L’hanno definita in tanti modi, ma forse quello che più di ogni altro riassume il senso della protesta in atto in questi giorni su vari media è proprio la definizione di “legge bavaglio“.
Si tratta ovviamente del provvedimento sulle intercettazioni che si pone di regolare un aspetto delicatissimo i cui confini spesso sconfinano pericolosamente tra diritto di cronaca, necessità di fare giustizia e il rispetto per la privacy degli individui coinvolti nelle indagini.
Inutile dire come, vista l’estrema complessità dell’argomento, il dibattito si è fatto via via infuocato, scavalcando le solite barricate politiche per riscuotere un’ampia eco, e non poteva essere altrimenti, sui giornali e sugli altri media, Web compreso.
A essere criticati sono in particolare alcuni aspetti legati all’impossibilità, per chi fa informazione, di pubblicare i contenuti delle intercettazioni prima del giudizio in aula, rendendo di fatto “imbavagliata” la stampa nel poter informare i cittadini circa gli sviluppi delle varie inchieste, anche quelle di un certo interesse pubblico.
Note dolenti arrivano poi per i giornalisti pubblicisti, impossibilitati a svolgere qualsivoglia azione di giornalismo investigativo con il rischio di incorrere in sanzioni elevate.
Tutto ciò ha quindi contribuito a creare un clima incandescente facendo scendere in campo direttamente giornalisti e perfino gli editori, che lamentano il già ricordato rischio di pesanti sanzioni.
Il Web, da parte sua, si è fatto sentire con le proteste (ma c’è anche chi difende il provvedimento e parla di allarme ingiustificato) sui blog, sui forum e sui vari social network, mentre particolarmente curiosa, ma di certo efficace dal punto di vista comunicativo, appare l’iniziativa di Repubblica.it, che ha invitato i propri lettori a inviare dei fotoritratti “a tema” in cui si sottolinea il concetto del bavaglio alla libertà di informazione, con tanto di elementi per richiamare le “bocche cucite“.
Ancora una volta è quindi il Web il media a esporsi di più nel combattere ogni tentativo, vero o presunto che sia, che potrebbe mettere a repentaglio la libera circolazione delle idee e delle informazioni.

Si, ma questo “web” è fatto di persone e queste persone devono scendere in piazza a manifestare. Le cose devono cambiare concretamente. Altrimenti è inutile tessere le lodi del “Web”, va
a finire che poi il “Web” diventa come Dio, un’entità dalla quale tutti si aspettano molto ma che non fa mai niente…
di Jose Gragnaniello - 10 giugno 2010 - 14:16
l’ennesimo passo che segna il declino per questa Democrazia tanto voluta e duramente con grande spirito di sacrificio conquistata…
http://enkaipan.myblog.it/archive/2010/06/10/voi-mettete-la-fiducia-ma-noi-non-ci-fidiamo.html
di Paolo - 10 giugno 2010 - 14:27
Attenzione: alcune informazioni sono datate. È stata stralciata la questione pubblicisti, così come non è corretto affermare che non si potranno leggere le intercettazioni “fino al giudizio”: le intercettazioni saranno disponibili solo dopo l’udienza preliminare. Che è ben altro e ben prima di un processo.
Resta il fatto che il Web si è mosso, ma per affrontare con un post l’argomento sarebbe stato meglio approfondire il testo, che è stato troppe volte emendato e ancora in via di approvazione per poter dire qualcosa di certo.
Resta una legge orientata a mettere in difficoltà la magistratura, mentre gli editori urlano ai quattro venti, ma in realtà l’unica cosa che dice la nuova legge in via di approvazione è che se i giornali pubblicassero testi di intercettazioni escluse dal processo – dallo stesso giudice – incapperebbero in una multa. Ciò per evitare l’uso indiscriminato di fatti privati. Un aspetto sul quale erano tutti d’accordo, salvo poi lanciare la campagna post-it coinvolgendo molte persone in buona fede. Ma già prevenute nei confronti della legge.
Difendere la libertà è una cosa, difendere il presunto diritto degli editori di pubblicare fatti privatissimi delle persone, è tutta un’altra cosa. E io, da giornalista, questo diritto francamente non glielo riconosco.
di marco v - 10 giugno 2010 - 19:00