Il Times online sceglie le news a pagamento, crollo dei lettori

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Mentre tutti stavano a guardare quel che avrebbero combinato oltreoceano i grandi giornali americani, è spuntato un lord inglese, il Times, e ha sorpreso tutti: dalla scorsa settimana, l’edizione online è totalmente a pagamento. Alla medesima cifra, una sterlina, dell’edizione cartacea.

Il prestigioso quotidiano è il primo giornale del Regno Unito a chiedere ai sudditi della regina di pagare ogni giorno per leggere le notizie online: una sterlina al giorno, oppure due sterline per tutta la settimana. E vale per tutti i prodotti collegati di proprietà della News Corporation (cioè Rupert Murdoch, ecco svelata la ragione di questa iniziativa inglese) compreso il Sunday Times.

Dopo aver visualizzato la Home Page, che resta come è sempre stata, frutto di una recente implementazione del sito Internet, se si clicca su di un articolo qualsiasi si viene indirizzati verso l’e-bullettin per il pagamento.

Un classico sistema paywall, come quello già utilizzato dal Wall Street Journal e dal Financial Times, e accennato qui in Italia dal Sole24Ore.

Il rischio che tutti conoscono è quello del calo dei lettori. Lo stesso Rebekah Brooks, amministratore delegato della News International, ne è consapevole, ma è anche sicuro che si debba fare:

Siamo convinti che i nuovi siti offrano un buon rapporto tra qualità e prezzo e ci aspettiamo di continuare a investire e a rinnovarci per i nostri lettori.

I numeri tuttavia sono impressionanti, soprattutto per la velocità con la quale si sono imposti: una recente analisi di Robin Goad della Experian Hitwise, società specializzata in statistiche Internet, ha spiegato come nell’ultimo mese, da quando i lettori sono stati informati del passaggio a pagamento, il giornale ha perso il 60% di visitatori.

E non mancano in Gran Bretagna coloro che a maggior ragione affermano che non passeranno mai al pagamento delle notizie, come il Guardian, o il Telegraph, che tra l’altro stanno guadagnando visitatori dal traffico respinto dal paywall del loro concorrente.

Il dibattito si fa acceso, ma Murdoch, e anche i giornalisti del Times, sono convinti. Tanto che per descrivere la qualità del nuovo sito (effettivamente dai contenuti eccezionali) ci hanno messo come si suol dire la faccia, in un video di promozione.

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Commenti

  1. [1]

    E’ naturale che ci siano un calo di lettori, se un sito diventa a pagamento, per il fatto che c’è gente che non è disposta a pagare per leggere delle notizie.
    La cosa importante da sapere è se quelli del Times riusciranno a guadagnare di più con il pagamento dei lettori, rispetto ai vecchi banner pubblicitari.

  2. [2]

    Questo crollo rapido dei visitatori, fino al 60%, va tenuto a mente per confrontarlo con quello che succederà in altri casi: forse i giornali finanziari, per il target a cui si rivolgono, reggeranno meglio, tanto più se manterranno la possibilità di leggere gratuitamente un certo numero di articoli, secondo una logica premium.
    Tuttavia, la vicenda sorprende anche se “rovesciamo” il punto di vista: il 40% dei visitatori abituali del Times ha deciso di pagare!

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