Archivio di Novembre 2007

Autogrill 2.0

Dal web2Oltre giungono diverse novità italiane nell’ambito del web 2.0.

Novità che tra i blogger non sono molto note, probabilmente perchè calate dall’alto, sviluppate da grandi aziende che devono conquistare la fiducia della Rete prima di entrarne a farvi parte.

Per quanto riguarda però le dinamiche di costruzione della partecipazione, mi viene un dubbio che sarà sempre molto difficile per le grandi aziende entrare nelle comunità online.

Partecipo è il nuovo progetto 2.0 della famosa catena di ristoranti. La grafica è in pieno stile 2.0, e le forme di partecipazione per l’utente sono il blog (interno al sistema), l’upload di foto e video connessi rispettivamente a Flickr e a YouTube.

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Marketing 2.0. Originalità e simpatia le chiavi del successo

Chi progetta soluzioni web 2.0 per le aziende (o sarebbe meglio dire le Enterprise 2.0 per rimanere nel tema di questo blog) o chi si arrovella a trovare soluzioni di marketing che facciano breccia nei nuovi media, solitamente si trova ad affrontare temi quali il modello di business, il miglioramento dei processi interni e altre questioni “noiose”. In altre parole si progettare il Web 2.0 ancora secondo i canoni del mondo 1.0.

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Very Important Marketing

I personaggi famosi sono quotidianamente sotto l’occhio dell’opinione pubblica, che in passato era identificato esclusivamente con quello della telecamera, puntata con frequenza sui volti dei VIP.

Era piuttosto banale, nell’era precedente al web 2.0, controllare la propria reputazione, ed elaborare le proprie strategie di marketing relazionale.

Internet ha messo in crisi questo schema di monitoraggio: la reputazione entra ed esce dai flussi di discussione che imperversano, pressoché incontrollabili, su forum, newsgroup e blog.

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Social Media Lab: social network e applicazioni in ambito accademico

Social media Lab

L’evento si è svolto (come annunciato qualche giorno fa da Giacomo Dotta sul Blog Webnews) il 27 novembre 2007 presso l’università IULM di Milano. Noi eravamo presenti e in questo articolo ci piacerebbe far emergere, e quindi discutere con voi, i punti fondamentali della conferenza.

Il programma lo trovate nella notizia di Giacomo e quindi non lo riportiamo per evitare inutili ripetizioni, in questa sede mi limiterò a riassumere brevemente gli interventi e a delineare le mie personali opinioni in merito.

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Il marketing con le persone al centro

Come recitava quello spot anni 80? Il buco con il fresco intorno? No, non era così. Chi se lo ricorda?

Vagamente ho cercato di parafrasarlo nel titolo di questo intervento, che cerco subito di chiarire: come è stato detto allo IAB Forum il ruolo del marketing d’ora in poi sarà quello di considerare il consumatore finale come un amico e giudice, e non come un recettore passivo di comunicazioni promozionali.

Luca De Biase, protagonista proprio allo IAB 2007, ha ripreso questo concetto in questi giorni, parlando di economia della felicità.

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Social network hacking: come (e perchè) ti saboto il social network

In ogni società, quindi anche nei social network, è da prevedere la presenza di elementi di disturbo e di sabotatori. Facendo una pensata tra amici su alcune attività di social marketing che avrebbero potuto avere degli riscontri positivi ma che si collocano ai limiti della correttezza (o forse un po’ oltre il limite), ci siamo fermati a riflettere sul fatto che i social network sono ancora decisamente troppo vulnerabili.

Non sto parlando di caccia ai bachi delle piattaforme o di eventi di pirateria informatica, ma di veri e propri atti “di inquinamento sociale” che possono arrivare a destabilizzare le fondamenta del network e che possono essere compiuti solo dagli stessi membri della comunità. Atti che potrebbero minare il normale svolgimento della vita comunitaria temporaneamente e rafforzarle oppure devastarne la credibilità in maniera irrimediabile. Qualche esempio può aiutarci a capire.

Cosa accadrebbe, per esempio, se un gruppo di persone decidessero di coalizzarsi per rovinare la reputazione di alcuni utenti dei più noti social network? Qualche feedback negativo, una voce “contro” di troppo ed ecco che l’utente si gioca la faccia. Su LinkedIn e network affini la cosa non sarebbe affatto piacevole. E se invece allo stesso modo si riuscissero a “drogare” i risultati delle news più diggate o le classifiche dei brani più ascoltati su Last.fm?

