L’olocausto rappresenta una delle pagine più difficili e tragiche della storia europea, in rapporto alla quale vanno prese tutte le misure necessarie, per evitare che fatti simili si ripetano.
Nella piazza virtuale di Facebook si ritrovano spesso per condividere le loro idee anche gruppi che propugnano il loro odio nei confronti degli Ebrei. Quello che è grave è il fatto che da parte di Facebook non c’è stato alcun intervento per rimuovere tutti i contenuti che trattano questo argomento.
In effetti Facebook vuole porsi ai suoi utenti come uno spazio Web, nell’ambito del quale è possibile portare avanti discussioni aperte, ma questo non vuol dire che tutte le discussioni vanno avallate in nome di una democrazia che a volte finisce col ledere i diritti e la dignità di altri gruppi di utenti.
Alcuni messaggi presenti su Facebook sono costituiti da veri e propri insulti contro gli Ebrei e altri vertono sulla negazione della Shoah. Da parte di Facebook non c’è stata nessuna presa di posizione e, anche se il social network non vuole intervenire facedone una questione morale, dovrebbe comunque tenere presente che i gruppi a favore dell’olocausto stanno violando i termini di utilizzo del servizio.
Nella nuova era del Web la storia e i suoi eventi entrano a pieno titolo nelle innovative modalità di socializzazione offerte dai social network, ma si dovrebbe evitare che il razzismo, la discriminazione, la negazione della memoria storica possano passare all’interno di forme relazionali senza l’attivazione di strumenti adeguati per contrastarli.

Se violano i termini di utilizzo è giusto che siano cancellati, altrimenti non c’è alcun motivo per farlo. La democrazia serve a questo…
di Andrea - 13 maggio 2009 - 13:59
Secondo me è davvero difficile in una caso come questo riuscire a definire cosa vuol dire veramente democrazia, perchè l’olocausto degli Ebrei è stato davvero un fatto molto grave. Credo che ci troviamo di fronte ad un caso molto delicato, nell’ambito del quale prendere una decisione è davvero un problema.
di Giorgio Rini - 13 maggio 2009 - 21:28
Infatti è Facebook che dovrebbe dire che sono vietati gruppi che promulgano l’odio verso altri popoli e religioni.
Se c’è già e non hanno preso provvedimenti, è un fatto grave e Facebook ne risente in termini di credibilità e qualità del servizio.
Oltretutto mi sembra che lo stesso Zuckerberg sia ebreo.
di Andrea - 14 maggio 2009 - 13:57
Sono d’accordo sul fatto che si dovrebbero prendere provvedimenti seri. Si dovrebbe fare qualcosa per dare un messaggio chiaro sul fatto che la discriminazione non può e non deve essere tollerata in nome di una libertà di espressione che in casi come questo diventa veramente pericolosa.
di Giorgio Rini - 14 maggio 2009 - 18:50
E’ un peccato che un sistema, come internet, che dovrebbe servire ad informare e a “rivoluzionare” il nostro modo di intendere la conoscenza, appaia viceversa così servile nei confronti dell’ideologia dominante, voluta da chi ha vinto il secondo conflitto mondiale.
L’ignoranza di Giorgio Rini, nell’era di internet, non è più giustificata, e pertanto egli diventa intellettualmente colpevole.
Si informi questo signore: scoprirà che il “revisionismo” è una categoria concettuale che riunisce moltissimi storici ebrei (Hardwodd) e di sinistra (Faurisson, Irving), non insulta gli ebrei, ma porta a sostegno delle sue tesi prove ed analisi chimiche (Rapporto Leuchter), nonchè testimonianze, contro testimonianze, paragoni di testimonianze ed analisi scientifiche volte a fare luce su un tragico periodo della Storia europea che è stata monopolizzato da una precisa parte politica e da precise categorie di pensiero.
Perchè il signor Giorgio Rini non dice che, con la scusa di punire il razzismo, il revisionismo dell’olocausto rappresenta l’unico tabu europeo su cui sorveglia un sistema repressivo giudiziario e mediatico ed è l’unico reato di opinione in Europa? Forse gli storici non riescono a difendere le proprie tesi sterminazioniste, se è vero – come è vero – che hanno bisogno di farsi difendere da giornalisti e giudici?
