Negli Stati Uniti le vendite non cresceranno durante la stagione delle festività invernali. Ok, in parte non è vero, perché diverse ricerche stimato tra l’1% e il 2% l’incremento dei ricavi durante i mesi di novembre e dicembre. Ma l’opinione complessiva su un bimestre (quello in corso) particolarmente depresso in termini di shopping non varia.
A dircelo sono alcuni studi recentemente pubblicati (come quello di Bain & Co.), che confermano il cattivo momento del retail, aggiungendo tuttavia alcuni spunti di interesse che non possiamo che far rimbalzare qui su oneMarketing.
Uno su tutti è che le vendite attraverso la rete, ad esempio, dovrebbero subire un incremento piuttosto importante, atteso oltre la doppia cifra durante questa stagione vacanziera.
C’è chi sostiene che la crescita delle vendite online sarà del 10%, chi del 15%. In entrambi i casi, considerata la recessione in arrivo, si tratta di un risultato quasi sorprendente.
Di questo parla, in un recente articolo, anche Kristina Dell, che sul Time ci aiuta a tracciare le determinanti di una simile “migrazione” dal negozio sotto casa al negozio virtuale:
- convenienza;
- accesso alle informazioni;
- rapidità nella consegna;
- comodità;
- sconti e condizioni vantaggiose.
E voi cosa ne pensate? Qual è la determinante che vi fa preferire la vetrina virtuale a quella reale?

Sinceramente non credo che sia tanto il prezzo la ragione determinante la crescita dell’e-commerce in Italia. Credo che in realtà sia una crescita connaturata con l’evoluzione e l’appropriazione da parte degli utenti del mezzo di internet, l’abitudine alla navigazione che dà maggiore sicurezza ai netizen, la varietà dei prodotti che si possono trovare, ma soprattutto la comodità con la quale si possono comprare oggetti fino a pochi anni fa difficilmente acquistabili o difficilmente reperibili.
di Davide Mare - 25 dicembre 2008 - 15:42