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TV 2.0: il free content di Babelgum

babelgum

Realizzare una piattaforma Web attraverso la quale chiunque realizzi un film o un video clip possa raggiungere una platea potenzialmente sterminata. Questo, in estrema sintesi, il concetto ispiratore di Babelgum.com.

Tra le numerose interpretazioni dell’idea di Web TV o di TV P2P, Babelgum tenta di lasciare il segno focalizzandosi su un modello di business che, basato sulla condivisione degli introiti pubblicitari tra chi gestisce la piattaforma e i realizzatori dei filmati, dovrebbe favorire la diffusione di pellicole cinematografiche autoprodotte o, comunque, distribuite su circuiti alternativi.

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Link baiting tramite contest

Sembra che vada di moda fare dei contest regalando prodotti con un sorteggio per chi cita lo stesso concorso mettendo un link.

Ovviamente si tratta di un metodo truffaldino per raccogliere link (link baiting) su una determinata pagina o su un determinato dominio.

L’ultimo che mi è stato segnalato, proprio questa mattina, è realizzato da theapplelounge.com e il premio da sorteggiare è il prodotto più ambito del momento: l’iPhone.

Come si può leggere dal regolamento della pagina la cosa è molto semplice. Basta linkare la pagina del contest mettendo come anchor la key iPhone e nel parametro title del link la stessa parola.

Provate a indovinare per quale keyword si vogliono posizionare con questo contest…

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Kindle, il futuro di Amazon, non dei libri

Kindle

Ci hanno provato in molti a rivoluzionare la lettura, c’è chi ha cambiato il design al proprio lettore di ebook, chi ha deciso di associarlo ad altre funzionalità, ma la verità è che su questo fronte tutti sono caduti e di fatto qualsiasi ebook-reader digitale ha miserabilmente fallito, tanto che ultimamente il prodotto è davvero passato in secondo piano.

Amazon ci riprova, non tanto perchè l’idea è particolarmente rivoluzionaria, quanto piuttosto perchè è Amazon a farlo, il “re” indiscusso dei libri e il pioniere del successo del commercio elettronico.

Insomma un nome importante, che quando parla di innovazione, vuole farlo seriamente.

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Google Maps è ancora il migliore?

mappe microsoft

Che i due colossi Microsoft e Google si sfidino in ogni campo del Web è ormai storia nota. Per quanto riguarda i servizi Web 2.0 legati alla localizzazione e alla gestione delle risorse geografiche, sembra che il vantaggio accumulato da Google con il servizio Google Maps non sia più così netto.

L’ultima versione del servizio mappe di Microsoft riprende infatti i servizi di Google Maps in maniera abbastanza esplicita. Fortunatamente per noi utenti, la concorrenza tra i due attori del Web 2.0 spinge a miglioramento reciproco e, quindi, le sorprese non mancano mai.

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Il codice deontologico dei giornalisti è applicabile anche ai blogger?

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Secondo quanto viene espresso dal garante della privacy sembrerebbe proprio di sì. Si legge infatti nella pagina linkata:

Il Codice deontologico (13 brevi articoli) rappresenta anche il punto di arrivo di una riflessione maturata negli anni nei settori più sensibili dei giornalisti e offre una risposta all’accresciuta sensibilità dell’opinione pubblica, oggi molto più reattiva al contenuto dell’attività informativa.

Le disposizioni del Codice si applicano a tutti i giornalisti, ai fotografi, ai cinereporter e a tutti coloro che anche occasionalmente pubblicano articoli, saggi o altri manifestazioni del pensiero. E questa è una differenza di rilievo rispetto a un normale codice deontologico: questo codice si applica infatti anche a chi non appartiene alla categoria professionale.

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Mac vs PC, campagna virale Get a Mac

Ne girano parecchi in rete. Sono video comparativi tra Mac e PC, in cui spicca un forte dose di ironia che mette alle strette i tanti difetti e astrusità dei PC (tradotto Windows) rispetto alla dinamicità dell’offerta Mac (tradotto Apple).

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