Perchè il “signor” Giorgio Rini non parla di coloro che hanno perso la vita per difendere le proprie analisi storiche, o di coloro che vivono attualmente blindati pur avendo partecipato alla resistenza nazifascista, come Faurisson?
Si informi, signor Rini: il revisionismo non è nè discriminazione, nè razzismo. E’ una corrente scientifica. Se gli storici riescono a difendersi senza invocare la censura, ciò è un vantaggio per la ricerca e per la verità. Se, viceversa, hanno bisogno di leggi repressive e di giudici e di giornalisti compiacenti, significa che la loro teoria fa acqua, e allora i revisionisti hanno ragione.
Il signor Rini, e chi con lui, dovrebbe riflettere su un sistema repressivo che, anzichè sbugiardare i revisionisti, li mette alla gogna, li criminalizza, li denuncia e li imprigiona. E molta gente si convince che, se non viene data loro la capacità di esprimersi, allora se ne ha paura, e conseguentemente hanno ragione.
Per concludere: lo stesso Pansa, storico di sinistra, si è definito “revisionista”, e sta per pubblicare un libro con omonimo libro. La stessa casa editrice “Settimo sigillo” ha pubblicato vari volumi revisionisti: il revisionsimo nasce a sinistra, checchè ne diciate voi, che lo affiancate al Fascismo per delegittimarlo.
Ripeto: nell’era di internet l’ignoranza e la malafede sono una colpa. Oggi basta poco per informarsi e diventare più consapevoli. Chi non vuole sapere è ignorante, in malafede, oppure entrambe le cose.
I revisionisti hanno torto? Bene: sbugiardateli in prima serata, davanti a tutta l’Italia, e cada su di loro l’infamia e l’eterno sberleffo che merita l’ignorante. O forse ne avete paura, se sentite il dovere di imprigionarli e di metterli a tacere con una scusa, l’antifascismo, che è oramai uno scudo bucato?
E adesso che un revisionista come il sottoscritto ha osato scrivere sul suo blog che cosa farà, signor Rini? Prenderà il mio indirizzo ip per venire a cercarmi a casa? Mi denuncerà? Mi bannerà dal suo blog? Perchè non dimostra, se è intellettualmente coraggioso e preparato, che le tesi revisioniste sono una balla? E non mi tiri fuori la solita scusa delle foto e delle testimonianze: poteva farlo venti anni fa, non oggi.
La saluto.
di Andrea - 16 maggio 2009 - 15:35
Mi lasci aggiungere una cosa. Già il suo titolo è fuorviante e in malafede.Il suo titolo è fuorviante per chi non conosca bene la questione “revisionsimo”, e anche lei sembra non conoscerla bene. Solo un criminale può essere a favore del massacro di uomini, donne e bambini; come tale andrebbe denunciato ed arrestato. Non è il caso dei revisionisti, nè di nessuna persona civile ed umana.
Gli storici revisionisti non sono a favore dell’olocausto, come dice lei, ma lo ridimensionano alquanto. “Ridimensionare l’olocausto” non significa “Approvare l’olocausto”: si dice – con prove e testimonianze suscettibili di controprova scientifica (che gli storici ufficiali non hanno mai dato, preferendo far arrestare i loro “nemici”) – che i nazisti non avevano in programma il deliberato sterminio degli Ebrei e che il numero dei sei milioni è fortemente da rivedere. Le stesse fonti ebraiche (AIPAC) sono estremamente contraddittorie; e ad Auschwitz stesso è stata cambiata la targhetta commemorativa delle vittime che porta queste da 4 ad 1 milione. Per dirgliene due, signor Rini…
Si informi, signor Rini. Si informi. Nell’era di internet, dei dvd, di Wikipedia, delle librerie e biblioteche dietro ogni angolo basta poco.
di Andrea - 16 maggio 2009 - 15:42
Andrea, proporsi come seguaci del revisionismo storico (in Francia si chiama negationisme, negazionismo) non comporta poter raccontare balle. Volersi esercitare nella discutibile arte della computazione della quantità delle persone eliminate dal fascismo europeo (nazisti+fascisti italiani+fascisti estoni, lettoni, rumeni, croati etc.) non esime dal documentarsi sulle fonti che si adoperano.
