Archivio di Giugno 2007

Widget ovunque?

In seguito al proliferare di queste piccole piattaforme per la distribuzione di contenuti, anche alcune aziende si sono lanciate nella sfida del widgettable, e promettono ritorni non indifferenti.

Eppure, dopo l’ articolo del Wall Street Journal sono andato a vedermi i dati statistici pubblicati. Le statistiche sono state elaborate e pubblicate da comScore.

comScore, a leader in measuring the digital world, today announced the launch of comScore Widget Metrix, a new service to track the usage of widgets across the Web.

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Video Marketing Online: un tentativo istituzionale

Fino ad ora le strategie di video marketing online sono state ideate per essere utilizzate attraverso le piattaforme di video sharing, con un format simil spot tv. Questo tipo di approccio è interessante per la sua capacità di far scattare la “molla virale”, garante del successo/insuccesso di una campagna di questo tipo.

Avete mai pensato invece di creare dei video “proprietari”, appositamente per il vostro sito web e non per le piattaforme di video sharing? Sto parlando di una sorta di campagna video istituzionale a supporto dei contenuti testuali di una pagina.

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Utenti o Motori? Meglio entrambi

Mentre stiamo progettando la struttura di un nuovo sito a chi pensiamo? Agli utenti o ai motori di ricerca? Meglio una struttura snella che permetta agli spider di raggiungere velocemente tutte le pagine del sito oppure meglio una grafica e dei menù accattivanti per far rimanere di più gli utenti e per aiutarli a trovare facilmente i contenuti?

In effetti non è una scelta facile, fare il sito per i motori indubbiamente aiuta nell’indicizzazione e quindi nell’avere nuovi utenti, di contro una struttura che non sia graficamente piacevole e di navigabilità intuitiva ci può far perdere molto velocemente quegli utenti guadagnati.

La mia personalissima idea è quella di “accontentare entrambi”, costruire il sito per essere facilmente navigato dagli utenti e che li invogli a rimanere e pure a tornare, rendere loro la vita facile e tutti i contenuti raggiungibili in pochi click.

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Cercare lavoro all’estero ora è più facile

Cercare

Certo che il mondo del recruitment, ovvero quello dei colloqui di lavoro, specie in ambito della ricerca di figure nel settore dell’Information Technology, sta assumendo contorni quanto meno curiosi: è il caso di Robin Good che ha mostrato la scorsa sera sulla sua Tv alcune persone mentre svolgeva un’intervista ed un colloquio.

Ricordate i nuovi lavori nati con il 2.0?
Bene, da ora è possibile cercarli anche all’estero usando diversi servizi oltre Trovit, già presentato tempo fa.

È probabile, infatti, che le vostre prospettive di trovare lavoro in Italia non siano proprio ideali o che vogliate cercare un posto all’estero: Considerati è ciò che fa per voi.

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Arriva anche in Italia Adwords Pay per action

RankFirst dà la notizia che è arrivato anche per alcuni advertiser italiani la possibilità di fare annunci AdWords con la formula Pay per action.

Da qualche mese era disponibile per alcuni “selezionati” inserzionisti d’oltreoceano questa nuova metodologia di pagamento: non si paga più a click ma si paga all’ottenimento di un determinato risultato, sia esso una vendita, una iscrizione, o anche solo una richiesta di informazioni.

Simone Luciani in un precedente post asserisce che così Google diventa socio degli inserzionisti, ovviamente è una provocazione, ma io lo vedo più come una specie di agente di commercio. Certamente chi fa inserzioni sarà portato a fidarsi di più e sarà pure portato a spendere di più per una azione a lui utile anziché per un click che può significare tutto ed il contrario di tutto.

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Web-worte che snervano

web worte - mi snerva il web

Ok, ci tengo a dire che non sono impazzito, non del tutto. Ma per introdurre un bel sondaggio condotto dal magazine Spiegel non potevo fare altrimenti.

Vi siete mai chiesti qual’è una delle parole che più snervano nel web? Secondo un sondaggio è proprio il termine web 2.0.

Seguono poi altri termini: al secondo posto Voip e al terzo Blogosfera.

Sono strani i tedeschi o davvero c’è qualche cosa che non va? Perché un termine dovrebbe “dare fastidio”?

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2.0: il Super Erore tuttofare

fame.jpg

Che il 2.0 sia una bubble o meno è discutibile fino a quanto volete specialmente quando capiremo se le aziende capitalizzeranno gli investimenti e non scoppierà il mercato, ma ergere il valore del nuovo Web, quello fatto di condivisione ed economia del dono, come soluzione di problemi più importanti ed essenziali mi sembra azzardato se non utopico.

