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Giorgio Rini -
Mercoledì 30 Settembre 2009 alle 17:25
I social network possono rappresentare il punto di svolta per impegnare gli utenti di Internet in iniziative che si pongono obiettivi validi e apprezzabili. A questo proposito interessante sembra il progetto “Friend a Gorilla“, che è portato avanti dall’Uganda Wildlife Authority. Proprio in Uganda si trovano gli ultimi esemplari di questi animali minacciati dalla caccia e dalle altre insidie dell’uomo.
Myngle è un servizio per imparare le lingue per certi aspetti simile a Sclipo, ma più orientato verso lezioni individuali faccia-a-faccia che sui corsi.
E quindi, in un certo senso, ancora più social network del secondo, e ci si può registrare alternativamente come studente o come insegnante.
Per gli insegnanti, la procedura è più lunga, perché va inserita tutta una serie di parametri come le nostre disponibilità orarie, il costo di ogni singola lezione e il costo di almeno un pacchetto di lezioni.
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Daniele Cerra -
Mercoledì 30 Settembre 2009 alle 10:53
Il 24 settembre 2009 sarà una data da ricordare per chi, per lavoro o per semplice passione, si occupa di Web. Infatti il guru dei guru, Tim o’Reilly, colui che nel 2004 aveva coniato il termine Web 2.0,, nato dall’analisi di fenomeni informatici e sociali in atto in quel periodo, la scorsa settimana ha infatti ufficializzato la nuova parola d’ordine: “Web Squared“.
Traducibile come “Web alla seconda” o “Web al quadrato“, il termine Web Squared è stato battezzato con un articolo pubblicato su Forbes. In questo articolo o’Reilly spiega cosa intenda per Web Squared.
Addio sito personale? Ora per avere una pagina su Internet, e con un indirizzo anche abbastanza semplice da ricordare, come “hi.im/nome“, non bisogna fare quasi niente.
Basta registrarsi su Hi, I’m, aggiungere qualche informazione e avremo il nostro biglietto da visita virtuale.
Il funzionamento del servizio è piuttosto semplice. Dall’area di modifica del nostro profilo possiamo navigare il menu in alto per inserire informazioni di base, i network a cui partecipiamo, siti particolari che vogliamo segnalare e, chiaramente, una foto.
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Ilaria Aurino -
Martedì 29 Settembre 2009 alle 14:26
Google Maps ha cambiato il modo di viaggiare virtualmente, inoltre il suo servizio “Street View” ha consentito di vedere le immagini dei luoghi più belli dell’intero globo direttamente dalla propria scrivania.
Da qualche giorno questo servizio è stato implementato con le Place Pages, ovvero delle pagine Web con schede approfondite dedicate ai luoghi e ai monumenti che ricerchiamo per il mondo.
Ogni pagina è organizzata con informazioni specifiche del posto, da quelle stradali a quelle commerciali, niente di nuovo rispetto alla versione precedente, cambia solo la visualizzazione delle schede, impaginate per una facile navigazione e molto più ricche di notizie utili all’utente.
Lanciato nel 2007 da Marko Ahtisaari, Dopplr è un social network dedicato ai viaggiatori, che permette loro di creare un itinerario raggiungendo qualunque parte del mondo, condividere fotografie e informazioni dei luoghi visitati, ma soprattutto incontrare gli altri iscritti al sito durante il proprio cammino.
Il successo riscontrato dall’iniziativa ha attirato l’attenzione di Nokia, tanto che il colosso finlandese ne ha annunciato ufficialmente l’acquisto.
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Giorgio Rini -
Lunedì 28 Settembre 2009 alle 17:30
Una nota di LinkedIn rivela alcune considerazioni interessanti a proposito del rapporto tra professioniste italiane e social network. In particolare, proprio le reti sociali dedicate al mondo del lavoro, come LinkedIn, sembrano essere piuttosto apprezzate dalle donne, che trovano in esse importanti risorse per migliorare la loro carriera e la loro posizione lavorativa.
LinkedIn si rivela sempre più usato dalle professioniste italiane, che rappresentano il 36% del totale degli iscritti in Europa. Il segreto del successo del noto social network risiede essenzialmente nel fatto che le donne lo ritengono uno spazio in cui possono avere l’occasione di mettere in evidenza le loro competenze, evitando allo stesso tempo le disparità nel campo del trattamento professionale che viene loro riservato.
Coloro che hanno visto l’home page di Google ieri, avranno pensato che dalle parti del googleplex qualcuno potesse aver avuto una piccola svista, o che magari BigG avesse assunto un grafico… poco esperto in ortografia.
Il motivo di tali ipotesi risiedeva nel fatto che il logo di Google aveva una “L” in più. Già, per tutta la giornata di ieri Google si è chiamato Googlle (come potete vedere nell’immagine sopra), una “distorsione” voluta per rappresentare, grazie alla seconda elle aggiunta, il numero 11, ovvero tante quante sono le candeline spente, chiaramente virtualmente, dal motore di ricerca americano che proprio ieri ha festeggiato il suo undicesimo compleanno.
Educare i propri figli è sicuramente molto faticoso, anche perché non esistono scuole che insegnino a fare i genitori, ma la fatica viene quasi sempre ripagata. Educare è meglio che proteggere.
Logo dedicato a Confucio quello che stamane compare sulla home page di Google. L’occasione per un logo personalizzato è dato dall’anniversario della nascita del filosofo fondatore del Confucianesimo, un evento che cade proprio oggi.
Confucio nacque infatti il 28 settembre del 551 a.C. a Qufu, nello stato di Lu, in Cina. La sua nascita avvenne in un’epoca che fu definita il “Periodo delle primavere e degli autunni“, un periodo di decadenza socio-politica, segnato da una certa instabilità del potere e dalla corruzione, a cui si aggiungono le numerose guerre combattute tra i vari stati feudali che componevano la geografia politica della Cina di quel periodo.
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Daniele Cerra -
Venerdì 25 Settembre 2009 alle 16:00
Da qualche giorno la Polizia di Stato ha lanciato una campagna di informatizzazione dedicata alla scuole italiane chiamata “Non Perdere la Bussola“. L’iniziativa, supportata da Google Italia, ha lo scopo di svolgere lezioni direttamente all’interno di istituti scolastici di tutti livelli.
“Stasera si può andare a vedere il film di Facebook” Sarà proprio questa una delle opzioni che i cinefili avranno a disposizione tra qualche tempo, dopo che le riprese del film dedicato alla storia del celebre social network verranno ultimate.
Già, perché a Facebook, ormai citato quotidianamente dai vari media, osannato dai fan, criticato dai detrattori, mancava solo di sbarcare nel magico mondo del cinema. E a porre fine a questa “mancanza” ci ha pensato Columbia Pictures, che ha deciso di finanziare la pellicola che dovrebbe uscire l’anno prossimo.