Come tu possa inventarti che nella progettualità nazista non comportasse l’eliminazione programmatica del popolo ebraico, è impossibile da concepirlo. Leggiti Hitler, La mia vita, ed. Bompiani 1941, pp.326-357; oppure Hanna Arendt, il libello “La banalità del male”, che valse all’autrice una sorta di ostracismo nell’ambiente ebraico, giacché si pose in posizione relativamente antagonista nei confronti dello stato di Israele. Ci sono poi un paio di studi basati su documenti dello stato germanico “I volenterosi carnefici di Hitler” di Goldhagen e “Uomini comuni” di Browning, in cui si sostengono tesi opposte, a partire da ordini di servizio e circolari che dimostrano in modo inoppugnabile la programmatica partecipazione della Polizia tedesca alle operazioni di sterminio sul fronte orientale. Operazioni tra l’altro demenziali, poiché sottraevano energie allo sforzo bellico in generale, ed a quello della sicurezza interna in particolare. Rivedono cioè la storia a partire dei documenti e la reinterpretano, giungendo a conclusioni opposte, sul piano del giudizio.
Caro Andrea, il revisionismo non esime dallo studio; né consente di dire sciocchezze, come attribuire a Faurisson la qualifica di storico di sinistra, solo perché ha partecipato alla Resistenza in Francia (esattamente come Edgardo Sogno in Italia: cioè con motivazioni nazionali).
di Pardo - 18 maggio 2009 - 07:32
Pardo,
potrei consigliarti non due o tre libri, ma all’incirca una ventina, che dimostrano come i Nazionalsocialisti non avessero un deliberato programma di sterminio; che dimostrano come camere a gas e forni crematori non potessero venire utulizzati nei modi che ci sono stati descritti (molto genericamente); che parlano del tentativo, anni 42/43, del Nazionalsocialisti di trovare una patria per gli ebrei in Madagascar – e presero accordi con il governo francese il cui rappresentante disse “Gli abitanti del Madagascar non meritano questo”… a che scopo, se volevano sterminarli tutti?; che documentano di come migliaia e migliaia di ebrei servissero nelle SS, e molti di loro furono buoni soldati: hai mai visto una etnia militare nell’esercito che la vuole sterminare?
E potrei andare ancora più nello specifico, citandoti lo studio di Fritoj Meier che comparve nello Spiegel, e i dati dello stesso Almanach Jewish Commitee…
Potremmo stare qui ore e ore, ma non servirebbe a farmi capire. Già tu dimostri di non avermi capito, dilungandoti in una discussione interna al revisionismo.
Io non volevo difendere il revisionismo in toto. Qui è un discorso di concetto. Certo che ciò che dici tu è giusto: i revisionisti, come tutti gli altri, non possono e non devono dire sciocchezze.
Ma, allo stesso tempo, dico anche che la validità delle loro tesi deve essere dimostrata in sede storica, e non nei Tribunali, o con la censura, come si augura il signor Giorgio Rini.
Sennò significa che da Galileo non abbiamo fatto alcun passo avanti. Anche all’epoca quella era un’eresia, lo sai? Concepire la teoria galileiana come giusta, all’epoca, era improponibile come negare oggi l’olocausto. Con ciò non voglio dire che tra cento anni riabiliteremo il revisionismo (può anche essere, ma non è detto), come abbiamo fatto con galileo, ma semplicemente che il concetto è bene o male lo stesso. C’è una teoria scomoda al potere costituito (all’epoca la Chiesa, oggi il sistema cosiddetto “democratico”), e questo utilizza tutti i metodi – inclusa l’intimidazione fisica, l’arresto, la calunnia e la menzogna – per imporre la propria esclusiva verità.
Oggi è comodo per noi dire: Galileo aveva ragione. Ma all’epoca tu lo avresti detto?
Questo assunto, a sua volta, non deve dare il fianco ad una propaganda razzista, che inneggi alla violenza ed alla discriminazione: chi fa questo va denunciato e fermato. Ma sempre più spesso si cerca di paragonare il revisionismo all’incitazione alla violenza, e non è affatto così. L’articolo del signor Rini, in questo caso, è disinformazione pura già nel titolo.
Io poi sono pronto a rettificare, e magari quello che dice Giorgio Rini è giusto: cioè che su Facebook ci sono gruppi che inneggiano all’olocausto nazista – considerandolo storicamente accertato – ed allo sterminio degli ebrei. Se è così sono io il primo che denuncio certe cose.
Io mi sono fatto un giro su Facebook, e ho trovato gruppi revisionisti si, ma non di gente che inneggiasse all’odio ed alla morte.