L’idea dei microcrediti sviluppata da Kiva.org può essere forse veramente d’aiuto: si tratta di piccoli prestiti senza interesse concessi ad iniziative imprenditoriali intraprese nei Paesi più poveri.

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Rifatti la SERP

Vi sarà sicuramente capitato di trovare tra le keywords del vostro sito il vostro nome e cognome o il vostro nickname. Chi fa queste ricerche? Persone conosciute che cercano maggiori info? Persone che hanno letto qualcosa scritta da voi o su di voi? Persone che cercano il vostro contatto? Casi di omonimia (nel mio caso è difficile :))?

Allo stesso modo, penso, vi sarà capitato di cercare il nome di qualcuno, sempre per gli stessi motivi. Può capitare, a volte, di cercare ma di non trovare nulla, nessun recapito.

Ma quanto è importante, per noi che lavoriamo nel settore, avere una SERP completa, che presenti i nostri lavori migliori e soprattutto un sito, una pagina con un indirizzo email o un modo per essere contattati?

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Mashup e Google Maps

ufo masuhp

Spesso mi piace unire l’utile con il dilettevole e devo dire con tutta onestà che andare in giro per il web e trovare ogni tanto delle particolarità come quelle che vi presento in questo post è divertente e spesso fornisce anche piccoli spunti lavorativi, e quindi perchè indugiare?

Cominciamo con uno dei miei preferiti:

UFO Maps: un sito dove potete trovare i report degli atterraggi di U.F.O.

Sempre sulla linea del dilettevole:

Moonplex: volete vedere la vostra casa sulla luna?

Per tutti gli amanti di Twitter:

Skype to-and-from Twitter per postare su twitter da Skype e ricevere una timeline di Twitter su Skype.

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Galeotto fu l’SMS e chi l’ha scritto

Shyno

Quando la tecnologia non assediava la nostra vita per corteggiare una donna si spedivano mazzi di rose (rigorosamente dispari) anche a kilometri di distanza. Ma è normale per certi versi che i tempi e i costumi cambino.

La convergenza dei dispositivi della quale sempre più spesso si parla favorisce la creazione di servizi curiosi e a volte di dubbia utilità: se non ragioniamo in termini di “entertainment”.

Ed è così che rimbalza dai media una nuova moda: quella di utilizzare il cellulare e gli Sms per conquistare l’anima gemella, a caccia della preda da scoprire sul Web e su di una T-shirt. Shyno, infatti, è un marchio che fa della community il punto di forza, quello sul quale sviluppare la propria strategia commerciale e di successo: ti piace una persona, leggi il suo nickname sulla t-shirt, invii un Sms al loro centro servizi indicando il nickname prescelto e il gioco è (si fa per dire) fatto.

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L’inchiesta sui blog

Inchiesta Diario Apero su Web 2.0

Qualche mese fa era stato chiesto ai blogger di compilare con cura e sincerità il questionario proposto da Diario Aperto: 4.117 sono stati i lettori e/o scrittori di blog (compresa la sottoscritta) che hanno risposto alla chiamata tra il 24 gennaio e il 15 aprile 2007 e venerdì 22 giugno sono stati pubblicati i risultati.

L’indagine è stata promossa da Swg, Splinder e Università di Trieste. Il format attraverso il quale si sono sottoposti i risultati ha spaziato dalle forme canoniche ai video. Quest’ultimo mezzo è particolarmente impattante per chi, come noi, ha bisogno di avere rapidamente sotto mano i dati più rilevanti, senza doverli a nostra volta desumere.

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Mobile: è ora di pensarci?

Da un po’ di tempo durante i miei spostamenti utilizzo per la navigazione un palm e mi sono reso conto che sono tante le persone di mia conoscenza che accedono quotidianamente alla rete utilizzando il telefonino oppure il palmare. Questa cosa mi fa riflettere, sarà il caso di cominciare a progettare siti appositamente per questi diffusissimi dispositivi?

Vedendo la capacità dei motori di ricerca di adattarsi alle nuove tendenze degli utenti credo proprio che sia necessario essere pronti, già Google ha una sua pagina apposita per effettuare le ricerche con tali apparati, molto probabilmente nel momento in cui i domini .mobi saranno diffusi è probabile che verranno avvantaggiati per le ricerche effettuate con i palmari e i telefonini.

Il .mobi infatti ha delle specifiche caratteristiche da rispettare che rendono i siti molto ben navigabili con i browser dei dispositivi mobili, per cui è plausibile che l’utente preferisca di gran lunga la versione mobile di un sito (qualora essa sia presente).

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