemmeno essere divertente, debba avere la consapevolezza che una motosega possa rendere giustizia a chi lo ascolta.
di gianluca nicoletti - 15 Ottobre 2008 - 13:12
Senza dubbio una motosega può essere uno strumento adeguate in certe condizioni, quello che che e’ certo è che non può essere democratica.
Come non possono nemmeno essere democratici i convegni: come è giusto che sia - nessuno mette in discussioni le fondamenta accademiche - proprio perché c’è qualcuno che decide, che modera, che sceglie, che dirige, che organizza, censura e coordina.
A mio avviso si sono messe molte cose in gioco, ma si poteva fare molto meglio: è vero qualcosa si è mosso, ma a mio avviso - forse sono troppo critico, lo riconosco - si poteva ottenere qualcosa in più da questa - peraltro bellissima - occasione.
Non resta che fare tesoro di tutto questo e investire nei prossimi eventi.
Ringrazio Nicoletti per la risposta e per il contraddittorio.
di Stefano Besana - 15 Ottobre 2008 - 14:53
Rispondo a Nicoletti sulla questione “motosega” spostando per un attimo l’attenzione non sul video di Robin Good bensì sul keynote del professor de Kerckhove. Per descrivere il keynote di de Kerckhove mi sento di avvalorare ogni singolo aggettivo usato da Stefano Besana: complesso, macchinoso, difficile da seguire, a cui mi permetto anche di aggiungere superficiale ed eccessivamente lungo.
Perché allora, mi chiedo, non si è deciso anche in quel caso di “rendere giustizia a chi ascoltava”"? Nicoletti afferma di aver monitorato Facebook in tempo reale, al fine di sondare il parere di chi seguiva da casa. Strano allora che non si sia accorta delle persone che manifestavano il proprio dissenso per la lunghezza eccessiva di quel keynote. Perché, mi chiedo, la motosega è partita dopo 4 minuti del video di un blogger non presente in aula e non si è invece mai sentita nell’arco della mezzora abbondante concessa al professor de Kerckhove? Aggiungiamo anche che il prof de Kerckhove era l’ospite più atteso del panel…
Certo qui la questione si sposta sui pareri e giudizi personali, magari Nicoletti ha reputato il keynote di de Kerckhove estremamente meritevole, ma mi viene da pensare che utilizzare la motosega nei confronti di un blogger assente sia molto più facile che utilizzarla nei confronti di un affermato guru internazionale.
Per il resto, al di là di qualche errore organizzativo, il mio più grande rammarico rimane proprio quello di non aver garantito al video di Robin Good il diritto di essere visionato per intero, al di là dei contenuti del video stesso. Che ciò accadesse era suo diritto e mio dovere.
di Stefano - 15 Ottobre 2008 - 18:10
Ero presente in sala e ho sentito diversi commenti. Il convegno a mio parere è stato in linea con altri, non è che ci sia da strapparsi le vesti per la qualità degli interventi, ma ci sono stati tanti piccoli buoni spunti.
Ho trovato molto interessanti Rivoltella e Rossetti, un po’ deludenti De Kerchove e la Brioschi di Wimedia (la storia di wikipedia ormai la sappiamo.. speravo in qualcosa di più).
Sono decisamente d’accordo con Stefano sul comportamento di Nicoletti: caro Gianluca, vedo che te ne assumi la responsabilità, ma diciamolo: hai fatto una cazzata di prima categoria, volevi fare la primadonna? beh.. sei risultato solo una persona molto scortese… se non disgustosa, e questo era il pensiero di molti intorno a me..
Mi spiace, ma da domani non ascolterò più Melog con la stessa fantasia di ogni giorno, ora so di che pasta sei fatto…
Infine… che altro dire.. bellissima l’aula Magna della Bicocca e buona anche la regia (e… la musica nelle pause, che idea!). C’è solo stato un problema sulle slide di De Kerchove, ma per il resto ha funzionato tutto bene, diamone atto visti i soliti disastri tecnici che si vedono in giro…
di Luca Gargiulo - 15 Ottobre 2008 - 19:34
Come sempre i toni diplomatici di Stefano sono apprezzati, anche se in questo caso mi permetterei di premere in modo leggermente meno politicaly correct.
De Kerchove é stato sicuramente un personaggio chiave nello studio delle nuove tecnologie, diciamo, per essere ancora buoni, che ha perso totalmente l’orientamento. Ha parlato di modelli di e-government applicati in Canada ad un pubblico italiano che é sul bordo del digital divide. Probabilmente l’unico momento in cui ha dato l’impressione di tornare sul pianeta terra é stato quando ha parlato del ruolo della rete nella campagna di Obama. Per poi ripartire con il gioco dello scambio dei seggi on-line che si svolge in Canada (spero di aver capito male io quel pezzo altrimenti c’é qualcosa di preoccupante nel tutto.).