Se i revisionisti dicono balle (e di sicuro ne dicono!), li si sbugiardi nelle sedi opportune, quelle della ricerca storica, senza arrestarli, senza farli fuori, senza privarli della pensione di Stato. E se verranno pubblicamente sbugiardati, io sarò lì ad applaudire.
di Andrea - 18 maggio 2009 - 23:37
Scusa Andrea.
Premesso che sono d’accordo sul tuo discorso e più in generale sulla innegoziabilità del diritto di espressione.
Premesso pure che, almeno per me revisionismo, non è sinonimo di incitazione a delinquere.
Però…
Tu, cercandoti su internet, ho visto che appartieni al movimento F&L, il quale, nella home page, dichiara di far parte della unione mondiale dei movimenti nazional-socialisti (WUNS), e anche li, guarda potrei sospendere ogni pregiudizio e sentire nel dettaglio cosa si possa intendere per nazional-socialismo.
Però… Mi son fatto un giro, e ho visto e letto che alla suddetta unione aderiscono un numero abbastanza ampio di movimenti dichiaratamente razzisti, specie di derivazione anglosassone e nord-americana.
In quel caso, non ci intravedi un’incitazione alla violenza? E se il tuo movimento aderisce, vuol dire che è solidale a quei signori e ne condivide principi e battaglie?
di Peppe - 19 maggio 2009 - 21:02
Andrea, meno discorsi e più documenti: autori titoli case editrici della ventina di titoli che asserisci di poter consigliare.
Magari anche pagine di riferimento: è così che si discute, non nascondendosi, come fai tu, dietro un dito.
Peppe ti ha smascherato: tu sei un filonazista, o per meglio dire, un nazista tout court.
Difendi negazionisti e nazisti, ovviamente:
come la faina difende la volpe, sostenendo che è vegetariana.
di pardo - 20 maggio 2009 - 19:03
Vatteli a cercare i documenti se ci tieni tanto. Il sottoscritto scrive giornalmente di questo genere di cose; ci sono fior di siti specializzati e che propongono saggi e libri gratuiti, liberamente scaricabili dalla rete (capito perchè la vogliono controllare?); ci sono films, dvd, presentazioni… di tutto di più. Quindi perdonami se non ti mastico la pappetta pronta, riscrivendo cose che ho già scritto da un pezzo e diverse volte.
Ma ancora dimostri di non aver capito quello che ho detto, se punti ancora a fare un dialogo interno al revisionismo.
Va bene: mi spiego in un altro modo.
Supponi che io adesso esponga una mia teoria assurda, inconcepibile per chiunque, che chiamaremo “alienismo”. Immagina che io ti dica che i potenti della Terra siano comandati da una razza di alieni e che si trasformano in vampiri nelle notti di luna piena; che si riposano attaccando il dito alla presa della corrente – non dormendo, come noi comuni mortali – e che siano a loro volta comandati da una razza aliena che vive su un pianeta che sta molto vicino alla Terra, il pianeta PincoPalla, che tutti i sistemi di informazione ci tengono nascosti per non smascherare la congiura mondiale.
Ecco: una tesi così è improponibile. Supponi, ancora, che mentre ti scompisci dalle risate (e magari chiami la neuro, per farmi internare in un reparto psichiatrico) tu mi chieda le prove di quanto dico. Io ti rispondo che l’unica prova che ho è una confessione di mio nonno, che mi raccontò questa storia in una delle sue innumerevoli urbiacature.
Tu arriveresti alla seguente conclusione (sempre mentre ti sbellichi dalle risate. Tieni a mente questo: non ti stai arrabbiando, ma ti stai scompisciando): che la mia teoria – già assurda e fantascientifica in partenza – non è neanche lontanamente sorretta da prove concrete (mio nonno); che io ho una attendibilità pari a -100; che sono sostanzialmente inaffidabile in ambito di geopolitica. Sostanzialmente: sono screditato ai tuoi occhi ed agli occhi di tutti quelli di qualunque persona di buon senso.
Ragion per cui non verrò mai chiamato in nessuna conferenza per esporre le mie idee, nè qualcuno mi chiederà di scrivere un libro: basteranno due o tre interviste velocissime per mostrare alla gente che sono un pazzo visionario, che viene bandito dal mondo dalla comunità scientifica.
