Buzz Marketing e “bianco pulito”

Leggo su WebNews che il buzz marketing in Inghilterra sarà sanzionato. Ovvero, per farla molto breve, sarà illegale reclutare degli opinion leader che parlino bene di un prodotto.

La notizia viene accolta con un sospiro di sollievo, ma non mi è chiara tutta questa animosità nei confronti del buzz-marketing, attività che non fa nulla di differente rispetto alla pubblicità tradizionale (come quella storica del “bianco pulito”).

  • prende delle persone giudicate affidabili da determinati criteri (solitamente la notorietà o la somiglianza con il target);
  • sottolinea attraverso le parole di questi “spot in carne e ossa” le caratteristiche positive del prodotto, dimenticando quelle negative.

Non vedo nulla di diverso da quello che sono sempre stati il marketing e la pubblicità, indipendentemente dai canali e dalle modalità di erogazione: una splendida mezza verità.

Sta ai consumatori/utenti (e anche in tal senso nulla è cambiato) approfondire, confrontare, valutare e infine decidere se e cosa acquistare.

Commenti

  1. [1]

    “attività che non fa nulla di differente rispetto alla pubblicità tradizionale (come quella storica del “bianco pulito”).”

    diciamo che se è cosi’, il “problema” si risolverà/autoestinguera’ da solo ;)

  2. [2]

    il buzz marketing, in un’ottica di marketing attuale, non è un elemento del mkgmix, ma l’obiettivo di qualsiasi azione comunicativa generata dall’impresa:il buzz è il brusio generato da un passaparola che si diffonde in seguito a una pubblicità, una promozione, un video virale, una azione di guerrilla, il lancio di un nuovo prodotto, qualsiasi cosa..
    cosa vogliono vietare gli inglesi non lo capisco..

  3. [3]

    Il mktg si sta evolvendo in modo veloce, cercando di sfruttare tutti gli spazi comunicativi lasciati liberi dall’adv tradizionale. Ad ogni nuovo fenomeno che nasce c’è sempre chi tenta di regolamentarlo, a volte riuscendosi e a volte no. Io sono del parere che se il buzz dimostrerà di far bene al mercato, in un modo o nell’altro andrà avanti.

  4. [4]

    Immagino che l’intenzione sia quella di vietare un uso NON TRASPARENTE di questa forma di marketing (chiamiamola così).

    Un conto è una pubblicità, che si presenta come tale nell’aspetto e nei contenuti, ben diverso è il leggere magari un opinione scritta su un blog senza sapere che dietro c’è lo zampino del brand ;)

    L’intervento normativo non mi sembra sbagliato nelle intenzioni, anche se io penso, un po’ come Gianluca, che la rete abbia già in sè gli anticorpi per difendersi da sola da questo genere di minaccia.

  5. [5]

    in questo caso è un intervento legittimo!! la tutela giuridica deve difendere anche gli ingenui dall’opportunismo di alcuni “comunicatori” (vedi in questi giorni il caso hopersoleo, che punirei severamente per come viene presentato: commenti falsi, censure, è chiaramente un’azione oltre che pessima perfino ingannevole..BUUU!!)

  6. [6]

    gluca: “attività che non fa nulla di
    differente rispetto alla
    pubblicità tradizionale (come
    quella storica del “bianco
    pulito”).”

    Non credo che le cose stiano proprio così.

    Quando alla TV o sui giornali o in internet o alla radio etc. vedi/ascolti una pubblicità, anche da parte di un testimonial famoso, tu SAI che E’ una pubblicità.
    Questo ti permette di fare le opportune valutazioni cognitive, a livello cosciente o meno non importa.

    Quando un personaggio parla di un prodotto/servizio in un setting che è dichiarato essere NON di pubblicità ma SPONTANEO tu NON pensi che sia pubblicità (e infatti non dovrebbe esserlo):
    questo NON ti permette di fare le opportune valutazioni cognitive. …

    In poche parole, nel primo caso sai che ti possono o ti stanno eventualmente fregando.

    Nel secondo caso non sai che ti stanno fregando.

    E questo mi sa di truffa bella e buona, no ?!

  7. [7]

    PS.
    in sostanza: la pubblicità dichiarata tale è una “splendida mezza verità”.

    Il buzz volutamente commissionato (falso) è una squallida bugia.

    Allora,se è già un grosso carico cognitivo “approfondire, confrontare, valutare e infine decidere se e cosa acquistare”, perchè mi devo sobbarcare il non dovuto compito di capire se mi stanno mentendo o no ?

    Credo che i consumatori-persone meritino più rispetto, più trasparenza e meno inganni.

    Ciao a tutti ….

  8. [8]

    alt, io facevo solo una citazione del post.
    dico che se il buzz marketing è pubblicità, allora stiamo parlando di nulla, non è un problema…. è chiaro che il flog marketing è male, e in uk hanno pensato di renderlo addirittura illegale.

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