E il digital divide diviene un problema serio
di - Martedì 12 Febbraio 2008 alle 12:01
Leggevo in questi giorni, un paio di articoli che hanno un fondo comune, ma si sviluppano in modo differente. Il primo è di Tom’s Hardware che pone l’accento sul decreto Anti Digital Divide del ministro Gentiloni.
L’altro articolo, invece, è di Francesco Federico e ci fa presente alcuni aspetti molto significativi di una ricerca condotta dal noto sito Studenti.it.
Ora, riassumere qui i due articoli non avrebbe senso. Invece quello che proveremo a fare è impostare una discussione sul fenomeno del digital divide o divario digitale, che in Italia, ma non solo, pare essere proprio un problema da non sottovalutare.
Il punto focale sul quale mettere l’accento, secondo me, è la presenza di una larga e diffusa “ignoranza” in differenti ambiti, che portano a catalogare la Rete ancora come un fenomeno marginale, se non negativo e potenzialmente pericoloso. Perché qualcosa cambi, secondo me, è necessario prima di tutto “conoscere”.
Il web offre, e questo lo sappiamo e lo abbiamo più volte discusso in questa stessa sede, possibilità di applicazione, di formazione, di informazione e di crescita (oltreché di divertimento, intrattenimento e svago) assolutamente eccezionali e incomparabili a quelle di altri media.
Se questo da un lato porta vantaggi, dall’altro non bisogna dimenticare chi a questi mezzi non ha accesso.
Personalmente vedo la questione un po’ come il vecchio problema (ora mutato e non risolto) dell’accesso scolastico, che per secoli ha travagliato il nostro paese.
Per eliminare fenomeni come quello del digital divide (ma se ne potrebbero elencare molti altri, sempre relativi al Web 2.0 e non) è necessario che maturi una nuova consapevolezza culturale e sociale, che tenga fortemente in considerazione gli aspetti che il web offre e che mette a disposizione di tutti. Deve avvenire un cambiamento generale che porti l’attenzione della classe politica, ma non solo, su questo argomento.
Non è facile, non si tratta di questioni semplici o immediate e nemmeno liquidabili in maniera tanto semplice. Forse ci vorrà molto tempo, non lo escludo, ma senza dubbio è necessario che qualcosa si muova se non vogliamo rimanere “esclusi dall’evoluzione”.
Voi come la pensate a tal proposito ?

purtroppo finchè il web da chi non lo usa o lo usa limitatamente sarà considerato come “posto ove fare incontri di un certo tipo non di certo culturali” e gli spot della banda larga continueranno a parlare di lard disk, secondo me sarà difficile che il digital divide diminuisca. certo non il è solo problema e il più grande, ma a mio parere contribuisce non poco.
di alesstar - 12 Febbraio 2008 - 15:18
Il bello della rete è che è fondamentalmente indipendente dal mezzo e dal canale, dove non arriva l’ADSL arriva l’UMTS, dove non arrivano entrambi arriverà la fibra ottica, e in ogni dove può arrivare il satellite. Se non ho un computer, avrò un cellulare oppure una console, o qualcos’altro.
In ogni caso i servizi della rete sono gli stessi, magari riscalati per passare nella banda disponibile, come i video di youTube codificati per arrivare negli iPhone.
Il problema non è di mezzi ma di costi e da questo punto di vista in Italia non c’è il digital divide, siamo tutti allo stesso modo, in qualche forma, vessati da tariffe alte e ridotti a sudditanza economica verso il cartello dei gestori delle reti. E’ mai possibile che non si possa avere nessuna connessione flat a 5 o 10 euro al mese? neanche con limitazioni varie?
S’intende che il gobierno è sempre parte integrante degli sfruttatori della situazione, ci fa tacere togliendo il fisso di ricarica ma non discute le tariffe, in fondo una parte di quei soldi finisce…
…e ho detto tutto :-)
di Pio Alt - 12 Febbraio 2008 - 15:48
Ormai la novità NON è Internet, la novità NON è il Web, la novità è l’uso che se ne fa del Web e dove/come si accede ad esso.
Basta guardarsi attorno e fare un esame di coscienza, subito si vede che siamo un Stato demenzialmente democratico. Nel senso che uno può andare in TV e mandare a cagare qualcuno, mentre uno non può accedere comodamente/economicamente/gratuitamente alle informazioni reperibili soltanto via Web.
di Roberto - 13 Febbraio 2008 - 17:46
Per me la banda larga in centro o nelle biblioteche deve essere libera a tutti e gratuita. Invece quando l’ho chiesta mi hanno guardando trattenendo le risate.
Chi ha parlato dei politici?
Quelli dicono +/- sempre le stesse cose.
Questa campagna elettorale parlerà ad esempio di: inceneritori, - tasse, + stipendi.
E noi in realtà ciccia.
di Roberto - 13 Febbraio 2008 - 19:02