Questa affermazione l’ho sentita a Inprinting, fiera della stampa commerciale e digitale.
Si parla di print on demand e dei nuovi modelli di business nati come alternativa ai tradizionali circuiti produttivi e distributivi dell’oggetto libro. Per intenderci, Lulu.com e Ilmiolibro.it.
L’accusa mossa all’editoria “analogica” è lampante: le tirature e quindi il prezzo di un prodotto sono variabili decise basandosi sullo storico del genere e dell’autore, e sulla sua notorietà. E talvolta sono imposte, senza che esiste una pianificazione di marketing dietro al brand (inteso come libro+autore). Alzi la mano chi conosceva l’autore de La Solitudine dei Numeri Primi (non mi ricordo il nome!) prima che uscisse il libro.
La domanda sorge spontanea: quanti successi editoriali sono frutto di un’attenta pianificazione e quanti del puro caso? Non vengono fatti studi approfonditi a monte: vengono stampati 60 mila titoli l’anno nella speranza che la quantità faccia la qualità.
E questo senza dubbio non è marketing. Voi cosa fareste per promuovere un libro? Su quali canali vi muovereste?

be, se devo dirti la mia un pò è vero le case editrici non sanno fare marketing.
io ho pubblicizzato il mio libro su internet e devo dire con un ottimo successo pur essendo un testo ovviamente di nicchia, tanto da essere cercato da altri editori.
E’ mutato il ruolo dell’editore che dovrebbe evolversi in Agenzia di comunicazione per il proprio autore;
sopratutto le piccole case editrici potrebbero utilizzare gli strumenti della rete per permettere ai propri autori di entrare più facilmente in relazione con i propri lettori, che alla fine, oltre al testo sono interessati a conoscere la persona, a stabilire un dialogo, anche se di natura specialistica o professionale.
Con me ha funzionato, ma è l’autore che ha fatto tutto…;-)
del resto lo si vede anche nella ricerca di autori tra autori di blog. la casa editrice cerca autori che facciano mktg, non fa mktg in proprio.
di Commercialista - 13 ottobre 2008 - 13:21
Quell’affermazione non sta nè in cielo nè in terra.
Sarebbe come dire che non esiste l’editoria solo perchè non è il nostro settore professionale……
di Ratamusa - 20 ottobre 2008 - 13:24
credo fosse una sana provocazione..
di Commercialista - 20 ottobre 2008 - 13:25