Facebook, My Space, Orkut, Msn… il moltiplicarsi dei network e degli account porta una certa
confusione nella vita degli utenti alle prese con varie password e nomi utente da ricordare. Così Power.com, un’azienda di Rio de Janeiro ha avuto l’idea di provare a unificare sul suo sito l’accesso a tutte le principali reti sociali. Con un solo account, poter dialogare e tenere sotto controllo tutti i propri contatti sparsi sui vari network. Peccato che non tutti l’abbiano presa bene.
Come Facebook per esempio, che ha già in campo un’iniziativa per certi versi simile, Facebook Connect.
Dopo aver cercato un accordo con Power.com, Zuckerberg e soci hanno deciso di far causa ai brasiliani, accusandoli in pratica di “furto” di utenti. In attesa che il tribunale si pronunci, Power.com ha risolto per il momento la cosa escludendo Facebook dall’elenco dei siti supportati (che adesso sono: MySpace, Orkut, Hi5, YouTube, Flogão, MSN, Google). Ma comunque vada, c’è da scommettere che non finisca qui, perché oramai le nostre identità digitali non sono più del tutto nostre, ma sono merce appetitosa nel piatto di chi di “profili” ci vive. Ogni network, piccolo o grande e anche altre compagnie (pensiamo a Google Friend Connect) vorrebbe essere il solo a gestire il nostro comportamento online.

Io tutte le mie identità sui vari social network non le drei mai in mano ad un unico gestore, perdipiù uno sconosciuto brasiliano che grazie a questa unificazione può accedere/correlare le mie info su tutti i social network.
di Marco - 14 aprile 2009 - 14:13
Ciao Marco, sono d’accordo con te. Però non è solo Power.com che spinge per l’unificazione dei dati. In futuro, forse, con unico login e un’unica password potrai usufruirei di tantissimi servizi. A quel punto, però, proteggere questi dati identificativi diventa vitale.
di Federico Guerrini - 14 aprile 2009 - 14:27
Del resto c’è pure lo standard (teorico, per via della privacy) di OpenId attraverso cui ti iscrivi presso un sito e entri in tutti gli altri siti che seguono quello standard.
Per quanto ne so io, OpenID non ha molto successo perchè pure il suo gestore o i suoi gestori non danno garanzie sufficienti sul rispetto della privacy per cui il problema rimane e la sua soluzione, al momento, non s’intravvede.
di Ratamusa - 15 aprile 2009 - 09:34
Il problema è appunto la “terzietà” super partes di chi deve certificare l’identità digitale di un navigatore.
Personalmente credo che si arriverà a una sorta di ‘carta dell’identità elettronica’ rilasciata da uno Stato o da un’organismo internazionale come l’Ue. Certo, sarebbe la fine della rete come spazio anonimo dove tenere comportamente più liberi che nella vita reale, ma in questo modo le responsabilità degli atti sarebbero più facilmente riconducibili.
di Federico Guerrini - 15 aprile 2009 - 12:13
Sicuramente. Data l’aria che tira in Italia con certe proposte,
il mio timore è che le responsabilità potrebbero venire attribuite pure a chi non ne sa nulla e fare in modo che la libertà d’informazione venga ridotta. Non sarebbe la prima volta che qualcuno ci prova:
1.-i blogger spacciati per giornalisti e la marcia indietro governativa dopo la rivolta della rete.
2.-La censura governativa della rete mascherata da tutela ma asservita a tutela di questo o quel potentato.
Peggio che in alcuni paesi arabi, l’Iran, la Cina o altri dello steso genere.
3.-La tutela dei diritti d’autore che vengono destinati prevalentemente alle Major, alla Siae o ad altre entità simili e in percentuali risibili agli autori…..
Non resta che sperare in bene e augurarci che lo spirito della rete venga conservato.
di Ratamusa - 15 aprile 2009 - 15:44
avere un unico nickNAME e un unica password mAGARI…
di beatrice - 29 dicembre 2010 - 19:26