Il Web 2.0 sta per diventare Web 3.0!
di - Venerdì 12 Ottobre 2007 alle 08:20Ora che anche il Tim che non è baronetto, né che ha inventato il Web (così siamo sicuri di non creare equivoci) ha ammesso che il Web 2.0 è sostanzialmente un’attività di marketing rivolta a sostenere il business delle aziende dotcom, possiamo dormire sonni più tranquilli.
Fin qui siamo d’accordo; dove invece continuo ad avere forti perplessità è negli argomenti che lo stesso Tim (sempre quello che non ha inventato il Web) usa per spiegare che adesso è ora di abbandonare il Web 2.0 per dedicarsi al Web 3.0 e magari andare anche un po’ più avanti, verso il 4.0, il 5.0 e così via. È il classico metodo dell’alzare la voce e passare ad altri obiettivi, se si pensa che gli obiettivi di prima siano ormai passati di moda o che non facciano più notizia.
Per aver un quadro quasi completo delle varie ipotesi, tesi e idee sui termini Web 3.0 consiglio la lettura di un post di Christian Montoya.
E pensare che ricordo che quando partecipai al Bar Camp di Roma sul Web 2.0 venivo additato come l’alieno, che sceso sulla Terra, non credeva alla profezia del 2.0 e che voleva affossare i professionisti e le aziende del Web.

Il post avrebbe maggiore efficacia se non fosse scritto per il blog OneWEB2.0…
di Federico Bo - 12 Ottobre 2007 - 13:37
Ciao Federico, perchè?
Ho solo espresso le mie idee che a quanto pare, adesso sono le stesse di Tim O’Reilly.
Ti dirò di più; nel suo articolo Tim O’Reilly, dice, anche abbastanza seccato perchè a quanto pare è stato equivocato in precedenza, che:
1 - Web 2.0 è partito come il nome di una Conferenza
2 - Dopo aver studiato per molto tempo le aziende che sono sopravvissute alla bolla del Web, ho scritto un articolo dal titolo “What Is Web 2.0″.
L’anno dopo, nel novembre 2006 ha pubblicato un report dal titolo “Why Web 2.0 Matters and How You Can Make the Most of It” di 101 pagine e che costa 375 dollari USA.
Alla fine del suo articolo afferma, parlando del Web Semantico, quello vero, “…di sicuro il Web Sem si dimostrerà molto utile per molte applicazioni. Ma la bontà del cibo, come diceva mia madre, si vede quando lo si mangia.”
Vuoi scommettere che ora Tim si studia un po’ il Web Sem e fra un anno esce un bel libro?
Il Web del sociale, della condivisione dei saperi e delle informazioni, quello che viene definito Web 2.0 è una gran bella cosa; e bisogna dare atto a Tim O’Reilly di avere smosso le acque e di aver acceso molte scintille, fra gli utenti, gli sviluppatori e le aziende.
Ciao,
~ pasquale
di Pasquale Popolizio - 12 Ottobre 2007 - 14:38
“attività di marketing rivolta a sostenere il business delle aziende dotcom” mi sembra limitativo per noi utenti, che abbiamo avuto accesso a servizi prima sconosciuti (soprattutto di social networking e video sharing) che siamo parte attiva di questo web. non credete?
di quasigoal - 12 Ottobre 2007 - 15:55
Può anche essere che il Web 2.0 sia un’invenzione del marketing. Ma l’avvento di framework Javascript che permettono Ajax, effetti grafici e tutta una serie di semplificazioni dell’esperienza utente lato client è un dato di fatto. Ed è un dato di fatto che si stia cercando di fare applicazioni web sempre più “ricche” e simili ad applicazioni desktop. Era pensabile fino a qualche tempo fa avere un foglio di calcolo e un programma di scrittura come Web-Application? E’ solo un esempio.
Il fatto interessante è che quasi tutta la tecnologia che sta dietro è la stessa di una volta: JavaScript e httpxmlrequest esistevano già! Flex magari è nuova.
Quindi perchè è solo “una trovata marketing?”. Forse è una trovata marketing del sig. Tim…
di Emanuele - 12 Ottobre 2007 - 16:47
Pasquale, non è riduttivo associare le tecnologie, le filosofie, i movimenti, le aspirazioni e, perché no, le illusioni della nuova fase di Internet solo a Tim O’Reilly?
Lui ha introdotto una definizione, Web 2.0, che, per comodità, è stata assunta per indicare questo nuovo periodo che sta vivendo la Rete. Ma dietro alle definizioni c’è tutto un mondo…
Inoltre ha sempre detto che il Web 2.0 è il Web dei dati e che le tecnologie semantiche sono assolutamente necessarie per valorizzare il più possibile questa ricchezza della Rete (vedi il suo entusiasmo per Freebase). Lui critica la tendenza a costruire ontologie o sistemi centralizzati (tramite standard del W3C per esempio) piuttosto che ontologie dal basso (folksonomies tamite il tagging, altro esempio.)
Per quanto riguarda il libro da 375 dollari, beh, è pur sempre un editore, un “commerciante di conoscenze”: personalmente non vedo proprio la necessità di acquistare un simile testo.
di Federico Bo - 12 Ottobre 2007 - 20:58
Ciao quasigoal,
la frase, forse un po’ forzata, riprende in modo sostanziale contenuti trattati nell’articolo di Tim O’Reilly. Sono d’accordo con te.
Emanuele,
sono d’accordo sul fatto che le applicazioni già esistevano prima e sono anche d’accordo che si tratti di una bella attività di marketing del Sig. Tim. Il fatto è che ora si scopre che con javascript si possono fare cose che vanno al di là di un semplice menù rollover.
Federico,
penso proprio che tu abbia centrato il succo della faccenda. Il diverso approccio bottom-up rispetto a quello top-down rappresenta, secondo me, il punto intorno al quale gira e girerà per molto tempo tutta la questione. Anche il W3C, tra l’altro si è accorto della diversa impostazione adottata da aziende e da utenti e con il GRDDL, che è diventato una specifica da poco più di un mese, ha lanciato il ponte fra RDF e strutture come i Microformats. Il bello deve ancora venire…
di Pasquale Popolizio - 12 Ottobre 2007 - 21:38
@Pasquale … ho colto il messaggio “scritto tra le righe” … provocazione molto intelligente !
A cospetto di queste parole : The power of the Web is in its universality. Access by everyone regardless of disability is an essential aspect [scritte da lo stesso Tim (sempre quello che non ha inventato il Web ]
rimango della opinione che i contenuti del web 2.0 [O’Reilly] marketing, tric e trac, user generate e quant’ altro … sono una discriminizzazione sociale ! e tutto questo voler comunicare, infine, si rivela un soffrire sempre più di solitudine !
saluti !
di enore savoia - 14 Ottobre 2007 - 16:40
sorry : ho inserito un “non” di troppo !
correzione : scritte da lo stesso Tim (sempre quello che ha inventato il Web ]
buon lavoro !
di enore savoia - 15 Ottobre 2007 - 06:10