Interessante il tentativo di spostarsi dalla conferenza classica con il coinvolgimento della rete tramite facebook, la presenza di Blogger, del rappresentate di Google e di Wikimedia - Wikipedia, certo certo tutto molto bello: l’intervento di Robin Good era da oratorio (ringrazio Nicoletti per la motosega), c’era un altro blogger che é passato totalmente inosservato anche se era parlava dal podio (nessuno si é perso nulla): et voilà ci siamo liberati dei Blogger, Nicoletti ha fatto un intervento interessante anche se - non per colpa sua - un po’ fuori tempo (credo che se avesse paralto dopo un paio di relatori vi sarebbe creato un dibattito molto più animato, data la nota abilità di buttare benzina sul fuoco).
E chi ci rimane? A si l’intervento del rappresentate di Google che…. … che si é ritrovato a dover spiegare a un partecipante come mai c’é della pubblicità nella pagina di gmail… L’intervento di Frieda della Wikipedia foundation molto interessante certo, ma come dire, sei venuta a un convegno sulla democrazia digitale per dirci che wikipedia non é un esperimento di democrazia, spiegazione magistrale, ma credo che andava bene anche un post su facebook.
C’é Mantellini che fa un intervento sensato, aderente all’argomento della conferenza, nulla da dire.
E rimangono gli accademici che espongo alcune riflessioni sull’argomento, riflessioni che si possono condividere o meno, ma indipendentemente si ritorna alla classica conferenza.
Anch’io sono dell’opinione che il tutto si poteva organizzare e gestire meglio.
Una nota di demerito particolare a mio modo di vedere va al moderatore Ferri. Sopratutto per le battutacce finali alla collega sconosciuta (giusto per ricordare EMANUELA), e il video della stessa inserito totalmente a caso.
di Lorenzo Romeo - 15 Ottobre 2008 - 23:30
Ringrazio Lorenzo e fatico a non essere d’accordo con tutto quello che dice.
Non ho voluto - in questa sede - calcare troppo la mano sull’intervento di De Kerchove, proprio perché rispetto la sua figura di professionista e grande pensatore.
Sarebbe fare un torto alla verità, però, dire che il suo intervento, nella sede del convegno sia stato calzante e ben organizzato (dal punto di vista sia logico/concettuale sia proprio tecnico/visuale): chi c’era sa perfettamente di cosa sto parlando.
di Stefano Besana - 15 Ottobre 2008 - 23:46
Anch’io sono rimasto deluso, ma dai bloggher più che dalla conferenza, che hanno, ancora una volta, dimostrato che al di fuori dei loro piccoli giri non sanno porsi come interlocutori credibili: quando hanno cercato di coinvolgerli si sono ritirati (tranne poi, come Mantellini, dire sui loro blog che avrebbe potuto fargliela vedere ai conferenzieri, ma sono stati così buoni da non farlo - forse costoro sono convinti che le conversazioni siano possibili dentro la blogsfera). Il rappresentate di Google, per fare un esempio contrario, invece ha sempre risposto senza mai tirarti indietro quando qualcuno l’ha chiamato in causa.
di AlbertoR - 16 Ottobre 2008 - 08:00
rimasto deluso nel suo complesso. il primo intervento di De Kerchove è stato il segnale premonitore di una mattinata che, a mio ovviamente personale giudizio, ha regalato pochi spunti significativi alla platea. De Kerchove…non ho capito se ha sbagliato convegno lui o se ha sbagliato l’organizzazione ad invitarlo, sta di fatto che il suo disarticolato contributo non passerà alla storia.
altra questione che mi sono posto: interventi scontati come quello fatto dalla gentile rappresentante di Wiki a che servono? mi aspettavo da lei qualche spunto diverso sul concetto di democrazia digitale che non è arrivato
“wiki vuol essere solo una enciclopedia” ok, lo sapevamo che è una enciclopedia, grazie
blogger in difficoltà a parlare davanti ad una platea, meglio lasciarli dietro ad un monitor allora
contributo del moderatore nullo
infine Nicoletti, o non invitatelo o non criticatelo. non posso dire di conoscerlo di persona, gli ho stretto con piacere la mano per la prima volta al convegno, ma di sicuro lo conosco come conduttore radiofonico giornalista e scrittore. lui è così, c’era da aspettarselo, a me la cosa ha anche divertito, ci stava nel gioco delle parti di un convegno che a suo modo voleva differenziarsi dai convegni tradizionali
nonostante sia stato critico, ci sarò anche la DigitalKids, l’argomento mi interessa, speriamo in bene
cordialità
giuliano/Emil Sinclair su facebook
di GiulianoS - 16 Ottobre 2008 - 16:10
Signori vi devo dare una notizia che forse vi farà male, la motosega non è democratica…Quanto a me, mentre parlava De Kerchove ero intento a postare su Facebook il mio filmatino che immortalava il problema tecnico della presentazione che non partiva. Non spremetevi troppo le meningi su quello che sarebbe potuto essere o non essere…ormai quel convegno è passato da anni luce (una settimana è una vita!!!!) Anche tutto ciò che è stato detto va sovrascritto, anche quello che avete scritto qui, anche quello che sto scrivendo or………………..
di Gianluca Nicoletti - 16 Ottobre 2008 - 17:31