Supponi, ancora, che mentre tu ti scompisci dalle risate un altro affianco a te si alza in piedi e dice: “Queste teorie insultano i politici mondiali! Propongo una proposta di legge contro l’alienismo, per cui gli alienisti vadano in carcere”. Un terzo allora dice: “Ma perchè? Scusate: questo signore è un pazzo visionario, un fanatico che è stato già ampiamente sbugiardato dalla Scienza: a che scopo arrestarlo? Mica vuole uccidere qualcuno!”
Ma a questo punto tutti i politici mondiali insorgono: vogliono una legge contro l’alienismo ed accusano chiunque arrivi in mia difesa (non sostenendo le mie idee, ma solo dicendo che sono un pazzo visionario che ha già ampiamente dimostrato di non poter garantire alcuna legittimità scientifica) di essere alienisti pure loro! In breve in tutto il mondo gli alienisti, questi pazzi che basterebbe mezz’ora di speciale in tv per farli vergognare e scomparire nelle viscere della terra dalla vergogna, vengono perseguitati, uccisi, privati della pensione, pestati a sangue, delegittimati, incarcerati come mafiosi…
Qualunque persona seria allora direbbe: non è che questi qui, a furia di dire scempiaggini, ci hanno azzeccato su qualcosa e fanno paura ai politici mondiali? Non può spiegarsi altrimenti questa repressione, se è vero che le loro teorie sono bislacche, non comprovate da alcuna analisi scientifica, e pertanto facilmente confutabili.
Ora sostituisci la teoria dell’alienismo con il revisionismo, e il quadro non cambia.
Vedila così: il revisionismo è l’occasione più ghiotta che ha il sistema democratico per legittimare la sua Storia democratica, le sue scelte di campo. Basterebbe uno speciale in tv di mezz’ora, se la Storia è davvero quella, non credi?
Ma allora perchè accanirsi con così tanto livore? Neanche la prevenzione (sacrosanta e giustissima) del razzismo e della violenza giustifica tale impostazione, in quanto questi sono reati già previsti e disciplinati nel Codice Penale di qualunque Paese civile.
Non sarà che allora una verità costruita dai paesi vincitori del secondo conflitto mondiale è in pericolo e rischia di minare gli attuali equilibri di potere?
Ecco, tu sei come uno di quelli che vorrebbero l’incarcerazione degli alienisti; come uno di coloro che, se fosse stato al tempo di Galileo, si sarebbe congratulato con la Chiesa: come fa quel pazzo a sostenere che è il sole a girare, quando è dimostrato scientificamente che è la Terra che sta in mezzo all’universo, sotto l’inferno e sopra il Paradiso? E’ un pazzo! E’ uno che vuole la distruzione della Chiesa.
Vedi, Pardo, io non ti ho fatto un discorso politico, né di sostegno revisionista. Ti ho solo detto che sbugiardare il revisionismo è molto più facile di quanto sembri: basta dimostrare che dice balle, basta uno speciale di mezz’ora alla tv di Stato ? magari con la presenza di un revisionista da sbugiardare e da umiliare scientificamente.
Vedi? Non ti ho citato libri; non ti ho accusato di essere un comunista sovversivo. Peppe non mi ha smascherato: ha cliccato sul nome che appare da titolo al commento ed è finito sul mio blog. Potevi farlo anche tu?
Ora, se vuoi possiamo fare un discorso serio senza pregiudiziali politiche. Sostengo certe idee, non ho mai picchiato nessuno (ne ho sempre e solo preso, a dirti la verità), non alzo mai la voce con nessuno, non insulto gli altri di essere “comunisti”, precludendomi in tal modo un dialogo con loro. Tu con me l’hai fatto: a parte che non sono nazista, posso avere lo stesso il diritto di dire la mia in questo consesso oppure a me ? che sono stato “smascherato” come dici tu (bastava ciccare sul nome! ? non è concesso parlare? Fammelo sapere. Sennò, se ti do tanto fastidio, ti consiglio quello che è da sempre il migliore amico di chi non accetta di parlare con chi ha idee opposte alle sue: lo specchio. Ti dice sempre di si e non ti contraddice.
di Andrea - 20 maggio 2009 - 20:19
Pardo,
secondo me, nello specifico, ha ragione Andrea.
