Da Net a Web, da WWW a GGG. Ecco il “terzo livello” di Berners Lee

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Come indicato in un precedente post, Tim Berners-Lee ha recentemente parlato dell’evoluzione che sta attraversando il Web: da sistema orientato alla pubblicazione di documenti (il WWW), sta sempre più configurandosi come mezzo con cui i navigatori gestiscono il proprio mondo di relazioni (il GGG, Global Giant Graph).

Il concetto chiave per capire in cosa consista questo diverso approccio consiste nella spiegazione, data dallo stesso padre del Web, dell’esistenza di un “terzo livello” di utilizzo della rete. Il primo livello è quello della rete fisica, chiamata Net. Con Net si intende l’infrastruttura tecnologica e fisica che permette ai computer di scambiare informazioni. Internet, da questo punto di vista, ne è la massima rappresentazione in quanto con i protocolli e le reti fisiche già esistenti permette di collegare con la massima flessibilità computer di tutto il mondo a seconda delle necessità.

Il secondo livello è il vero e proprio Web così come lo abbiamo conosciuto negli ultimi anni, ovvero quel sistema che, sfruttando la possibilità dei computer di interconnettersi (il primo livello), permette ai documenti di essere collegati, ricercati, raggiunti, fruibili e accessibili.

Il terzo livello è, secondo Berners-Lee, quello che consente di gestire le relazioni sociali tra persone in maniera analoga a quanto accade oggi con i documenti. I rapporti di amicizia, lavoro, sentimentali e parentela, che vengono già oggi resi evidenti con i social network, dovrebbero con questo nuovo livello evolutivo essere gestibili e indipendenti dal social network in cui si trovano, esattamente come accade per un post di un blog o un documento elettronico.

Accennando al discorso di “portabilità del social network”, Berners-Lee reclama la necessità di modificare il Web in modo che le relazioni e il network personale possa essere gestito indipendentemente dai singoli siti degli svariati social network. Un po’ come un file una volta generato può essere pubblicato in diversi blog e siti, anche le relazioni diventerebbero “oggetti” gestibili indipendentemente dal sistema con cui sono stati generati (tipicamente il social network).

Per ritornare a temi già affrontati in questo blog, il terzo livello, che vista la stretta relazione con il Web semantico è da molti considerata la teorizzazione del Web 3.0, potrebbe dare risposte concrete a problemi quali la crisi delle identità digitali e la gestione della reputazione, rendendo molto meno “faticosa” la propria presenza in rete.

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Commenti

  1. [1]

    La tecnologia modifica le relazioni
    La crescente rapidità di accesso alle informazioni tramite il Web modifica il modo di pensare e soprattutto di relazionarsi con gli altri.

    Il modo di pensare e lo stile cognitivo che utilizzavamo una volta ora non vanno più bene, sono troppo lenti e inefficaci.
    Dobbiamo sviluppare capacità di saper operare rapide valutazioni e selezioni delle informazioni, una mutazione dell’io verso un Io Digitale.

    Nel web dominando la transizione, la complessità, il passaggio; niente è duraturo, molte informazioni valgono appena poche ore, al massimo un giorno,la mente si deve addattare trasformandosi.

    Si vivono così mutevoli forme di coscienza, digitIO proteiforme, flessibile, capace di adattarsi continuamente alle nuove circostanze, trasformandosi in forme di mimetismi buoni per l’occasione.

    Creare relazioni e network di relazioni, anche con l’aiuto delle nuove tecnologie, ecco la nuova sfida nel mondo GGG.

  2. [2]

    Grazie per l’autorevole contributo! Speriamo di avere presto altri tuoi commenti, come vedi gli arogmenti interessanti non mancano :-)

  3. [3]

    Beh concettualizzare il terzo livello ha il fascino di quel che sara’, non vi e’ dubbio, pero’ vedo ancora un po’ tutto fumoso. Non so ancora se mi diverte o preoccupa pensare che un giorno non molto lontano virtuale e reale saranno molto piu’ vicini di quanto non lo siano oggi.

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