La libertà di espressione è e deve essere innegoziabile, indipendentemente dai suoi contenuti o dal giudizio che si può avere su chi la esercita: non possiamo riempirci la bocca di Voltaire, salvo poi disattenderne l’insegnamento quando ci fa comodo.
Che Andrea sia un santo o un serial killer, la cosa è del tutto irrilevante in questo contesto.
Che il revisionismo sia giusto o sbagliato nei suoi contenuti, pure.
Per me, nulla di più pericoloso esiste dell’astrologia. Esistono migliaia di casi giudiziari dove questi signori truffano persone più o meno vulnerabili da un punto di vista psichico.
Eppure mai mi sognerei di vietare loro di pubblicizzare le loro sciocchezze: sarà forse che non mi dimentico che il mio metro di giudizio, per quanto articolato o sofisticato questo possa essere, è in ultima istanza limitato alla mia esperienza? E chi sono io, il padreterno?
Ribadisco: dovremmo tutti, con un po’ di sana umiltà, riscoprire Voltaire…
di Peppe - 21 maggio 2009 - 11:04
“vatteli a cercare i testi se ci tieni tanto”
Et voilà: l’epigono nazista ha così tanti testi da citare, dei quali scrive spesso, che non ritiene i testi siano importanti in una discussione storica…
E butta i palloni in fallo: il diritto di dir la propria, ecc. ecc. – dopo aver peraltro pregato l’iniziatore del thread Giorgio Rini di sbugiardarlo…
E come, se non ricorrendo a testi storici, contenenti testimonianze scritte eo iconografiche?
Ma i testi di cui dispone Andrea (una ventina, lui dice) uno se li deve cercare. Altrimenti detto: lui non te li dice, chissà perché. Se li tiene gelosamente raccolti, ai fini di non permetter a niuno di ragionarci sopra, giudicarli, o semplicemente leggerli…
E va cianciando di libertà di espressione, democrazia ed altre quisquilie del genere, ma in realtà fa parte di raggruppamenti politici che la democrazia l’hanno poco in simpatia. In altri termini, reclama per sé ed i suoi quello che – storicamente – i suoi (i regimi fascisti italiano, portoghese, spagnolo, croato, francese, etc.) hanno negato al resto del mondo (oltre che ai propri citatdini).
Ma mica si presenta, quando comincia a discutere: lascia che gli altri lo scoprano… Proprio come per la sua ventina di testi che non vuol citare.
Detto questo, che la storia si faccia nei luoghi deputati, e non nelle aule dei tribunali, è un’affermazione che non solo sottoscrivo qui, ma che (da storico e filologo) ho sottoscritto in sedi rappresentative. Senza mascherarmi dietro la difesa della libertà di epressione per veicolare in realtà opzioni politico-ideali nefande e criminali.
di pardo - 21 maggio 2009 - 16:52
Per Andrea
E’ vero che i nazisti non avevano fino dall’inizio un deliberato programma di sterminio, ma questa tesi non può essere più considerata valida dal 42-43 – con l’avanzare della guerra all’est – in poi quando i tedeschi videro che non era possibile deportare in massa milioni di ebrei. E se il reich (intendendo per reich qualunque territorio conquistato dai nazisti)doveva essere “judenfrei” che a tipi come himmler e goebbels venisee in mente una tale idea era solo questione di tempo. E’ vero, revisionista non è un insulto ma bisogna revisionare sulla base di fatti concreti e prove inoppugnabili. Visto che non sei nazista, come dici, ti raccomando la lettura di un illuminante testo dal titolo “Mein Kampf”. A mio parere è già scritto lì cosa i nazi volevano fare. Cordiali saluti!
di Luca - 25 maggio 2009 - 12:46
l’antisemitismo.malattia dei cristiani che si prende da piccoli.sembra che abbia infettato anche gli islamici.
di ciro - 5 giugno 2009 - 09:15
prima di parlare cose sull’ebraismo,bisogna avere molta cultura e conoscenze storiche.al contrario si dimostra solo odio gratuito inparato a tavola con la propria famiglia
di ciro - 5 giugno 2009 - 09:21
o ciro, ma che cosa c’entra? qui si sta parlando d’altro!
di pardo - 5 giugno 2009 - 10:54
ciao PARDO.il commento è dedicato ai futuri visitatori antisemiti che alloggiano su FACEBOOK.hai ragione che il mio commento non centrava nienta con i commenti presenti.un saluto
di ciro - 5 giugno 2009 - 11:36